Il Cuore Blu di Venezia | “Quando la Salute della Laguna Custodisce Quella dell’Uomo”

Il Cuore Blu di Venezia: Quando la Salute della Laguna Custodisce Quella dell’Uomo

Domenica 12 Luglio 2026 — Des Bains 1900 Beach Club, Lido di Venezia

Venezia e la sua laguna non sono semplicemente un panorama da cartolina o una meta turistica globale; costituiscono un ecosistema vivo e simbiotico la cui integrità biologica è intimamente legata alla salute psicofisica della comunità che la abita. L’incontro culturale e scientifico inserito nella rassegna ond’art e promosso in collaborazione con Plastic Free Onlus esplora proprio questa delicata interconnessione.

L’appuntamento si propone come un’arena di confronto multidisciplinare volta a dimostrare che il contrasto all’inquinamento da plastica e la valorizzazione del patrimonio naturale veneziano non sono soltanto imperativi ecologici, ma veri e propri pilastri per la longevità e il benessere umano.

Il Panel dei Relatori: Scienza, Istituzioni e Attivismo

L’incontro, moderato da Margherita Maiani (Segretario Generale di Plastic Free, speaker e content creator), vede il confronto tra diverse anime del territorio e della ricerca:

  • Prof. Ennio Tasciotti (Direttore dello Human Longevity Program dell’IRCCS San Raffaele): un focus scientifico sui meccanismi biologici attraverso cui l’esposizione a un ambiente incontaminato influenzi positivamente i parametri della salute umana.
  • Avv. Paolo Romor (Assessore all’Ambiente e alla Cultura del Comune di Venezia): una panoramica sulle politiche cittadine a tutela della biosfera lagunare e sulla transizione ecologica locale.
  • Giovanna Bellazzi (Imprenditrice turistica e referente di Plastic Free Onlus per il Lido di Venezia): la testimonianza concreta di chi opera sul territorio per un’ospitalità sostenibile e priva di plastica monouso.

L’Arte come Sentinella della Natura: “Peschemo co L’Arte”

La rassegna ond’art conferma la sua vocazione espressiva integrando nel dibattito la dimensione artistiche come veicolo di sensibilizzazione. Durante il pomeriggio viene infatti presentata l’installazione intitolata “Peschemo co L’Arte”, curata da Allison Zurfluh, pittrice e presidente della Barena Association.

L’opera interpreta visivamente la fragilità e l’incanto delle barene, straordinari ecosistemi palustri tipici della laguna veneziana, minacciati dall’erosione e dall’inquinamento, ma tasselli fondamentali per la mitigazione climatica e la protezione della città d’acqua.

La nostra presenza sul posto documenta i lavori del panel e l’inaugurazione della mostra. In un’epoca segnata dalle sfide globali della crisis climatica e della contaminazione da microplastiche nei mari, raccontare iniziative come “Il Cuore Blu di Venezia” significa dare voce a un modello di rinascita territoriale che parte dalle radici stesse della sua identità acquatica, dove la salvaguardia dell’ambiente circostante diventa lo specchio della nostra stessa longevità.

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TESTO A CURA DI MIRCO BASSO
Ideatore, AmoVenezia_ProjectLAB | Laboratorio diffuso della Laguna di Venezia

Cosa c’è di bello da vedere domani sera?

🔴 DIARIO DELLA BELLEZZA LAGUNARE – 7 LUGLIO 2026

Venezia fluttuante: domani sera l’arte sonora ridisegna Campo della Bragora

Ci sono sere in cui Venezia non si limita a fare da sfondo, ma si fa materia viva, onda acustica, risonanza. Oggi, 7 luglio, il nostro sguardo si volge in avanti, per segnalarvi un appuntamento imperdibile che domani sera, mercoledì 8 luglio, dalle ore 19:00 alle 23:00, accenderà uno degli angoli più autentici e intimi del sestiere di Castello.[cite: 1]

Presso lo spazio Bias: Isola d’Arte, affacciato sul suggestivo Campo Bandiera e Moro (storicamente noto come Campo della Bragora), prenderà vita “SONAR: Liminal Fluctuating Sound Navigation”.[cite: 1] Non una semplice mostra, ma un’installazione sonora immersiva e performativa che si svilupperà su tre piani dell’antico edificio – un tempo sede della confraternita delle Arti e dei Mestieri e oggi avamposto culturale legato alla 61° Biennale d’Arte.[cite: 1]

Sarà un vero e proprio “Arcipelago Acustico”.[cite: 1] Al piano terra, le vibrazioni profonde del live set di Doro Teo e Da De, arricchite dalle incursioni di jungla, dialogheranno direttamente con la vita quotidiana e il brusio della piazza attraverso la veranda aperta sul campo.[cite: 1] Salendo, ci si lascerà catturare dalle Minor Dissonances in quadrifonia di Elo (Elena Callegari) e dal suggestivo sistema di sintesi di Dario Sevieri, che ricrea e spazializza lo spettro delle campane di Venezia reagendo in tempo reale ai movimenti e alle soglie di luce del pubblico (Lumen-Limen).[cite: 1] Al vertice dell’edificio, infine, l’opera audiovisiva Body Match di Fabio Scrivanti, con il contributo di Vertebra, interrogherà il crollo dei sistemi informatici di fronte all’irriducibile unicità del corpo umano.[cite: 1]

Un evento curato da Matteo Poletti, (M.)iss (P.)roduction Art Events, Rosa Mundi Art e BIAS 2026, sotto l’egida della Fondazione Donà dalle Rose, che unisce la ricerca tecnologica più avanzata alla tutela del patrimonio identitario e spirituale della nostra laguna.[cite: 1] Un invito a navigare tra suono, spazio e memoria.[cite: 1]

👇 Per tutti i dettagli logistici, il programma completo del percorso espositivo e le note biografiche dei singoli artisti coinvolti, leggete la scheda completa qui sotto:

Approfondimenti sull’evento dal sito ufficiale

L’appuntamento di domani sera si inserisce nel più ampio ciclo di iniziative promosse dalla Fondazione Donà dalle Rose per la diffusione del bando internazionale per artisti della BIAS 2026 (Biennale Internazionale di Arte Contemporanea Sacra delle religioni e credo dell’umanità). Una ricerca multidisciplinare volta a creare ponti spirituali ed espressivi tra i popoli che, partendo da Venezia, toccherà tappe cruciali in Senegal, Guinea Equatoriale, Nigeria e Camerun.

