Cosa c’è di bello da vedere domani sera?

🔴 DIARIO DELLA BELLEZZA LAGUNARE – 7 LUGLIO 2026

Venezia fluttuante: domani sera l’arte sonora ridisegna Campo della Bragora

Ci sono sere in cui Venezia non si limita a fare da sfondo, ma si fa materia viva, onda acustica, risonanza. Oggi, 7 luglio, il nostro sguardo si volge in avanti, per segnalarvi un appuntamento imperdibile che domani sera, mercoledì 8 luglio, dalle ore 19:00 alle 23:00, accenderà uno degli angoli più autentici e intimi del sestiere di Castello.[cite: 1]

Presso lo spazio Bias: Isola d’Arte, affacciato sul suggestivo Campo Bandiera e Moro (storicamente noto come Campo della Bragora), prenderà vita “SONAR: Liminal Fluctuating Sound Navigation”.[cite: 1] Non una semplice mostra, ma un’installazione sonora immersiva e performativa che si svilupperà su tre piani dell’antico edificio – un tempo sede della confraternita delle Arti e dei Mestieri e oggi avamposto culturale legato alla 61° Biennale d’Arte.[cite: 1]

Sarà un vero e proprio “Arcipelago Acustico”.[cite: 1] Al piano terra, le vibrazioni profonde del live set di Doro Teo e Da De, arricchite dalle incursioni di jungla, dialogheranno direttamente con la vita quotidiana e il brusio della piazza attraverso la veranda aperta sul campo.[cite: 1] Salendo, ci si lascerà catturare dalle Minor Dissonances in quadrifonia di Elo (Elena Callegari) e dal suggestivo sistema di sintesi di Dario Sevieri, che ricrea e spazializza lo spettro delle campane di Venezia reagendo in tempo reale ai movimenti e alle soglie di luce del pubblico (Lumen-Limen).[cite: 1] Al vertice dell’edificio, infine, l’opera audiovisiva Body Match di Fabio Scrivanti, con il contributo di Vertebra, interrogherà il crollo dei sistemi informatici di fronte all’irriducibile unicità del corpo umano.[cite: 1]

Un evento curato da Matteo Poletti, (M.)iss (P.)roduction Art Events, Rosa Mundi Art e BIAS 2026, sotto l’egida della Fondazione Donà dalle Rose, che unisce la ricerca tecnologica più avanzata alla tutela del patrimonio identitario e spirituale della nostra laguna.[cite: 1] Un invito a navigare tra suono, spazio e memoria.[cite: 1]

👇 Per tutti i dettagli logistici, il programma completo del percorso espositivo e le note biografiche dei singoli artisti coinvolti, leggete la scheda completa qui sotto:

Approfondimenti sull’evento dal sito ufficiale

L’appuntamento di domani sera si inserisce nel più ampio ciclo di iniziative promosse dalla Fondazione Donà dalle Rose per la diffusione del bando internazionale per artisti della BIAS 2026 (Biennale Internazionale di Arte Contemporanea Sacra delle religioni e credo dell’umanità). Una ricerca multidisciplinare volta a creare ponti spirituali ed espressivi tra i popoli che, partendo da Venezia, toccherà tappe cruciali in Senegal, Guinea Equatoriale, Nigeria e Camerun.

TESTO A CURA DI MIRCO BASSO
Ideatore, AmoVenezia_ProjectLAB | Laboratorio diffuso della Laguna di Venezia

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Fondazione Donà dalle Rose
Promotrice del Padiglione della Repubblica della Guinea Equatoriale “La Foresta: il sottobosco” e del Padiglione Collaterale dell’Associazione Tissali Art & Culture “Fessure di Luce. Diaspora: dissonanze in Fa Minore” alla 61° Mostra d’arte internazionale della Biennale di Venezia In Minor Keys (Palazzo Donà dalle Rose, Cannaregio 5038) e di “Bias: Isola d’Arte” (Castello 3811/B).
Comunicato Stampa

SONAR

Liminal Fluctuating Sound Navigation
Data e Orario: Mercoledì 8 Luglio 2026, dalle ore 19.00 alle 23.00
Luogo: Bias: Isola d’Arte, Campo Bandiera e Moro (Campo della Bragora), Castello 3811/B, 30122 Venezia
A cura di: Matteo Poletti – (M.)iss (P.)roduction Art Events & Rosa Mundi Art & BIAS 2026
Artisti e Progetti: Elo, Doro Teo, Da De, jungla, Sevieri, Scrivanti, Vertebra (Elena Callegari, Dario Sevieri, Fabio Scrivanti, Teodoro Bevilacqua, Davide Olivato, Mattia Rotelli)
Contatti Stampa: press@fondazionedonadallerose.org

Venezia – La Fondazione Donà dalle Rose presenta “SONAR: Liminal Fluctuating Sound Navigation”, un’installazione sonora immersiva concepita per interagire in modo osmotico e profondo con lo spazio espositivo di Bias: Isola d’Arte e l’antistante Campo della Bragora (Campo Bandiera e Moro) a Venezia. L’evento, inserito nella cornice delle attività collaterali e parallele legate alla 61° Mostra d’arte internazionale della Biennale di Venezia, si terrà mercoledì 8 luglio 2026, dalle ore 19.00 alle 23.00.

