Ritorno al Presente: Futures Perspectives Lab a Venezia

Il viaggio nel tempo dei giovani custodi della Laguna a The Home of The Human Safety Net

Omino LEGO Batman al Futures Perspectives Lab - The Home of The Human Safety Net Venezia
Artefatto LEGO e design speculativo al Futures Perspectives Lab | Foto: Mirco Basso per AmoVenezia_ProjectLAB

C’è un luogo, nel salotto a cielo aperto di Piazza San Marco, dove il tempo non scorre in linea retta. Si tratta di The Home of The Human Safety Net, uno spazio di cura, incontro e visioni. Infatti, questo social innovation hub coinvolge il pubblico in attività di citizen science tramite il programma Involved! InnovationLab for Sustainable Change Makers. Nello specifico, si tratta di un living lab con ambienti progettati per favorire l’incontro tra i visitatori. Inoltre, la sua programmazione si inserisce nel Piano nazionale dei musei dei futuri, tra ReadingLab, Workshop e la rassegna MovieLab ad ottobre.

Tra novembre 2025 e gennaio 2026, nelle stanze affacciate sulla Basilica, un gruppo di studenti e cittadini ha vissuto un’esperienza laboratoriale unica. Per tre pomeriggi, infatti, hanno smesso di guardare l’orologio. Tuttavia, l’obiettivo non era fuggire dal presente, ma imparare ad abitarlo. Il percorso che ho ideato con Baba Jaga – Casa delle Meraviglie si chiama Futures Perspectives Lab. Pertanto, come AmoVenezia_ProjectLAB, lo raccontiamo nella sezione Diario della Bellezza Lagunare > workshop percorsi umani. Per questa ragione, lo riteniamo un tassello prezioso dell’infrastruttura sociale residente, creata da persone che scelgono di allenare la comunità.

Cos’è il Futures Perspectives Lab

In particolare, il percorso si articola in tre incontri laboratoriali da tre ore ciascuno. Nasce per allenare un ampio ventaglio di valori: bellezza, curiosità, creatività, gentilezza e intelligenza relazionale. Inoltre, questi principi sono coerenti con la mostra A World of Potential e con la Futures Literacy dell’UNESCO. Infatti, attraverso debate, analisi di testi, giochi di scenario e dinamiche di co-creazione, i partecipanti hanno esplorato sia i futuri personali sia quelli collettivi.

Visioni del passato: la cartolina al bambino che eravamo

Il viaggio comincia voltandosi indietro. Infatti, nel primo incontro intitolato Visioni del passato, i ragazzi hanno scelto un’immagine per scrivere una cartolina. Di conseguenza, il messaggio era indirizzato al proprio sé più giovane, alimentando il pensiero retrospettivo.

Certamente, è un gesto semplice e dirompente. Serve infatti a riconoscere che abbiamo già attraversato il cambiamento trovando le giuste risorse. In questa tappa, quindi, perseveranza e antifragilità diventano strumenti concreti per ridurre l’ansia e ricostruire fiducia. Allo stesso modo, il laboratorio ha svelato i meccanismi con cui la mente costruisce vicoli ciechi. Quindi, se il passato è una cassetta degli attrezzi, il futuro smette di essere una minaccia.

Salto nel futuro: il villaggio che ancora non existe

Successivamente, nel secondo incontro la stanza è diventata un altro luogo e un altro tempo. Infatti, con The Village, un gioco di scenario popolato da archetipi, i partecipanti hanno costruito il villaggio dei futuri. Lo hanno fatto usando il corpo e non solo la testa, partendo da domande aperte.

Qui il Futures Perspectives Lab rivela la sua natura politica e poetica. Infatti, esplorare scenari partendo dalle relazioni insegna ai giovani a scegliere il proprio posto nei mondi di domani. Di conseguenza, curiosità, creatività e speranza diventano muscoli allenati con il movimento e con l’incontro dell’archetipo.

Ritorno al presente: sognare con le mani

Inoltre, l’ultimo incontro del 22 gennaio ci riporta a oggi, perché i semi dei futuri risiedono nel presente. Di conseguenza, i partecipanti si sono immersi nell’oggi con uno sguardo più ampio, pronti a coltivare prudenza e capacità decisionale.

“Non si chiede di pensare cosa cominciare a realizzare per orientarsi ai futuri esplorati, ma di sognarli con le mani: il thick thinking si incontra con il thick present.”