TESTO A CURA DI MIRCO BASSO
Ideatore, AmoVenezia_ProjectLAB | Laboratorio diffuso della Laguna di Venezia

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Fondazione Donà dalle Rose
Promotrice del Padiglione della Repubblica della Guinea Equatoriale “La Foresta: il sottobosco” e del Padiglione Collaterale dell’Associazione Tissali Art & Culture “Fessure di Luce. Diaspora: dissonanze in Fa Minore” alla 61° Mostra d’arte internazionale della Biennale di Venezia In Minor Keys (Palazzo Donà dalle Rose, Cannaregio 5038) e di “Bias: Isola d’Arte” (Castello 3811/B).
Comunicato Stampa

SONAR

Liminal Fluctuating Sound Navigation
Data e Orario: Mercoledì 8 Luglio 2026, dalle ore 19.00 alle 23.00
Luogo: Bias: Isola d’Arte, Campo Bandiera e Moro (Campo della Bragora), Castello 3811/B, 30122 Venezia
A cura di: Matteo Poletti – (M.)iss (P.)roduction Art Events & Rosa Mundi Art & BIAS 2026
Artisti e Progetti: Elo, Doro Teo, Da De, jungla, Sevieri, Scrivanti, Vertebra (Elena Callegari, Dario Sevieri, Fabio Scrivanti, Teodoro Bevilacqua, Davide Olivato, Mattia Rotelli)
Contatti Stampa: press@fondazionedonadallerose.org

Venezia – La Fondazione Donà dalle Rose presenta “SONAR: Liminal Fluctuating Sound Navigation”, un’installazione sonora immersiva concepita per interagire in modo osmotico e profondo con lo spazio espositivo di Bias: Isola d’Arte e l’antistante Campo della Bragora (Campo Bandiera e Moro) a Venezia. L’evento, inserito nella cornice delle attività collaterali e parallele legate alla 61° Mostra d’arte internazionale della Biennale di Venezia, si terrà mercoledì 8 luglio 2026, dalle ore 19.00 alle 23.00.

Il progetto curatoriale, affidato a Matteo Poletti, (M.)iss (P.)roduction Art Events, Rosa Mundi Art e BIAS 2026, si struttura su tre differenti livelli espositivi dell’antico edificio veneziano – un tempo storica sede della confraternita delle Arti e dei Mestieri. L’installazione si configura come una vera e propria costellazione di “Isole Sonore” autonome ma interconnesse tra loro. Attraversando le sale, i visitatori entrano in una relazione interattiva e dinamica con il Genius Loci dello spazio e con le opere d’arte esposte, in un costante e aperto dialogo con la vita quotidiana della piazza veneziana.

Il Percorso Espositivo e le Opere

Al Piano Terra: “Soglie di Prossimità” (2026) di Doroteo & Da-De (B2B) con le incursioni di jungla. Dalla veranda dello spazio espositivo che si apre direttamente sul Campo della Bragora, il live set di Teodoro Bevilacqua e Davide Olivato genera un tessuto sonoro liminale che invita i passanti a varcare la soglia, arricchito dalle contaminazioni ritmiche di jungla. Frammenti vocali, echi lontani, bassi profondi e rumori di sottofondo si mescolano organicamente al brusio quotidiano della piazza. Il risultato è un paesaggio sonoro fragile, un “Arcipelago Acustico” in continua oscillazione tra prossimità e distanza che unifica gli opposti.

Al Primo Piano: “Minor Dissonances” (2026) di Elena Callegari (Elo) & “The Bell rings for Thee…” (2023) di Dario Sevieri. Il primo piano accoglie due distinte ma integrate ricerche sonore in quadrifonia. L’opera di Elena Callegari evoca un ecosistema instabile e in perenne fermento, composto da interferenze interstiziali, echi di silenzi e leggere dissonanze, metafora della diaspora, dell’esilio e della complessa negoziazione identitaria. Ad intervalli irregolari si innesta il lavoro di Dario Sevieri, un sistema di sintesi additiva a 32 voci ricavato dall’analisi spettrale delle campane di Venezia. Attraverso un dispositivo di Motion Detection, l’opera reagisce in tempo reale alla luminanza e ai movimenti del pubblico (Lumen-Limen), modificando i parametri di spazializzazione e sintesi sonora.

Al Secondo Piano: “Body Match” di Fabio Scrivanti con il contributo di Vertebra. Il vertice dell’edificio ospita un’installazione audiovisiva che assume la forma e il linguaggio di un software diagnostico e di riconoscimento automatico, dialogando con la dimensione organica e strutturale evocata dalle sonorità e dalle installazioni di Vertebra. La macchina osserva, misura e confronta le immagini del corpo umano nel tentativo di catalogarle. Tuttavia, l’accumulo di dati non produce reale conoscenza ma amplifica le incongruenze, fino al collasso del sistema stesso. L’opera interroga criticamente il desiderio umano di ridurre l’esperienza biologica ed esistenziale a pura informazione misurabile, suggerendo che l’identità autentica resiste a qualsiasi tentativo di classification tassonomica.

Note Biografiche degli Artisti

Elena Callegari (Elo)

Nata a Venezia nel 2000, lavora tra performance contemporanea, suono e pratiche collaborative. Ha studiato interior design e arti performative presso lo IUAV di Venezia. Membro della piattaforma Pulsating Forms, esplora la musica elettronica come spazio sensoriale, sociale e politico. Nel 2026 ha vinto il bando “ISOLE ISOLE ISOLE”, realizzando la sua prima mostra personale presso lo Spazio Spuma alla Giudecca dopo una residenza in Sicilia.