Il progetto curatoriale, affidato a Matteo Poletti, (M.)iss (P.)roduction Art Events, Rosa Mundi Art e BIAS 2026, si struttura su tre differenti livelli espositivi dell’antico edificio veneziano – un tempo storica sede della confraternita delle Arti e dei Mestieri. L’installazione si configura come una vera e propria costellazione di “Isole Sonore” autonome ma interconnesse tra loro. Attraversando le sale, i visitatori entrano in una relazione interattiva e dinamica con il Genius Loci dello spazio e con le opere d’arte esposte, in un costante e aperto dialogo con la vita quotidiana della piazza veneziana.

Il Percorso Espositivo e le Opere

Al Piano Terra: “Soglie di Prossimità” (2026) di Doroteo & Da-De (B2B) con le incursioni di jungla. Dalla veranda dello spazio espositivo che si apre direttamente sul Campo della Bragora, il live set di Teodoro Bevilacqua e Davide Olivato genera un tessuto sonoro liminale che invita i passanti a varcare la soglia, arricchito dalle contaminazioni ritmiche di jungla. Frammenti vocali, echi lontani, bassi profondi e rumori di sottofondo si mescolano organicamente al brusio quotidiano della piazza. Il risultato è un paesaggio sonoro fragile, un “Arcipelago Acustico” in continua oscillazione tra prossimità e distanza che unifica gli opposti.

Al Primo Piano: “Minor Dissonances” (2026) di Elena Callegari (Elo) & “The Bell rings for Thee…” (2023) di Dario Sevieri. Il primo piano accoglie due distinte ma integrate ricerche sonore in quadrifonia. L’opera di Elena Callegari evoca un ecosistema instabile e in perenne fermento, composto da interferenze interstiziali, echi di silenzi e leggere dissonanze, metafora della diaspora, dell’esilio e della complessa negoziazione identitaria. Ad intervalli irregolari si innesta il lavoro di Dario Sevieri, un sistema di sintesi additiva a 32 voci ricavato dall’analisi spettrale delle campane di Venezia. Attraverso un dispositivo di Motion Detection, l’opera reagisce in tempo reale alla luminanza e ai movimenti del pubblico (Lumen-Limen), modificando i parametri di spazializzazione e sintesi sonora.

Al Secondo Piano: “Body Match” di Fabio Scrivanti con il contributo di Vertebra. Il vertice dell’edificio ospita un’installazione audiovisiva che assume la forma e il linguaggio di un software diagnostico e di riconoscimento automatico, dialogando con la dimensione organica e strutturale evocata dalle sonorità e dalle installazioni di Vertebra. La macchina osserva, misura e confronta le immagini del corpo umano nel tentativo di catalogarle. Tuttavia, l’accumulo di dati non produce reale conoscenza ma amplifica le incongruenze, fino al collasso del sistema stesso. L’opera interroga criticamente il desiderio umano di ridurre l’esperienza biologica ed esistenziale a pura informazione misurabile, suggerendo che l’identità autentica resiste a qualsiasi tentativo di classification tassonomica.

Note Biografiche degli Artisti

Elena Callegari (Elo)

Nata a Venezia nel 2000, lavora tra performance contemporanea, suono e pratiche collaborative. Ha studiato interior design e arti performative presso lo IUAV di Venezia. Membro della piattaforma Pulsating Forms, esplora la musica elettronica come spazio sensoriale, sociale e politico. Nel 2026 ha vinto il bando “ISOLE ISOLE ISOLE”, realizzando la sua prima mostra personale presso lo Spazio Spuma alla Giudecca dopo una residenza in Sicilia.

Dario Sevieri

Nato a Bormio nel 1977, vive e opera a Venezia. Laureato in Lingue e Letterature Orientali (Giapponese) a Ca’ Foscari, è traduttore e sound designer diplomato all’Accademia di Arti Cinematografiche di Bologna. Ha conseguito la laurea triennale e due bienni di specializzazione (Composizione/Nuove Tecnologie ed Elettronica) al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia. Attivo in diverse band locali e cultore di Aikido, unisce rigore analitico, armonia e ricerca tecnologica applicata al suono.