Progettare con i mattoncini LEGO e la poesia

Attraverso gli artefatti LEGO, le visioni si sono trasformate in design speculativo e azioni concrete per la comunità. Infine, il percorso si è chiuso con un componimento poetico in musica. Infatti, la parola detta ad alta voce unisce le persone e completa l’esperienza condivisa.

Un cantiere aperto per la comunità lagunare

Come AmoVenezia_ProjectLAB, crediamo fermamente che la Laguna abbia bisogno di immaginazione allenata e coltivata. Per questo motivo, il futuro di questo fragile ecosistema si prova e si gioca nelle stanze dove i più giovani imparano a non avere paura del domani.

In conclusione, il Futures Perspectives Lab è un HUB di futuri possibili. Si trova infatti dentro la Casa di The Home of The Human Safety Net. Si tratta di un metodo replicabile che merita di attraversare le comunità educanti del territorio.

Per ripercorrere l’iniziativa, vi invitiamo a consultare la pagina ufficiale di The Home of The Human Safety Net. Inoltre, vi consigliamo le notizie della sezione workshop percorsi umani per scoprire le nostre prossime attività. Infatti, c’è ancora tutto il tempo per costruire le risposte insieme: una cartolina, un villaggio e un mattoncino LEGO alla volta.

L’Autore dell’articolo “RITORNO al PRESENTE”

Mario Cusmai - Futurista ed Esperto di Futures Literacy

Mario Cusmai

Mario Cusmai — Futurista ed esperto di Futures Literacy (competenza chiave riconosciuta dall’UNESCO), possiede un Master di II livello in Previsione Sociale ed è Dottore in Scienze dell’Educazione degli Adulti. Facilitatore certificato LEGO® SERIOUS PLAY®, MTa® experiential learning e Kaospilot Master Archer.

Dal 2006 è attivo presso l’INAPP (Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche), dove cura attività di ricerca per l’innovazione delle metodologie didattiche esperienziali nell’ambito del lifelong learning. Autore di saggi e pubblicazioni scientifiche su apprendimento di rete, gioco, narrazione e Futures Studies, collabora con la Fondazione Italiana Studi di Futuro (fondata dal Prof. Roberto Poli).

Già social innovation designer per oltre un decennio presso il Laboratorio di I-learning e Digital Storylearning dell’Università Roma Tre (Prof. A. Quagliata), ricopre oggi il ruolo di Direttore del Dipartimento Foresight e Futures Literacy per il CIAPE (Centro Italiano per l’Apprendimento Permanente) ed è Ambasciatore di Bellezza nell’educazione.

Note di Regia & Crediti

Testo: Mario Cusmai con Mirco Basso
Ideatore, AmoVenezia_ProjectLAB | Laboratorio diffuso della Laguna di Venezia

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© 2026 Mario Cusmai, Mirco Basso / AmoVenezia_ProjectLAB. Tutti i diritti riservati.
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La Laguna di Venezia diventa soggetto: la sfida dei diritti

Copertina del libro I diritti dell'acqua edito da wetlands sulla Laguna di Venezia
⁠Frontespizio del libro I diritti dell'acqua per la difesa della Laguna di Venezia edito da wetlands⁠
La natura diventa soggetto
Dalle Dolomiti all’Adriatico, un movimento transdisciplinare chiede il riconoscimento della personalità giuridica per i corpi d’acqua italiani. Il nuovo volume edito da wetlands raccoglie le voci di accademici, artisti e attivisti per superare la visione antropocentrica della crisi ecologica.
VENEZIA – Esiste una crisi silenziosa che scorre lungo i fiumi, i laghi, le paludi e i mari del Nord-est italiano. Una crisi che l’attuale diritto ambientale, frammentato e strutturalmente antropocentrico, non riesce più a contenere o contrastare. Per invertire la rotta, la risposta non può essere solo tecnica, ma deve diventare filosofica, politica e, soprattutto, giuridica. Che cosa significherebbe, infatti, smettere di considerare la natura come una mera risorsa e iniziare a riconoscerle il diritto fondamentale di esistere, rigenerarsi e partecipare alle decisioni che la riguardano?
A questa domanda tenta di rispondere la nuova raccolta di saggi pubblicata dalla casa editrice veneziana wetlands. Il volume, uscito nella collana Fondamenta (diretta da Clara Zanardi e Giacomo-Maria Salerno), è curato da Pietro Consolandi (TBA21 e NICHE – Ca’ Foscari) e da Amalia Rossi (NICHE), con la consulenza scientifica ed editoriale dell’antropologo Francesco Danesi della Sala. Si tratta di una sfida editoriale e civile complessa, che mette a fuoco un modo diverso, non antropocentrico, di guardare agli ecosistemi che si generano grazie alla presenza e alla conservazione dinamica dei corpi d’acqua.