Dario Sevieri

Nato a Bormio nel 1977, vive e opera a Venezia. Laureato in Lingue e Letterature Orientali (Giapponese) a Ca’ Foscari, è traduttore e sound designer diplomato all’Accademia di Arti Cinematografiche di Bologna. Ha conseguito la laurea triennale e due bienni di specializzazione (Composizione/Nuove Tecnologie ed Elettronica) al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia. Attivo in diverse band locali e cultore di Aikido, unisce rigore analitico, armonia e ricerca tecnologica applicata al suono.

Fabio Scrivanti

Artista audiovisivo con base a Venezia, la sua ricerca si muove in modo trasversale tra installazione, suono, video e scrittura. Costruendo dispositivi multimediali e finzionali, Scrivanti indaga il rapporto tra experience umana e linguaggio tecnologico, concentrandosi sui processi di trasformazione, sulle memorie collettive e sulle tracce lasciate dal tempo.

Teodoro Bevilacqua (Doro Teo) & Davide Olivato (Da De)

Selezionatori e sound selector veneziani radicati nella cultura bass music, dub, reggae, jungle e clubbing. I loro set sono caratterizzati da groove profondi, basse frequenze e strutture ritmiche ipnotiche che alternano tensione ed elementi narrativi, qui espressi nel live set collaborativo “Soglie di Prossimità”.

Contesto Istituzionale

Durante tutta la stagione estiva 2026, lo spazio Bias: Isola d’Arte e Palazzo Donà dalle Rose ospiteranno la prestigiosa Biennale di Arte Contemporanea Sacra a Venezia, proponendo un percorso espositivo che unisce maestri storicizzati a una selezione internazionale di artisti emergenti tramite una Open Call, le cui tappe confluiranno successivamente nell’edizione 2026 del Padiglione in Guinea Equatoriale.

Per maggiori informazioni e aggiornamenti:
Siti web ufficiali: www.fondazionedonadallerose.org | www.bias.institute | www.equatorialguinealabiennale.org
Ufficio Stampa & Contatti: press@fondazionedonadallerose.org
61° Mostra d’arte internazionale della Biennale di Venezia – Eventi e Sedi Espositive Bias
📄 [Scarica il comunicato stampa ufficiale in formato PDF]

Podcast Episode: Venezia Tra Arte E Laguna

Alvise: AmoVenezia_ProjectLAB si definisce un laboratorio diffuso della laguna — e questa settimana lo dimostra sul serio, con occhi puntati sull’acqua e sulla luce.

Sara: Esatto. Mirco Basso firma una serie di pezzi che coprono due territori distinti: da un lato la fotografia d’autore come pratica di cura visiva, dall’altro la laguna stessa — la sua biodiversità, il clima che cambia, e chi lavora concretamente per salvarla.

Alvise: Cominciamo dallo sguardo, prima di immergerci nell’acqua.

Lo sguardo come atto di cura: un anno di fotografia a Venezia

Sara: Il pezzo su Ostello Fotografico parte da una premessa precisa: in un panorama in cui l’immagine rischia la banalizzazione, questo progetto fondato da Paolo della Corte e Federico Sutera si è affermato come presidio culturale residente.

Alvise: E il testo lo dice senza giri di parole: “la fotografia non è semplice consumo visivo, ma atto di cura.” Una frase che vale come manifesto.

Sara: Esattamente. Il che significa, in pratica, che ogni workshop e ogni sessione di analisi diventano momenti di crescita critica per la comunità — non vetrine, non intrattenimento.

Alvise: Fotografare Venezia senza banalizzarla è già di per sé un atto politico. I portfolio dei due fondatori arriveranno nella rubrica Accordi di Luci — vale tenerla d’occhio.

Alvise: Dalla fotografia come tutela dello sguardo, passiamo alla tutela fisica della laguna stessa.

La laguna che rischia: clima, barene e chi agisce

Alvise: Tre pezzi, una sola domanda urgente: cosa resta della laguna se non agiamo adesso?

Sara: Il punto di partenza è il post su Barena Association, che cita dati precisi: “Le barene e i ghebi della Laguna di Venezia sono ecosistemi vitali: assorbono CO2, purificano l’acqua e proteggono la città dall’erosione. Tuttavia, il traffico nautico e l’innalzamento dei mari li stanno rapidamente distruggendo — la loro estensione è crollata da 180 a soli 43 km².”

Alvise: Un crollo del 76 percento di superficie. Non è un trend graduale: è una perdita strutturale con conseguenze climatiche dirette, perché se le barene svaniscono, il carbonio che immagazzinano torna in atmosfera.

Alvise: Domenico Rossi e Allison Zurfluh di Barena Association non si limitano a documentare il problema — lavorano in laguna nord sul ripristino delle saline, la rimozione dei rifiuti dalle zone umide, e la protezione della fauna. La moeca, il granchio verde simbolo di Burano, è oggi minacciata dal granchio blu e dalla distruzione degli habitat: per l’associazione incarna un patrimonio culturale che non si può separare dall’ecosistema.

Sara: Questo filo — dalla crisi ecologica all’azione concreta — attraversa anche il pezzo sull’Aqua Film Festival. Il cortometraggio “Lagoon Refresh” del Centro della Civiltà Lagunare di Murano, concesso da Massimo Parravicini fondatore del progetto e presidente de “I Vagantivi” associazione pescatori amatoriali per la custodia e tutela della Laguna di Venezia, è stato proiettato a Roma nella cornice della Casa del Cinema a Villa Borghese, nell’edizione del festival dedicata a Roma e Venezia come “Regine dell’Acqua.”

Alvise: Un documentario che porta la biodiversità lagunare fuori dai confini regionali — e lo fa senza estetizzare il problema.

Sara: Il terzo pezzo chiude il cerchio: l’incontro alla Sala Alta di Palazzo Franchetti durante la Venice Climate Week 2026, promosso dal CSRCC con studenti, scienziati e cittadini. Il climatologo Piero Lionello ha illustrato le sfide dell’adattamento necessarie per salvaguardare la laguna nel medio e lungo termine, mentre il Venice Climate Assessment Report apre un percorso di ricerca inclusivo che invita residenti e ricercatori a contribuire attivamente.