Fabio Scrivanti

Artista audiovisivo con base a Venezia, la sua ricerca si muove in modo trasversale tra installazione, suono, video e scrittura. Costruendo dispositivi multimediali e finzionali, Scrivanti indaga il rapporto tra experience umana e linguaggio tecnologico, concentrandosi sui processi di trasformazione, sulle memorie collettive e sulle tracce lasciate dal tempo.

Teodoro Bevilacqua (Doro Teo) & Davide Olivato (Da De)

Selezionatori e sound selector veneziani radicati nella cultura bass music, dub, reggae, jungle e clubbing. I loro set sono caratterizzati da groove profondi, basse frequenze e strutture ritmiche ipnotiche che alternano tensione ed elementi narrativi, qui espressi nel live set collaborativo “Soglie di Prossimità”.

Contesto Istituzionale

Durante tutta la stagione estiva 2026, lo spazio Bias: Isola d’Arte e Palazzo Donà dalle Rose ospiteranno la prestigiosa Biennale di Arte Contemporanea Sacra a Venezia, proponendo un percorso espositivo che unisce maestri storicizzati a una selezione internazionale di artisti emergenti tramite una Open Call, le cui tappe confluiranno successivamente nell’edizione 2026 del Padiglione in Guinea Equatoriale.

Per maggiori informazioni e aggiornamenti:
Siti web ufficiali: www.fondazionedonadallerose.org | www.bias.institute | www.equatorialguinealabiennale.org
Ufficio Stampa & Contatti: press@fondazionedonadallerose.org
61° Mostra d’arte internazionale della Biennale di Venezia – Eventi e Sedi Espositive Bias
📄 [Scarica il comunicato stampa ufficiale in formato PDF]

L’Urlo di Licypriya alla Venice Climate Week: Non c’è più tempo per le risposte, è l’ora dell’Azione

Licypriya Kangujam, l’urlo del nostro presente: i bambini, i nostri figli.

Venezia, 3 giugno 2026, in tarda serata.

La Venice Climate Week si è aperta oggi sotto il segno di una promessa solenne, intitolata “Planet Aqua, Planet Peace”. Una giornata iniziata con la forza dell’arte partecipativa: il flash mob “Married to the Lagoon”, ispirato al celeberrimo simbolo del Terzo Paradiso del maestro Michelangelo Pistoletto. Cittadini, associazioni e studenti uniti in un cerchio ideale, una promessa di matrimonio pubblico e alleanza profonda con l’ecosistema e l’acqua di questa nostra città.

Cos’è la Venice Climate Week (VCW) Nata da un’idea del giornalista Riccardo Luna e curata insieme a Sara Roversi (Future Food Institute) e Cristiano Seganfreddo (FlashArt), la Venice Climate Week (VCW) è diventata un punto di riferimento globale per la rigenerazione ecologica e la diplomazia climatica.
L’edizione VCW 2025 ha segnato una svolta, evolvendo da evento pionieristico a strumento operativo per la diplomazia climatica. La settimana è culminata con il lancio della Venice Water Declaration, un appello internazionale per proteggere le città d’acqua e promuovere modelli rigenerativi, giusti e cooperativi. Parallelamente è stata istituita la Blue Communities Task Force: un’alleanza di sindaci e territori costieri che lavorano insieme per progettare nuovi modelli di governance dell’acqua, radicati nella partecipazione, nell’innovazione e nella responsabilità intergenerazionale.
Per una settimana, Venezia si trasforma in un laboratorio vivente per l’azione climatica, ospitando oltre 100 relatori internazionali — dagli scienziati ai decisori politici, dagli artisti agli investitori — per co-creare soluzioni per il “Pianeta dell’Acqua”. La VCW non è una semplice conferenza. È un catalizzatore per la trasformazione sistemica — un modello replicabile che connette conoscenze, territori e comunità per accelerare la transizione verso un futuro più giusto, resiliente e rigenerativo.

Poco dopo, lo scenario si è spostato nello splendido spazio delle Procuratie Vecchie in Piazza San Marco — Casa di The Home of The Human Safety Net, partner principale della manifestazione. A inaugurare formalmente i lavori della sessione Setting the Vision è stato l’intervento di Andrea Sironi, Chairman di Assicurazioni Generali, che ha posto con decisione l’accento sul ruolo strategico e sulla responsabilità del settore finanziario nella transizione sostenibile.