Un coro interdisciplinare e politico

Il libro si muove su tre direttrici fondamentali. Da un lato, costruisce un dialogo sperimentale e pionieristico tra sguardi profondamente diversi: giuristi, scienziati ambientali, esperti di environmental humanities, attivisti e artisti cooperano per fondare un linguaggio interdisciplinare inedito – simultaneamente filosofico, giuridico, politico e poetico. Un vocabolario capace di cogliere l’essenza dell’intreccio indissolubile tra specie, paesaggi e comunità umane e non-umane.
Dall’altro, l’approccio è dichiaratamente e fortemente politico. Il coro di voci che anima il volume converge in una richiesta precisa: anche in Italia, sulla scorta di quanto già accaduto in Ecuador, Nuova Zelanda, Colombia e Spagna, è tempo di riscrivere il diritto ambientale in senso ecocentrico. Diventa urgente riconoscere la personalità giuridica degli ecosistemi per tutelare in modo immediato gli interessi delle specie viventi alla sopravvivenza dignitosa, in un’ottica di cooperazione e co-evoluzione.
Infine, la sfida posta da questo volume è quella di descrivere le prime tappe di un percorso ancora in atto teso al riconoscimento della personalità giuridica della Laguna di Venezia e del suo bacino scolante, dalle Dolomiti all’Adriatico.

Dall’iniziativa civica al movimento nazionale

Il cuore pulsante di questo movimento e dell’ideazione del volume è la rete IDRA (Iniziativa per i diritti delle reti d’acqua). Questa esperienza, incubata presso il centro di ricerca sulle scienze umane ambientali NICHE dell’Università Ca’ Foscari con il fondamentale contributo dell’Unione Buddhista Italiana (UBI), sta vivendo oggi una profonda metamorfosi.
Se nel novembre 2025 la rete IDRA ha animato l’iniziativa civica che ha portato alla stesura corale della Dichiarazione dei Diritti della Laguna di Venezia, oggi quel seme sta germogliando in un vero e proprio movimento nazionale per i diritti della Laguna e di altri ecosistemi vulnerabili in Italia. Sempre con il supporto di NICHE e dell’hub di arte contemporanea Ocean Space (TBA21 Academy), nel marzo 2026 si è attivato un policy lab tuttora operativo che sta mettendo a frutto le prime mosse della rete IDRA e dando concretezza alle intenzioni di cittadini, lavoratori, studenti, attivisti, accademici impegnati, artisti e a coloro che mirano al riconoscimento della sua soggettività e sono pronti a rappresentare gli interessi del suo ecosistema nei tribunali e nelle assemblee istituzionali a livello locale e nazionale.

Il viaggio del libro

Il volume, distribuito su tutto il territorio nazionale da Messaggerie e quindi facilmente reperibile in qualunque libreria italiana, è stato ufficialmente pubblicato il 19 giugno, preceduto da due intense giornate di presentazione e dibattito.
La prima si è tenuta il 17 giugno presso la sede del centro NICHE, con i saluti della Direttrice, la Prof.ssa Francesca Tarocco, e interventi in presenza e in collegamento dei co-autori – tra cui il Prof. Francesco Vallerani, il regista Giovanni Pellegrini e l’attivista e ricercatore Mattia Favaretto in presenza, e in collegamento con Alex Putzer, Chiara Famengo, Costanza Lazzarin e Rita Brugnara – i quali hanno approfondito la prospettiva filosofica e i precedenti internazionali del movimento globale per i diritti della natura.
Il secondo appuntamento si è svolto sabato 20 giugno presso la Chiesa di San Lorenzo, sede di Ocean Space e dell’Iniziativa Nature Speaks che ospita il Policy Lab di IDRA, in presenza di Francesco Danesi della Sala e di parte del collettivo artistico IDRA (Lu Lin, Caterina Erica Shanta, Eva Venzo, Anja Dimitrijević), a testimonianza di come l’arte rimanga uno dei veicoli più potenti per sensibilizzare la comunità verso una metamorfosi profonda del nostro rapporto con l’ambiente.
Per scoprire gli altri approfondimenti e percorsi culturali legati al territorio, consulta la sezione Diario della Bellezza Lagunare su AmoVenezia_ProjectLAB.
Il volume si offre così non solo come un invito a costruire un diritto capace di integrare tutela dell’ambiente, giustizia sociale e partecipazione democratica, ma come uno strumento concreto e operativo per chiunque voglia trasformare questa visione in realtà.