Alvise: Le scuole come primo avamposto della cittadinanza ambientale — i video-progetti degli istituti comprensivi partner mostrano uno sguardo giovanile già consapevole della metamorfosi in corso.


Sara: Fotografia d’autore e tutela della laguna sembrano mondi separati, ma questa settimana si toccano: entrambi chiedono uno sguardo consapevole come premessa all’azione.

Alvise: E la prossima volta, vedremo se le parole si traducono in fatti. La laguna non aspetta.

L’Ostello che ospita lo sguardo: un anno di fotografia d’autore a Venezia

Venezia, 13 giugno 2026

Venezia possiede una bellezza che non ha bisogno di essere gridata, ma compresa. In un panorama in cui l’immagine rischia spesso la banalizzazione, la nascita di Ostello Fotografico ha segnato, esattamente un anno fa, un cambio di rotta necessario. Fondato dai fotografi professionisti Paolo della Corte e Federico Sutera, il progetto si è affermato come un autentico presidio culturale residente, lontano dalle logiche del turismo di massa e profondamente ancorato alla ricerca visiva.

Un presidio di consapevolezza

Ostello Fotografico non è solo uno spazio, ma un cantiere d’autore. Paolo della Corte e Federico Sutera hanno dato vita a un ecosistema dove la fotografia non è semplice consumo visivo, ma atto di cura. La loro attività si concentra sulla capacità di analizzare, discutere e vivere l’immagine, trasformando ogni workshop e ogni sessione di analisi in un momento di crescita critica per la comunità.

La missione che Ostello Fotografico porta avanti è quella di tutelare l’essenza di Venezia attraverso uno sguardo consapevole. Per i suoi fondatori, la fotografia è uno strumento per documentare la dignità di una città che chiede di essere preservata non solo nella sua estetica, ma nella sua identità profonda.

Esplorare l’autorialità

Invitiamo la nostra community a conoscere più da vicino questa realtà all’interno della vetrina dedicata nel nostro LAB_oratorio: Progetti & Racconti.

Allo stesso modo, vi invitiamo a esplorare i percorsi intrapresi dai suoi fondatori. La qualità tecnica e artistica che li contraddistingue è frutto di una dedizione costante, una volontà di cura che traspare in ogni scatto. I loro portfolio saranno presto pubblicati nelle rispettive sezioni dedicate all’interno della nostra rubrica Accordi di Luci, dove potrete toccare con mano la profondità della loro ricerca e l’eccellenza dei loro linguaggi fotografici.

Mirco Basso

Ideatore, AmoVenezia_ProjectLAB | Laboratorio diffuso della Laguna di Venezia

P.S.: Questa rubrica è parte integrante dell’impegno curatoriale di ©AmoVenezia_ProjectLAB. Crediamo che sostenere le eccellenze residenti sia la via maestra per una narrazione consapevole della nostra città. Ostello Fotografico continuerà ad essere un punto fermo della nostra vetrina editoriale: racconteremo con costanza e dedizione i prossimi passi di questa ricerca, convinti che la loro sia una visione necessaria per il futuro visivo di Venezia.

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Crisi Climatica a Venezia: Insieme per Salvare la Laguna

Crisi climatica a Venezia: un viaggio partecipativo per il territorio

I giovani e la laguna che cambia: il cuore del cambiamento

dalla Laguna di Venezia – Affrontare la crisi climatica a Venezia significa, oggi più che mai, dover immaginare il futuro di un ecosistema fragile e sotto pressione. Significa, prima di tutto, rimettere la nostra Laguna al centro del dibattito internazionale, incrociando lo sguardo delle nuove generazioni, l’evidenza della scienza e la partecipazione attiva della cittadinanza. È questo lo spirito profondo che ha animato l’incontro svoltosi lo scorso 8 Giugno 2026 nella suggestiva cornice della Sala Alta di Palazzo Franchetti.

L’evento, inserito nel contesto della Venice Climate Week 2026 e nato per affrontare concretamente la crisi climatica a Venezia, è stato promosso dal CSRCC (Centro di Studio e di Ricerca Internazionale sui Cambiamenti Climatici). Per questa importante occasione di riflessione collettiva, interamente focalizzata sulla resilienza del nostro ecosistema idrografico, il Centro ha operato in stretta collaborazione con una solida rete di partner che vivono e difendono il territorio: la Rete Dialogues for Futures, l’associazione Sottomarina Sud, l’Istituto Comprensivo Statale “E. Mattei” (Meolo) e l’Istituto Comprensivo Statale “Francesco Morosini” (Venezia).

L’incontro è stato brillantemente condotto da Silvia Rova, responsabile del progetto, e ha visto la prestigiosa presenza del Presidente del CSRCC, il Prof. Carlo Barbante – una figura autorevole che noi di ©AmoVenezia_ProjectLAB abbiamo già avuto il piacere di incontrare e ascoltare durante questa intensa edizione della Venice Climate Week 2026, sempre in prima linea per la salvaguardia delle nostre acque.

I giovani e la laguna che cambia: il cuore del cambiamento

Il fulcro dei lavori ha visto la Laguna di Venezia interpretata e raccontata attraverso gli occhi delle nuove generazioni. Dopo i saluti istituzionali e l’introduzione, la sessione ha dato immediatamente voce agli studenti del territorio. Attraverso la proiezione dei video-progetti “Ciak, si ambienta!” e “Che Clima che Fa”, realizzati dagli istituti comprensivi partner (IC Morosini di Venezia, ICS Chioggia 4 di Sottomarina e IC Enrico Mattei di Meolo), è emerso uno sguardo straordinariamente consapevole e preoccupato sulla metamorfosi e sulla fragilità dell’ambiente lagunare.

Il dibattito, arricchito dai preziosi contributi di Simonetta Boscolo Nale (dirigente scolastica dell’ICS Chioggia 4) e di Giovanna Barzanò (coordinatrice scientifica della Rete Dialogues for Futures), ha evidenziato come il mondo della scuola sia il primo, fondamentale avamposto per la costruzione di una cittadinanza ambientale attiva e legata alle sorti della propria terra e della propria acqua.