Su queste premesse istituzionali si è innestato il panel successivo, interamente dedicato ai temi di etica, arte e umanità. Sul palco, due illustri attori del nostro tempo: il maestro Michelangelo Pistoletto, che da decenni usa la creatività come motore di transizione responsabile, e il Cardinale Fabio Baggio, voce di una profonda visione spirituale che richiama l’ecologia integrale della Laudato si’, connettendo in modo lucido la crisi climatica ai flussi dei rifugiati ambientali.

Come AmoVenezia_ProjectLAB eravamo lì. Eravamo lì in qualità di uditori, di ascoltatori, ma soprattutto come laboratorio centrale alla Laguna di Venezia e PER la Laguna di Venezia. Come HUB diffuso delle “risorse residenti” — quelle persone che vivono, amano questo microcosmo d’acqua e, ogni singolo giorno, esercitano il rispetto e si danno da fare dal basso per il ripristino, la tutela e la sopravvivenza di ciò che ci circonda.

Tutto ciò che era stato detto fino a quel momento dagli autorevoli relatori era giusto, corretto, ineccepibile. La stessa Licypriya Kangujam, la giovanissima attivista indiana di 14 anni, seduta tra il pubblico, aveva già profondamente colpito e scosso gli animi dei presenti in sala con un suo personale intervento iniziale come climate activist, che aveva magistralmente centrato ed enfatizzato il cuore del tema di quest’anno.

Ma la vera rottura, il momento di massima verità, è arrivato subito dopo. Quando a Licypriya è stato ridato in mano il microfono affinché potesse porre delle domande conclusive, quelle che lei riteneva opportune e finali a sigillo del dialogo tra il Cardinale Fabio Baggio e il maestro Michelangelo Pistoletto, l’aria in sala si è fatta densa.

Non ho ascoltato il discorso di una semplice attivista; ho ascoltato l’urlo primordiale di una giovane vita che ha già visto da vicino la potenza distruttiva del cambiamento climatico, tra inondazioni e caldo torrido nel suo Paese d’origine. C’era un coraggio disarmante in quella voce, una decisione animata dal vissuto che ha superato e travolto persino le bellissime parole dette in precedenza.

Mentre parlava, ho avvertito dentro di me una scossa, una presa di coscienza ulteriore. Come se non bastasse già ciò che osservo ogni giorno con i miei occhi; come se non bastasse ciò che come tanti veneziani abbiamo vissuto sulla nostra pelle durante l’acqua granda. In quel preciso istante, la distanza tra il palco e la realtà si è azzerata. Ho capito, con una lucidità quasi dolorosa, che non c’è tempo nemmeno per le risposte: c’è soltanto il tempo per l’azione.

Girandosi verso i due illustri interlocutori, Licypriya ha posto le sue domande finali, pronunciando queste parole che vi riporto integralmente nella loro devastante e nuda verità:

«Agirete davvero?
Lo farete davvero per noi? Per i bambini di tutto il mondo?
Vi importa davvero delle generazioni future? E se è così, perché non state ancora agendo? Perché non vi state ancora attivando? Tutto questo è davvero ingiusto, perché noi non siamo responsabili di ciò che stiamo affrontando. Considero la protesta come la mia ultima spiaggia. Perché lo facciamo? È quando le persone al potere, il governo, i leader non ci ascoltano, è proprio in quel momento finale che diciamo: “Non ne possiamo più. Fatevi sotto, lotteremo per la nostra giustizia”. Lotteremo perché dobbiamo cambiare adesso, dato che siamo in prima linea a soffrire. Quindi, quando non ascoltano le nostre voci, la protesta resta la nostra ultima opzione. E noi attivisti di tutto il mondo non ci arrenderemo: alzeremo la nostra voce fino all’ultimo respiro.»

@licypriyakangujam

Il video dell’intervento completo è visibile sul profilo Instagram ufficiale al seguente link:

L’intera cronaca e gli aggiornamenti in tempo reale possono essere seguiti direttamente sul profilo ufficiale della @veniceclimateweek, monitorando le conversazioni globali tramite l’hashtag ufficiale #VCW26 e sul canale dell’attivista @licypriyakangujam.

Le sue domande non ammettono repliche diplomatiche o tavoli tecnici dilatori. Interrogano direttamente la nostra responsabilità di residenti e custodi. Di fronte a questa massima verità, la cultura non può essere solo testimonianza, e l’arte non può limitarsi alla performance, seppur straordinaria, del Terzo Paradiso.

Oggi più che mai, l’educazione di cui abbiamo bisogno passa attraverso l’ascolto di questa realtà cruda. Come AmoVenezia_ProjectLAB, raccogliamo questo grido d’allarme non come una semplice protesta, ma come un imperativo categorico per tutte le nostre risorse residenti. Perché l’acqua sta salendo, il pianeta soffre e il presente appartiene a loro. Non c’è più tempo per spiegare. Bisogna agire. Ora.