I contributi al volume (Autori)

Giorgio Bosisio, Rita Brugnara, Giulia Ciola, Paolo Comandini, Pietro Consolandi, Amilcare D’Andrea, Anja Dimitrijević, Chiara Famengo, Giovanni Fava, Mattia Favaretto, Francesco Ferrarese, Silvia Francescon, Cat Haas, Rosa Jijón, Costanza Lazzarin, Lu Lin, Giovanni Lorenzi, Daniele Marra, Francesco Martone, Massimiliano Montini, Pietro Daniel Omodeo, Giovanni Pellegrini, Silvia Petronici, Alex Putzer, Amalia Rossi, Katja Schechtner, Caterina Erica Shanta, Francesco Vallerani, Eva Venzo, Katia Zanatta.

Note di Regia & Crediti

Testo: Amalia Rossi con Mirco Basso
Ideatore, AmoVenezia_ProjectLAB | Laboratorio diffuso della Laguna di Venezia

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Il Cuore Blu di Venezia | “Quando la Salute della Laguna Custodisce Quella dell’Uomo”

Il Cuore Blu di Venezia: Quando la Salute della Laguna Custodisce Quella dell’Uomo

Domenica 12 Luglio 2026 — Des Bains 1900 Beach Club, Lido di Venezia

Venezia e la sua laguna non sono semplicemente un panorama da cartolina o una meta turistica globale; costituiscono un ecosistema vivo e simbiotico la cui integrità biologica è intimamente legata alla salute psicofisica della comunità che la abita. L’incontro culturale e scientifico inserito nella rassegna ond’art e promosso in collaborazione con Plastic Free Onlus esplora proprio questa delicata interconnessione.

L’appuntamento si propone come un’arena di confronto multidisciplinare volta a dimostrare che il contrasto all’inquinamento da plastica e la valorizzazione del patrimonio naturale veneziano non sono soltanto imperativi ecologici, ma veri e propri pilastri per la longevità e il benessere umano.

Il Panel dei Relatori: Scienza, Istituzioni e Attivismo

L’incontro, moderato da Margherita Maiani (Segretario Generale di Plastic Free, speaker e content creator), vede il confronto tra diverse anime del territorio e della ricerca:

  • Prof. Ennio Tasciotti (Direttore dello Human Longevity Program dell’IRCCS San Raffaele): un focus scientifico sui meccanismi biologici attraverso cui l’esposizione a un ambiente incontaminato influenzi positivamente i parametri della salute umana.
  • Avv. Paolo Romor (Assessore all’Ambiente e alla Cultura del Comune di Venezia): una panoramica sulle politiche cittadine a tutela della biosfera lagunare e sulla transizione ecologica locale.
  • Giovanna Bellazzi (Imprenditrice turistica e referente di Plastic Free Onlus per il Lido di Venezia): la testimonianza concreta di chi opera sul territorio per un’ospitalità sostenibile e priva di plastica monouso.

L’Arte come Sentinella della Natura: “Peschemo co L’Arte”

La rassegna ond’art conferma la sua vocazione espressiva integrando nel dibattito la dimensione artistiche come veicolo di sensibilizzazione. Durante il pomeriggio viene infatti presentata l’installazione intitolata “Peschemo co L’Arte”, curata da Allison Zurfluh, pittrice e presidente della Barena Association.

L’opera interpreta visivamente la fragilità e l’incanto delle barene, straordinari ecosistemi palustri tipici della laguna veneziana, minacciati dall’erosione e dall’inquinamento, ma tasselli fondamentali per la mitigazione climatica e la protezione della città d’acqua.