Subito dopo, lo spazio è stato dedicato alla concretezza delle idee con la presentazione dei progetti nati durante la Climathon Venezia 2025. Tra le proposte più innovative sviluppate dai laboratori giovanili, concepite specificamente per proteggere l’idrografia e il tessuto urbano veneziano, spiccano i piani di rigenerazione e adattamento per contesti chiave della vita lagunare:

  • CAE Vignole
  • GAIA
  • Santa Marta El Zardin in Pie

La scienza e il Venice Climate Assessment Report

La Laguna di Venezia ha poi richiamato l’attenzione della comunità scientifica con l’autorevole intervento del climatologo Piero Lionello (Professore di Fisica dell’Atmosfera e Oceanografia dell’Università del Salento). Basandosi su un recente e dettagliato studio dedicato alle possibili strategie per salvare Venezia dall’inevitabile aumento del livello del mare, Lionello ha illustrato in modo chiaro e stringente le urgenti sfide dell’adattamento climatico necessarie per salvaguardare l’equilibrio morfologico e ambientale della laguna nel medio e lungo termine.

A seguire, il CSRCC ha presentato le linee guida e gli obiettivi del Venice Climate Assessment Report (VAR). Si tratta di un percorso di ricerca aperto e inclusivo che mette nuovamente la comunità locale al centro: il progetto punta infatti a raccogliere manifestazioni di interesse da parte di tutta la cittadinanza, invitando i residenti, i ricercatori e gli attori locali a contribuire attivamente alla stesura e alla preparazione del rapporto finale per la tutela della laguna. L’incontro si è poi concluso con una fitta conversazione e uno stimolante scambio di riflessioni e proposte concrete tra il pubblico in sala e i relatori.

📢 Nota di ©AmoVenezia_ProjectLAB

Seguirà nei prossimi giorni un report dettagliato di tutte le faccende importanti di questo incontro che ©AmoVenezia_ProjectLAB ha ascoltato e che ritiene scientificamente e socialmente prioritario divulgare con ogni possibilità e con ogni modalità creativo-laboratoriale.

Crediamo fermamente che queste informazioni debbano essere diffuse capillarmente per il bene della comunità internazionale, favorendo la massima condivisione e contaminazione anche presso gli HUB già esistenti in Laguna di Venezia che quotidianamente custodiscono, vivono, respirano e tutelano questo straordinario, unico e delicatissimo ambiente. Restate sintonizzati.

Mirco Basso

Ideatore, AmoVenezia_ProjectLAB | Laboratorio diffuso della Laguna di Venezia

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Grazie per la risposta. ✨

P.S. Le barene rischiano di svanire, eppure sono il nostro scudo vitale contro l’erosione e per l’assorbimento di CO2. Con questo spirito sosteniamo concretamente le associazioni che difendono l’ambiente lagunare: un impegno necessario nel presente e per il presente, per i nostri figli e per i nostri bambini. Ce lo chiede il mondo intero e ce lo chiedono i piccoli attivisti internazionali, come abbiamo ricordato ripercorrendo l’urlo di Licypriya alla Venice Climate Week.

Noi veneziani dobbiamo educare a partire da noi stessi, trasformandoci in residenti attivi capaci di guidare anche il turista verso il rispetto di questo ecosistema, mantenendo sempre saldo il rapporto simbiotico con la scienza. Dobbiamo farlo dando voce e diritti alle nostre acque, un percorso che abbiamo iniziato a tracciare chiedendoci cosa accadrebbe se la Laguna potesse parlare e che oggi trova linfa vitale nell’unione tra il respiro fragile delle zone umide e la missione di Barena Association, inaugurando ufficialmente il “Ponte Editoriale” de Il Lab_Oratorio.

L’azione del nostro LAB si sviluppa attraverso ogni attività possibile, a partire da quelle laboratoriali nelle scuole e presso il Centro della Civiltà Lagunare di Murano, dove è già nato lo straordinario progetto A scuola di Barena. Proteggere il domani significa agire adesso. — ©AmoVenezia_ProjectLAB

Oggi raccontiAMO: Il respiro fragile della Laguna e la missione di Barena Association. Dall’urlo all’Azione.

8 giugno 2026, dalla Laguna di Venezia al Mondo

Con questo articolo diamo ufficialmente il via al nostro “Ponte Editoriale” all’interno della rubrica Il Lab_Oratorio: Progetti e Racconti nel nostro mag_online di © AmoVenezia_ProjectLAB.

Prendendo spunto da un potente post pubblicato oggi su Instagram da Barena Association, il viaggio di AmoVenezia attraverso le realtà che custodiscono il nostro territorio ci impone oggi una riflessione che non ammette più rinvii. Vogliamo partire proprio dall’essenza stessa della nostra sopravvivenza ambientale, che rappresenta il primo, solido pilastro di questo nostro nuovo ponte:

“Le barene e i ghebi della Laguna di Venezia sono ecosistemi vitali: assorbono CO2, purificano l’acqua e proteggono la città dall’erosione. Tuttavia, il traffico nautico e l’innalzamento dei mari li stanno rapidamente distruggendo (la loro estensione è crollata da 180 a soli 43 km²). Agire per salvarli è ora un’urgenza assoluta.”

Solo pochi giorni fa, riflettendo sull’urlo di Licypriya alla Venice Climate Week, avevamo scritto a chiare lettere che non c’è più tempo per i dibattiti, i tavoli o le promesse: è l’ora dell’azione. Questa non è solo una constatazione ecologica, è un dovere. E oggi vi portiamo la dimostrazione pratica di quell’azione. C’è chi non si limita ad ascoltare il grido d’allarme, ma sceglie di operare in prima linea, in mezzo al fango e all’acqua. Vi portiamo nel cuore della Barena Association, una realtà che ha fatto della tutela del nostro patrimonio la propria ragione di vita.

Domenico Rossi e Allison Zurfluh, i volti e le anime impegnate sul campo per la salvaguardia del nostro ecosistema.

Un lavoro di squadra vitale per la Laguna. Potete scoprire e approfondire tutti i volti degli altri custodi di Barena Association esplorando la sezione “Chi Siamo” sul loro sito ufficiale: barenaassociation.ch/it/about.