Se la Laguna potesse parlare: verso una nuova identità giuridica per Venezia

di Mirco Basso – AmoVenezia_ProjectLAB | il LABoratorio della Laguna di Venezia

Venezia non è solo pietre, calli e monumenti; Venezia è, prima di tutto, la sua Laguna. Un organismo vivo, pulsante e fragile che oggi, attraverso le voci della sua umanità residente, chiede di essere finalmente ascoltata non come un oggetto di gestione, ma come una persona.

La Laguna come “Soggetto”: oltre la semplice tutela

Per troppo tempo abbiamo guardato alle nostre acque come a un perimetro da regolare o una risorsa da sfruttare. Il cambio di rotta che proponiamo con il Policy Lab per i Diritti della Laguna è radicale e necessario: agire con convinzione, coerenza e concretezza per riconoscere alla Laguna una propria personalità giuridica.

Riconoscerne i diritti intrinseci significa dotare l’ecosistema di uno scudo legale rivoluzionario. Significa che la salute della Barena, la biodiversità dei fondali e la limpidezza dei canali diventano diritti inalienabili da difendere legalmente contro ogni abuso.

Un dialogo tra saperi e territorio

Sabato 16 maggio, presso l’Ocean Space (Chiesa di San Lorenzo), non si terrà un classico convegno per esperti, ma un’assemblea cittadina volta al dialogo e allo scambio alla pari. È un appello rivolto a chi la Laguna la naviga, a chi ne detiene i saperi tradizionali e a chi, quotidianamente, si sporca le mani per la sua tutela pratica.

Vogliamo che sia Lei, la Laguna, a parlare attraverso di noi. Il nostro ruolo è metterci in ascolto della sua “voce” per capire insieme quale strada percorrere: un’iniziativa di legge popolare, l’integrazione dei contratti di fiume o nuove forme di rappresentanza ecologica.

Dalla Dichiarazione alla Pratica

Dopo il percorso del 2025 che ha portato alla Dichiarazione per i Diritti della Laguna di Venezia, è tempo di passare alle azioni concrete. Il movimento che rappresentiamo si unisce a una tendenza globale che, dalla Nuova Zelanda alla Spagna, sta riscrivendo il rapporto tra uomo e natura. A Venezia, questo significa proteggere la nostra identità anfibia e garantire un futuro in salute a un ambiente da cui dipendiamo totalmente.

Vi invitiamo a sedervi in cerchio con noi, senza cattedre, per trasformare otto diritti fondamentali in pratiche di vita e di legge. La salute della Laguna è la nostra salute.


📄 Documentazione Ufficiale

Potete consultare e scaricare qui il testo integrale del comunicato:


ℹ️ Info Utili

  • Quando: Sabato 16 Maggio 2026
  • Orario: 11:00 – 13:30
  • Dove: Ocean Space, Chiesa di San Lorenzo, Venezia
  • Contatti: idra.acqua@gmail.com | research@ocean-space.org

Diritti della Laguna, Venezia 2026, Personalità Giuridica Natura, Salute della Barena, Ecologia Laguna Venezia, Policy Lab Venezia, Tutela Tradizioni Lagunari, Cittadinanza Attiva Venezia.

🔴 FINISSAGE: Neospazialismo Numerico a Venezia

L’appuntamento conclusivo all’Arsenale Novissimo

Si conclude mercoledì 11 marzo 2026, alle ore 17.30, presso lo Spazio Thetis (Padiglione 106) dell’Arsenale Novissimo di Venezia, la mostra “Neospazialismo Numerico”.

L’evento di finissage non sarà solo un saluto formale, ma un momento di incontro e riflessione conclusiva su un percorso espositivo che ha indagato il legame profondo e misterioso tra l’essere umano e l’Universo.


🎨 Il Progetto e gli Artisti

La mostra, curata da Melania Rocca e Chiara Modica Donà dalle Rose, ha riunito tre ricerche artistiche distinte che dialogano sull’armonia invisibile tra arte, natura e cosmo:

  • Florin Codre: Il suo Neospazialismo prende vita in sculture lignee e bronzee ispirate alla geometria degli alveari, trasformando la struttura naturale in un organismo vivo.
  • Rosa Mundi (Chiara Modica Donà dalle Rose): Presenta sfere armillari che fondono marmo, vetro e materiali di recupero, evocando la cosmologia medievale in un equilibrio tra micro e macrocosmo.
  • Giorgio Piccaia: Il suo Neospazialismo Numerico si fonda sulla Sequenza di Fibonacci, dove il numero diventa principio generativo. In esposizione anche le opere iconiche “Rosario di Fibonacci”.