La nostra presenza sul posto documenta i lavori del panel e l’inaugurazione della mostra. In un’epoca segnata dalle sfide globali della crisis climatica e della contaminazione da microplastiche nei mari, raccontare iniziative come “Il Cuore Blu di Venezia” significa dare voce a un modello di rinascita territoriale che parte dalle radici stesse della sua identità acquatica, dove la salvaguardia dell’ambiente circostante diventa lo specchio della nostra stessa longevità.

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TESTO A CURA DI MIRCO BASSO
Ideatore, AmoVenezia_ProjectLAB | Laboratorio diffuso della Laguna di Venezia

Cosa c’è di bello da vedere domani sera?

🔴 DIARIO DELLA BELLEZZA LAGUNARE – 7 LUGLIO 2026

Venezia fluttuante: domani sera l’arte sonora ridisegna Campo della Bragora

Ci sono sere in cui Venezia non si limita a fare da sfondo, ma si fa materia viva, onda acustica, risonanza. Oggi, 7 luglio, il nostro sguardo si volge in avanti, per segnalarvi un appuntamento imperdibile che domani sera, mercoledì 8 luglio, dalle ore 19:00 alle 23:00, accenderà uno degli angoli più autentici e intimi del sestiere di Castello.[cite: 1]

Presso lo spazio Bias: Isola d’Arte, affacciato sul suggestivo Campo Bandiera e Moro (storicamente noto come Campo della Bragora), prenderà vita “SONAR: Liminal Fluctuating Sound Navigation”.[cite: 1] Non una semplice mostra, ma un’installazione sonora immersiva e performativa che si svilupperà su tre piani dell’antico edificio – un tempo sede della confraternita delle Arti e dei Mestieri e oggi avamposto culturale legato alla 61° Biennale d’Arte.[cite: 1]

Sarà un vero e proprio “Arcipelago Acustico”.[cite: 1] Al piano terra, le vibrazioni profonde del live set di Doro Teo e Da De, arricchite dalle incursioni di jungla, dialogheranno direttamente con la vita quotidiana e il brusio della piazza attraverso la veranda aperta sul campo.[cite: 1] Salendo, ci si lascerà catturare dalle Minor Dissonances in quadrifonia di Elo (Elena Callegari) e dal suggestivo sistema di sintesi di Dario Sevieri, che ricrea e spazializza lo spettro delle campane di Venezia reagendo in tempo reale ai movimenti e alle soglie di luce del pubblico (Lumen-Limen).[cite: 1] Al vertice dell’edificio, infine, l’opera audiovisiva Body Match di Fabio Scrivanti, con il contributo di Vertebra, interrogherà il crollo dei sistemi informatici di fronte all’irriducibile unicità del corpo umano.[cite: 1]

Un evento curato da Matteo Poletti, (M.)iss (P.)roduction Art Events, Rosa Mundi Art e BIAS 2026, sotto l’egida della Fondazione Donà dalle Rose, che unisce la ricerca tecnologica più avanzata alla tutela del patrimonio identitario e spirituale della nostra laguna.[cite: 1] Un invito a navigare tra suono, spazio e memoria.[cite: 1]

👇 Per tutti i dettagli logistici, il programma completo del percorso espositivo e le note biografiche dei singoli artisti coinvolti, leggete la scheda completa qui sotto:

Approfondimenti sull’evento dal sito ufficiale

L’appuntamento di domani sera si inserisce nel più ampio ciclo di iniziative promosse dalla Fondazione Donà dalle Rose per la diffusione del bando internazionale per artisti della BIAS 2026 (Biennale Internazionale di Arte Contemporanea Sacra delle religioni e credo dell’umanità). Una ricerca multidisciplinare volta a creare ponti spirituali ed espressivi tra i popoli che, partendo da Venezia, toccherà tappe cruciali in Senegal, Guinea Equatoriale, Nigeria e Camerun.