La Missione: Custodi della Laguna Nord

Come si legge nel loro manifesto programmatico, la Barena Association è profondamente “dedicata al benessere a lungo termine della Laguna di Venezia Settentrionale, al suo ambiente umido unico, alla fauna e alla flora, alla cultura e alle tradizioni indigene”.

Attraverso partnership collaborative e progetti innovativi di sostenibilità, l’associazione lavora instancabilmente per proteggere le saline vulnerabili dall’erosione e salvare la fauna dall’estinzione. I loro sforzi mirano a ripristinare l’equilibrio dell’ecosistema incoraggiando un “ripopolamento non orientato al turismo” e occupandosi attivamente della rimozione dei grandi rifiuti dalle zone umide protette.

Perché le zone umide sono il nostro scudo?

Spesso sottovalutiamo il potere di ciò che navighiamo. Cosa c’è di così vitale in questi lembi di barena a fior d’acqua? Le saline veneziane non sono unicamente un rifugio per una straordinaria biodiversità; sono veri e propri polmoni per il pianeta.

Dal team di Barena Association ci ricordano un dato cruciale: questi habitat “sono tra gli ecosistemi che sequestrano più carbonio per unità di superficie”. La drammatica conseguenza dell’erosione non è solo la perdita geografica della laguna, ma una vera e propria minaccia climatica. Se le saline svaniscono, “il carbonio che immagazzinano potrebbe in parte tornare nell’atmosfera e aggravare i cambiamenti climatici”.

🎥 Per comprendere a fondo la delicatezza di questo ambiente, vi invitiamo a guardare il loro documentario: Guarda il video qui.

Il Simbolo: La Moeca tra passato e futuro

Ogni grande missione ha bisogno di un simbolo che ne incarni i valori. L’associazione ha scelto un’icona profondamente radicata nell’identità veneziana: la moeca. La pesca del granchio verde del Mediterraneo è una tradizione secolare, una pratica che richiede “tempismo, precisione e grande competenza”, tramandata di padre in figlio, ancora viva a Burano, Chioggia e alla Giudecca.

Oggi, tuttavia, questa magia è in pericolo. “Sia i pescatori sia i granchi sono sempre più rari, minacciati dalla distruzione degli habitat, dall’inquinamento, dai cambiamenti climatici e dall’arrivo del granchio blu”. Per l’Associazione, la moeca non è solo un animale: “incarna il patrimonio culturale ed economico inestricabile dei pescatori buranelli, custodi di un ecosistema fragile”.

La messa in pratica: questa è l’azione

Per noi di AmoVenezia_ProjectLAB, vedere come le realtà residenti in Laguna e l’impegno civico di queste associazioni attive riescano a portare la voce e la bellezza della nostra fragile ecosistema fuori dai confini regionali, nel mondo, è motivo di immenso orgoglio.

Barena Association è la dimostrazione vivente che la rinascita della Laguna passa prima di tutto attraverso la conoscenza e il rispetto della natura. Significa darsi da fare, mettersi in azione a qualsiasi costo, con impegno e sacrificio. Significa condividere l’unicità del territorio attraverso la pratica quotidiana, la “buona educazione”, la gentilezza verso l’ambiente e il rispetto di un patrimonio unico e imperdibile, fondamentale per il nostro presente, per i nostri figli e le nostre famiglie.

Questa è la messa in pratica. Questa è l’azione che risponde all’urlo.

In un momento storico in cui Venezia ha bisogno più che mai di fatti concreti e non di vetrine, è mia precisa intenzione annunciare ufficialmente l’inserimento di Barena Association all’interno della nostra speciale rubrica dedicata, in esclusiva, a quei progetti virtuosi che vanno assolutamente sostenuti.

P.S. Le barene della Laguna di Venezia rischiano di svanire, eppure sono il nostro scudo naturale vitale, dalla protezione dall’erosione all’assorbimento di CO2. Dopo l’allarme lanciato alla Venice Climate Week, non c’è più tempo per le promesse o per le risposte: serve la messa in pratica. Dall’urlo per il clima all’azione concreta in laguna, questo viaggio nel cuore di Barena Association — veri custodi della Laguna Nord per la salvezza delle zone umide e della biodiversità — inaugura ufficialmente il primo capitolo del nostro nuovo Ponte Editoriale de Il Lab_Oratorio. Uno spazio dedicato in esclusiva a chi difende attivamente il territorio. Perché la rinascita del nostro ecosistema parte sempre dall’acqua.

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Da Murano a Roma: la biodiversità della Laguna conquista l’Aqua Film Festival con “Lagoon Refresh”

dal Centro della Civiltà Lagunare, Murano 6 giugno 2026

Oggi a Roma, nella prestigiosa cornice della Casa del Cinema a Villa Borghese, riflettori puntati sul cortometraggio naturalistico curato dal Centro della Civiltà Lagunare di Murano e firmato da Massimo Parravicini.

L’acqua che unisce le civiltà, l’acqua che unisce due capitali storiche della cultura liquida del Mediterraneo. L’undicesima edizione dell’Aqua Film Festival (in corso dal 4 al 7 giugno 2026) ha quest’anno un focus del tutto speciale, dedicato a due “Regine dell’Acqua”: Roma e Venezia. Ed è proprio in questa importante vetrina internazionale che la nostra Laguna trova oggi una voce e una rappresentazione straordinarie.

Tra le proiezioni più attese della giornata spicca infatti il filmato “Lagoon Refresh”, un’opera di forte impatto documentaristico fornita dal Centro della Civiltà Lagunare di Murano (VE).

Un viaggio guidato dalla passione e dalla tutela ambientale

Il progetto porta la firma del suo fondatore, Massimo Parravicini, figura di riferimento nel territorio veneziano e presidente dell’associazione “I Vagantivi”. Attraverso le immagini di “Lagoon Refresh”, lo spettatore viene letteralmente preso per mano e accompagnato in un viaggio sensoriale ed ecologico tra le acque, i colori unici e la fragile biodiversità dell’ecosistema lagunare.