👥 L’Evento di Chiusura

Il finissage vedrà la partecipazione straordinaria di:

  • Melania Rocca (Curatrice)
  • Rosa Mundi (Artista)
  • Giorgio Piccaia (Artista)

Sarà l’ultima occasione per il pubblico di confrontarsi direttamente con i protagonisti e approfondire le connessioni tra materia, pensiero e infinito all’interno del suggestivo Padiglione 106, reso disponibile grazie al sostegno di Antonietta Grandesso (Responsabile Spazio Thetis).


📍 Informazioni Utili

DettaglioInfo
Data Finissage11 Marzo 2026
OrarioOre 17.30
LuogoSpazio Thetis, Padiglione 106
IndirizzoArsenale Novissimo – Bacini, Venezia
IngressoLibero / Aperto al pubblico

Contatti per la stampa e informazioni:

📞 Melania Rocca: +39 335 7407665


«Il progetto nasce dall’incontro di tre ricerche che indagano il legame tra materia, numero e cosmo… un progetto in divenire, aperto a nuove evoluzioni».

Melania Rocca, Curatrice.

Patrocini: Comune di Pisa, Fondazione Donà dalle Rose, Associazione Culturale Paolo Rizzi, Villa Porto Rapallo / Piccaia Museum, OLG Fine Art Services, BeBeez Magazine.

Studio Caìgo

Il nuovo atelier fondato dall’artista Poletti Serena

presenta

📍 Studio Caigo · Venezia, Calle dei Botteri, 1736OPENING 14 giugno 2025, ore 18:00


-dalla redazione di AmoVenezia_ProjectLab©


L’origine del nome dell’atelier di Serena

“Caìgo”, in dialetto veneziano, significa nebbia.
Deriva dall’espressione “ca me ligo”, ovvero qui mi lego, frase pronunciata dai barcaioli costretti a fermarsi quando la nebbia fitta impediva loro di navigare in laguna.

Per Serena, “ca me ligo” è una scelta consapevole:
dopo molti viaggi, decide di ormeggiare nel suo primo studio a Venezia, un luogo di creazione personale e collettiva, aperto ad accogliere progetti e collaborazioni con artisti locali e internazionali.


Un ponte tra Oriente e Occidente

Poletti Serena, laureata all’Accademia di Belle Arti di Venezia, prosegue la sua formazione in calligrafia con il Maestro Norio Nagayama, figura di riferimento della calligrafia giapponese.

Lo Studio Caigo riflette questa doppia anima estetica:
una filosofia ispirata al Sol Levante, che si fonde con la sensibilità artistica veneziana, dando vita a un ponte culturale tra Oriente e Occidente.


Art Night 2025 – Mostra collettiva

RERUM NATURA

In occasione della 14ª edizione di Art Night,
Studio Caigo presenta la mostra collettiva:

RERUM NATURA

Una collettiva in cui la Natura è musa, guida e materia, raccontata attraverso i gesti, i segni e le forme di nove artisti.


Il manifesto della mostra

Viviamo in un mondo profondamente antropizzato, dove l’artificiale occupa uno spazio crescente.
In questo scenario, l’artista diventa custode di un legame primordiale: quello con la natura.

“L’immagine della natura fresca e viva si imprime,
lasciando una memoria che diventa ornamento
e si compone in decori.”

Con tratti di china e acquerello, si disegnano profili di esistenza.
Segni riconoscibili e al tempo stesso lontani, suggestioni che trattengono l’istante presente, in un dialogo costante tra il visibile e l’etereo.

Rerum Natura è un poema contemporaneo,
una ricerca, una soglia da attraversare per riscoprire l’origine,
filtrata dalla sensibilità del nostro tempo.


“Come uomini sviluppiamo intelligenza per creare il nuovo.
Come animali, portiamo dentro di noi la radice dell’esistenza:
il cambiamento e la caducità.”

— Testo a cura di Greta Boato
📎 @gretaboato_arte


Artisti in mostra


📍 Studio Caigo · Venezia, Calle dei Botteri, 1736

OPENING 14 giugno 2025, ore 18:00

Uno spazio di connessioni, arte e nebbia che abbraccia.

Oggi festeggiAMO la Giornata mondiale del Teatro al Mercato di Rialto, qui a Venezia

Venezia, 27 marzo 2025

IL MERCANTE DI VENEZIA, DA SHAKESPEARE A RIALTO

Oggi a Venezia festeggiAMO La Giornata Mondiale del Teatro con un progetto davvero speciale

È in programma al Mercato di Rialto, oggi giovedì 27 marzo, Giornata Mondiale del Teatro, la tappa conclusiva del progetto di PCTO che la Fondazione di Venezia ha costruito intorno alla celebre tragedia shakespeariana.