Non si tratta, però, di una semplice contemplazione estetica. Il filmato nasce con un obiettivo etico e programmatico ben preciso: la tutela, il ripristino e la valorizzazione di un immenso patrimonio culturale e ambientale che rischia di perdersi senza una consapevolezza collettiva. La sapienza antica di chi vive la laguna “al terzo” si fonde con le moderne urgenze di salvaguardia scientifica e naturalistica.

Roma e Venezia: destini legati dall’acqua

La proiezione odierna si inserisce perfettamente nel filone tematico portante di questa edizione del festival diretto da Eleonora Vallone, intitolato significativamente “Roma et Venetiae Reginae Aquarum – L’acqua unisce le Civiltà”. Un percorso che vuole indagare non solo lo splendore storico, ma anche e soprattutto le grandi sfide contemporanee e climatiche che accomunano le due città.

La giuria del festival, presieduta dal produttore Pier Francesco Aiello, assegnerà quest’anno anche il premio speciale dedicato a questo gemellaggio ideale.

Per noi di AmoVenezia_ProjectLAB, vedere come le realtà di Murano e l’impegno civico di associazioni storiche come I Vagantivi riescano a portare la voce e la bellezza della nostra fragile Laguna Veneziana fuori dai confini regionali è motivo di grande orgoglio. “Lagoon Refresh” è la dimostrazione che la rinascita della Laguna passa prima di tutto attraverso la conoscenza e la condivisione della sua unicità.

L’Aqua Film Festival è visibile dal vivo a Roma e in streaming sulla piattaforma MyMovies fino a domani 7 giugno.

Per approfondire i progetti video e i monitoraggi scientifici curati dall’associazione, è possibile visitare il Canale YouTube ufficiale de I Vagantivi.

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L’Urlo di Licypriya alla Venice Climate Week: Non c’è più tempo per le risposte, è l’ora dell’Azione

Licypriya Kangujam, l’urlo del nostro presente: i bambini, i nostri figli.

Venezia, 3 giugno 2026, in tarda serata.

La Venice Climate Week si è aperta oggi sotto il segno di una promessa solenne, intitolata “Planet Aqua, Planet Peace”. Una giornata iniziata con la forza dell’arte partecipativa: il flash mob “Married to the Lagoon”, ispirato al celeberrimo simbolo del Terzo Paradiso del maestro Michelangelo Pistoletto. Cittadini, associazioni e studenti uniti in un cerchio ideale, una promessa di matrimonio pubblico e alleanza profonda con l’ecosistema e l’acqua di questa nostra città.

Cos’è la Venice Climate Week (VCW) Nata da un’idea del giornalista Riccardo Luna e curata insieme a Sara Roversi (Future Food Institute) e Cristiano Seganfreddo (FlashArt), la Venice Climate Week (VCW) è diventata un punto di riferimento globale per la rigenerazione ecologica e la diplomazia climatica.
L’edizione VCW 2025 ha segnato una svolta, evolvendo da evento pionieristico a strumento operativo per la diplomazia climatica. La settimana è culminata con il lancio della Venice Water Declaration, un appello internazionale per proteggere le città d’acqua e promuovere modelli rigenerativi, giusti e cooperativi. Parallelamente è stata istituita la Blue Communities Task Force: un’alleanza di sindaci e territori costieri che lavorano insieme per progettare nuovi modelli di governance dell’acqua, radicati nella partecipazione, nell’innovazione e nella responsabilità intergenerazionale.
Per una settimana, Venezia si trasforma in un laboratorio vivente per l’azione climatica, ospitando oltre 100 relatori internazionali — dagli scienziati ai decisori politici, dagli artisti agli investitori — per co-creare soluzioni per il “Pianeta dell’Acqua”. La VCW non è una semplice conferenza. È un catalizzatore per la trasformazione sistemica — un modello replicabile che connette conoscenze, territori e comunità per accelerare la transizione verso un futuro più giusto, resiliente e rigenerativo.

Poco dopo, lo scenario si è spostato nello splendido spazio delle Procuratie Vecchie in Piazza San Marco — Casa di The Home of The Human Safety Net, partner principale della manifestazione. A inaugurare formalmente i lavori della sessione Setting the Vision è stato l’intervento di Andrea Sironi, Chairman di Assicurazioni Generali, che ha posto con decisione l’accento sul ruolo strategico e sulla responsabilità del settore finanziario nella transizione sostenibile.

Su queste premesse istituzionali si è innestato il panel successivo, interamente dedicato ai temi di etica, arte e umanità. Sul palco, due illustri attori del nostro tempo: il maestro Michelangelo Pistoletto, che da decenni usa la creatività come motore di transizione responsabile, e il Cardinale Fabio Baggio, voce di una profonda visione spirituale che richiama l’ecologia integrale della Laudato si’, connettendo in modo lucido la crisi climatica ai flussi dei rifugiati ambientali.

Come AmoVenezia_ProjectLAB eravamo lì. Eravamo lì in qualità di uditori, di ascoltatori, ma soprattutto come laboratorio centrale alla Laguna di Venezia e PER la Laguna di Venezia. Come HUB diffuso delle “risorse residenti” — quelle persone che vivono, amano questo microcosmo d’acqua e, ogni singolo giorno, esercitano il rispetto e si danno da fare dal basso per il ripristino, la tutela e la sopravvivenza di ciò che ci circonda.

Tutto ciò che era stato detto fino a quel momento dagli autorevoli relatori era giusto, corretto, ineccepibile. La stessa Licypriya Kangujam, la giovanissima attivista indiana di 14 anni, seduta tra il pubblico, aveva già profondamente colpito e scosso gli animi dei presenti in sala con un suo personale intervento iniziale come climate activist, che aveva magistralmente centrato ed enfatizzato il cuore del tema di quest’anno.

Ma la vera rottura, il momento di massima verità, è arrivato subito dopo. Quando a Licypriya è stato ridato in mano il microfono affinché potesse porre delle domande conclusive, quelle che lei riteneva opportune e finali a sigillo del dialogo tra il Cardinale Fabio Baggio e il maestro Michelangelo Pistoletto, l’aria in sala si è fatta densa.

Non ho ascoltato il discorso di una semplice attivista; ho ascoltato l’urlo primordiale di una giovane vita che ha già visto da vicino la potenza distruttiva del cambiamento climatico, tra inondazioni e caldo torrido nel suo Paese d’origine. C’era un coraggio disarmante in quella voce, una decisione animata dal vissuto che ha superato e travolto persino le bellissime parole dette in precedenza.

Mentre parlava, ho avvertito dentro di me una scossa, una presa di coscienza ulteriore. Come se non bastasse già ciò che osservo ogni giorno con i miei occhi; come se non bastasse ciò che come tanti veneziani abbiamo vissuto sulla nostra pelle durante l’acqua granda. In quel preciso istante, la distanza tra il palco e la realtà si è azzerata. Ho capito, con una lucidità quasi dolorosa, che non c’è tempo nemmeno per le risposte: c’è soltanto il tempo per l’azione.

Girandosi verso i due illustri interlocutori, Licypriya ha posto le sue domande finali, pronunciando queste parole che vi riporto integralmente nella loro devastante e nuda verità:

«Agirete davvero?
Lo farete davvero per noi? Per i bambini di tutto il mondo?
Vi importa davvero delle generazioni future? E se è così, perché non state ancora agendo? Perché non vi state ancora attivando? Tutto questo è davvero ingiusto, perché noi non siamo responsabili di ciò che stiamo affrontando. Considero la protesta come la mia ultima spiaggia. Perché lo facciamo? È quando le persone al potere, il governo, i leader non ci ascoltano, è proprio in quel momento finale che diciamo: “Non ne possiamo più. Fatevi sotto, lotteremo per la nostra giustizia”. Lotteremo perché dobbiamo cambiare adesso, dato che siamo in prima linea a soffrire. Quindi, quando non ascoltano le nostre voci, la protesta resta la nostra ultima opzione. E noi attivisti di tutto il mondo non ci arrenderemo: alzeremo la nostra voce fino all’ultimo respiro.»

@licypriyakangujam

Il video dell’intervento completo è visibile sul profilo Instagram ufficiale al seguente link:

L’intera cronaca e gli aggiornamenti in tempo reale possono essere seguiti direttamente sul profilo ufficiale della @veniceclimateweek, monitorando le conversazioni globali tramite l’hashtag ufficiale #VCW26 e sul canale dell’attivista @licypriyakangujam.

Le sue domande non ammettono repliche diplomatiche o tavoli tecnici dilatori. Interrogano direttamente la nostra responsabilità di residenti e custodi. Di fronte a questa massima verità, la cultura non può essere solo testimonianza, e l’arte non può limitarsi alla performance, seppur straordinaria, del Terzo Paradiso.

Oggi più che mai, l’educazione di cui abbiamo bisogno passa attraverso l’ascolto di questa realtà cruda. Come AmoVenezia_ProjectLAB, raccogliamo questo grido d’allarme non come una semplice protesta, ma come un imperativo categorico per tutte le nostre risorse residenti. Perché l’acqua sta salendo, il pianeta soffre e il presente appartiene a loro. Non c’è più tempo per spiegare. Bisogna agire. Ora.

Se la Laguna potesse parlare: verso una nuova identità giuridica per Venezia

di Mirco Basso – AmoVenezia_ProjectLAB | il LABoratorio della Laguna di Venezia

Venezia non è solo pietre, calli e monumenti; Venezia è, prima di tutto, la sua Laguna. Un organismo vivo, pulsante e fragile che oggi, attraverso le voci della sua umanità residente, chiede di essere finalmente ascoltata non come un oggetto di gestione, ma come una persona.

La Laguna come “Soggetto”: oltre la semplice tutela

Per troppo tempo abbiamo guardato alle nostre acque come a un perimetro da regolare o una risorsa da sfruttare. Il cambio di rotta che proponiamo con il Policy Lab per i Diritti della Laguna è radicale e necessario: agire con convinzione, coerenza e concretezza per riconoscere alla Laguna una propria personalità giuridica.

Riconoscerne i diritti intrinseci significa dotare l’ecosistema di uno scudo legale rivoluzionario. Significa che la salute della Barena, la biodiversità dei fondali e la limpidezza dei canali diventano diritti inalienabili da difendere legalmente contro ogni abuso.

Un dialogo tra saperi e territorio

Sabato 16 maggio, presso l’Ocean Space (Chiesa di San Lorenzo), non si terrà un classico convegno per esperti, ma un’assemblea cittadina volta al dialogo e allo scambio alla pari. È un appello rivolto a chi la Laguna la naviga, a chi ne detiene i saperi tradizionali e a chi, quotidianamente, si sporca le mani per la sua tutela pratica.

Vogliamo che sia Lei, la Laguna, a parlare attraverso di noi. Il nostro ruolo è metterci in ascolto della sua “voce” per capire insieme quale strada percorrere: un’iniziativa di legge popolare, l’integrazione dei contratti di fiume o nuove forme di rappresentanza ecologica.

Dalla Dichiarazione alla Pratica

Dopo il percorso del 2025 che ha portato alla Dichiarazione per i Diritti della Laguna di Venezia, è tempo di passare alle azioni concrete. Il movimento che rappresentiamo si unisce a una tendenza globale che, dalla Nuova Zelanda alla Spagna, sta riscrivendo il rapporto tra uomo e natura. A Venezia, questo significa proteggere la nostra identità anfibia e garantire un futuro in salute a un ambiente da cui dipendiamo totalmente.

Vi invitiamo a sedervi in cerchio con noi, senza cattedre, per trasformare otto diritti fondamentali in pratiche di vita e di legge. La salute della Laguna è la nostra salute.


📄 Documentazione Ufficiale

Potete consultare e scaricare qui il testo integrale del comunicato:


ℹ️ Info Utili

  • Quando: Sabato 16 Maggio 2026
  • Orario: 11:00 – 13:30
  • Dove: Ocean Space, Chiesa di San Lorenzo, Venezia
  • Contatti: idra.acqua@gmail.com | research@ocean-space.org

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