Replica domani, venerdì 28 marzo.

Oggi, infatti, si terrà la prima delle due performance finali de Il Mercante di Venezia (la festa), il progetto liberamente ispirato alla tragedia di William Shakespeare che la Fondazione ha realizzato all’interno di “Tutto un Altro Percorso”, iniziativa dedicata allo svolgimento di ore di PCTO nelle scuole secondarie di secondo grado. La performance di oggi marzo, così come la replica di domani, venerdì 28, sarà ospitata nel Teson Piccolo del Mercato di Rialto e darà forma compiuta al lavoro creativo e corale sviluppato da ottobre ad oggi da una quarantina di studenti degli istituti Bruno-Franchetti, Benedetti-Tommaseo, Algarotti e Marco Polo. L’evento del 27 marzo avrà inizio alle 17.00 e sarà dedicato principalmente al pubblico delle scuole, in particolare agli studenti dei quattro istituti coinvolti.

La performance teatrale sarà seguita da un DJ set di Sofi Rexi che farà ballare studenti e pubblico per festeggiare la fine del percorso. La seconda performance con DJ set, in programma il 28 marzo, prenderà il via alle 18.00 e sarà aperta a tutti. Per questo secondo appuntamento, data la particolarità del contesto, è necessaria l’iscrizione attraverso il link

https://www.eventbrite.com/e/biglietti-il-mercante-di-venezia-la-festa-28-marzo1144031602319

Il progetto ha permesso ai ragazzi di misurarsi con il capolavoro letterario di Shakespeare, individuando al suo interno spunti e suggestioni di grande attualità, dalla discriminazione alla guerra, dal potere del denaro al valore della giustizia e di sentimenti come amore e amicizia.

La regia e la direzione artistica complessiva dell’evento sono di Alvise Camozzi, attore e regista attualmente in tournée nei teatri italiani con Empireo.

La parte musicale è coordinata dal compositore Giovanni Mancuso, musicista e insegnante del Conservatorio Benedetto Marcello,

La parte drammaturgica è curata da Leonardo Mello, poeta e critico teatrale.

La docente Doris Luger, ha invece guidato il laboratorio di accessori per il teatro, determinante per la resa scenografica di questo evento conclusivo.

dalla redazione di AmoVenezia.blog un augurio a tutti di buona Festa e buona visione

  • account mail: redazione@amovenezia.blog

cosa c’è in giro per Venezia,

oggi 23 marzo 2025

il Festival “AQUAMOUR VENEZIA”

leggete le brevi notizie di oggi

Il Festival “AQUAMOUR VENEZIA”

CELEBRARE L’INTELLIGENZA DELL’ACQUA E DELLA VITA!

SENSIBILIZZARE E MOBILITARE TUTTI A FAVORE

• della protezione dell’acqua e dei suoi ecosistemi

• della rigenerazione dell’acqua con soluzioni innovatrici

• dell’evoluzione della società ispirata da una nuova visione dell’acqua e degli ecosistemi acquatici

IL FESTIVAL “AQUAMOUR VENEZIA” È UN’OCCASIONE PER CELEBRARE L’ACQUA IN TUTTE LE SUE FORME

Esperti internazionali, innovatori, artisti e attori locali che si occupano della laguna si riuniscono per esplorare il ruolo vitale dell’acqua a Venezia e nel mondo.

Questo festival ad accesso libero mira a stimolare l’ispirazione e l’azione, collocando Venezia come centro di riferimento internazionale per ricerca e imprese che perseguono soluzioni biomimetiche per le sfide cruciali legate all’acqua e agli ecosistemi marini. Il Festival è il seguito del secondo Forum delle Possibilità “SUMusAqua”, tenutosi il 20 novembre 2024 sul tema “L’intelligenza dell’acqua rigenera Venezia”, e ha come obiettivo di ampliare il pubblico interessato a questo tema. Novità di questa edizione del festival è la biomimetica, un approccio scientifico all’avanguardia che attinge ai modelli e alle strategie collaudate della natura per risolvere le sfide dell’uomo.

qui il Programma > Il Programma del Festival

Whispered Realms: Hidden Spaces & Beings

Un viaggio nell’invisibile nel cuore del Carnevale di Venezia

Venezia, 14 febbraio 2025 – Castello Gallery

Mentre la città si copre di maschere e gli echi della storia si intrecciano con il presente, Whispered Realms: Hidden Spaces & Beings si presenta come un’affascinante esplorazione dell’invisibile. Inaugurata il 14 febbraio 2025 presso Castello Gallery, questa mostra invita i visitatori a percorrere il sottile confine tra realtà e illusione, paura e fiducia, ciò che è celato e ciò che viene rivelato.

Ambientata nell’atmosfera suggestiva di Il Tempo di Casanova, tema del Carnevale di Venezia 2024, Whispered Realmstrasforma l’intrigo, il mistero e la seduzione dell’epoca di Casanova in un dialogo artistico contemporaneo. Con un eccezionale collettivo di 31 artisti internazionali provenienti da 19 paesi, l’esposizione trasforma lo spazio in un paesaggio mutevole di narrazioni nascoste e presenze spettrali.

Attraverso installazioni evocative, la mostra dissolve i confini del tempo e dell’identità, riflettendo le danze in maschera del passato e interrogandosi sulle maschere che indossiamo oggi. I visitatori incontreranno spazi che sussurrano, opere che rispondono al movimento e presenze nascoste che abitano il liminale.

 

 

Uno dei temi più suggestivi esplorati è la fragile natura della fiducia. Proprio come Casanova si muoveva in un’epoca di inganni e desideri, le opere invitano a riflettere sulle nostre barriere interiori—paura, dubbio e le maschere che adottiamo. Whispered Realms non è solo un viaggio visivo, ma un’esperienza emotiva profonda, in cui addentrarsi nell’ignoto diventa un atto di coraggio.

Un momento speciale della mostra è rappresentato dalla personale dell’artista azero Kamran Mamadov, Perspective, che approfondisce i temi dell’identità e della memoria, creando un dialogo intimo tra storia personale ed esperienza collettiva. Le sue opere su larga scala evocano un senso di passaggio inquietante, in sintonia con l’esplorazione degli spazi nascosti e dell’evoluzione del sé proposta dalla mostra.

Questa esposizione segna anche il primo anniversario di Kuun Art, lanciato lo scorso anno durante la Milano Fashion Week. Piattaforma dedicata alla promozione dell’innovazione artistica, Kuun Art rafforza con Whispered Realms il proprio impegno nel supportare voci creative contemporanee.

Inoltre, Whispered Realms introduce una collaborazione esclusiva con scan.art, una funzionalità innovativa che permette ai visitatori di accedere a contenuti dietro le quinte, interviste agli artisti e approfondimenti speciali semplicemente scansionando le opere in mostra. Questa integrazione digitale arricchisce l’esperienza del pubblico, offrendo un’interazione unica e coinvolgente.

Per celebrare l’occasione, il giorno successivo all’apertura si terrà un esclusivo Artist Talk & Brunch, un incontro che riunirà artisti, professionisti dell’arte e studenti in una dinamica discussione sull’interazione tra segretezza, identità e trasformazione nell’arte. Un’opportunità preziosa per dialogare con le menti creative dietro la mostra ed esplorare la profondità delle loro filosofie artistiche.

Curata per risuonare con l’incantevole mistero del Carnevale di Venezia, Whispered Realms invita il suo pubblico a perdersi in un mondo dove l’arte respira, sussurra e si trasforma.

Biglietti: https://www.eventbrite.com/e/kuun-art-whispered-realms-tickets-1219624683259

 

Indirizzo: clicca sull’immagine qui sotto

MACCHIATO ART FEST . articolo da Venezia News

L’arte dell’incontro

L’arte dell’incontro

7 Febbraio 2025 – 15 Febbraio 2025

Rubrica: “SAI CHE C’è? C’é che oggi, oggi inizia!”

Gli ambienti dell’Associazione Culturale Spiazzi si trasformano in affollati saloni da bar pronti ad accogliere la più variegata fauna veneziana con il Festival Culturale Macchiato. Curato da Alfredo Martorelli e Adele Spinelli, l’evento si propone di risvegliare la città dal torpore invernale proponendo al pubblico un momento di aggregazione, dove riscoprire l’arte come strumento privilegiato di condivisione e dialogo.
Tra i protagonisti della mostra permanente, lo stesso curatore Alfredo Martorelli, che con la serie fotografica Caffèmacchiato immortala i mille volti della Venezia più autentica. Al suo fianco, i mirabolanti collage di Leone Solia, l’intima fotografia di Angela Benedetti, le nostalgiche tele di Nonno Burro, i contrasti fotografici e umani di Pietro Vettore, i delicati dipinti di Ugne Gelgotaite e le provocazioni scultoree di Daniel Whitehead, ma anche un’inedita installazione corale: il Muro ondoso, una parete che raccoglie opere .. 

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dove? 

qui

https://venezianews.it/places/associazione-spiazzi/