TESTO A CURA DI MIRCO BASSO
Ideatore, AmoVenezia_ProjectLAB | Laboratorio diffuso della Laguna di Venezia

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Fondazione Donà dalle Rose
Promotrice del Padiglione della Repubblica della Guinea Equatoriale “La Foresta: il sottobosco” e del Padiglione Collaterale dell’Associazione Tissali Art & Culture “Fessure di Luce. Diaspora: dissonanze in Fa Minore” alla 61° Mostra d’arte internazionale della Biennale di Venezia In Minor Keys (Palazzo Donà dalle Rose, Cannaregio 5038) e di “Bias: Isola d’Arte” (Castello 3811/B).
Comunicato Stampa

SONAR

Liminal Fluctuating Sound Navigation
Data e Orario: Mercoledì 8 Luglio 2026, dalle ore 19.00 alle 23.00
Luogo: Bias: Isola d’Arte, Campo Bandiera e Moro (Campo della Bragora), Castello 3811/B, 30122 Venezia
A cura di: Matteo Poletti – (M.)iss (P.)roduction Art Events & Rosa Mundi Art & BIAS 2026
Artisti e Progetti: Elo, Doro Teo, Da De, jungla, Sevieri, Scrivanti, Vertebra (Elena Callegari, Dario Sevieri, Fabio Scrivanti, Teodoro Bevilacqua, Davide Olivato, Mattia Rotelli)
Contatti Stampa: press@fondazionedonadallerose.org

Venezia – La Fondazione Donà dalle Rose presenta “SONAR: Liminal Fluctuating Sound Navigation”, un’installazione sonora immersiva concepita per interagire in modo osmotico e profondo con lo spazio espositivo di Bias: Isola d’Arte e l’antistante Campo della Bragora (Campo Bandiera e Moro) a Venezia. L’evento, inserito nella cornice delle attività collaterali e parallele legate alla 61° Mostra d’arte internazionale della Biennale di Venezia, si terrà mercoledì 8 luglio 2026, dalle ore 19.00 alle 23.00.

Il progetto curatoriale, affidato a Matteo Poletti, (M.)iss (P.)roduction Art Events, Rosa Mundi Art e BIAS 2026, si struttura su tre differenti livelli espositivi dell’antico edificio veneziano – un tempo storica sede della confraternita delle Arti e dei Mestieri. L’installazione si configura come una vera e propria costellazione di “Isole Sonore” autonome ma interconnesse tra loro. Attraversando le sale, i visitatori entrano in una relazione interattiva e dinamica con il Genius Loci dello spazio e con le opere d’arte esposte, in un costante e aperto dialogo con la vita quotidiana della piazza veneziana.

Il Percorso Espositivo e le Opere

Al Piano Terra: “Soglie di Prossimità” (2026) di Doroteo & Da-De (B2B) con le incursioni di jungla. Dalla veranda dello spazio espositivo che si apre direttamente sul Campo della Bragora, il live set di Teodoro Bevilacqua e Davide Olivato genera un tessuto sonoro liminale che invita i passanti a varcare la soglia, arricchito dalle contaminazioni ritmiche di jungla. Frammenti vocali, echi lontani, bassi profondi e rumori di sottofondo si mescolano organicamente al brusio quotidiano della piazza. Il risultato è un paesaggio sonoro fragile, un “Arcipelago Acustico” in continua oscillazione tra prossimità e distanza che unifica gli opposti.

Al Primo Piano: “Minor Dissonances” (2026) di Elena Callegari (Elo) & “The Bell rings for Thee…” (2023) di Dario Sevieri. Il primo piano accoglie due distinte ma integrate ricerche sonore in quadrifonia. L’opera di Elena Callegari evoca un ecosistema instabile e in perenne fermento, composto da interferenze interstiziali, echi di silenzi e leggere dissonanze, metafora della diaspora, dell’esilio e della complessa negoziazione identitaria. Ad intervalli irregolari si innesta il lavoro di Dario Sevieri, un sistema di sintesi additiva a 32 voci ricavato dall’analisi spettrale delle campane di Venezia. Attraverso un dispositivo di Motion Detection, l’opera reagisce in tempo reale alla luminanza e ai movimenti del pubblico (Lumen-Limen), modificando i parametri di spazializzazione e sintesi sonora.

Al Secondo Piano: “Body Match” di Fabio Scrivanti con il contributo di Vertebra. Il vertice dell’edificio ospita un’installazione audiovisiva che assume la forma e il linguaggio di un software diagnostico e di riconoscimento automatico, dialogando con la dimensione organica e strutturale evocata dalle sonorità e dalle installazioni di Vertebra. La macchina osserva, misura e confronta le immagini del corpo umano nel tentativo di catalogarle. Tuttavia, l’accumulo di dati non produce reale conoscenza ma amplifica le incongruenze, fino al collasso del sistema stesso. L’opera interroga criticamente il desiderio umano di ridurre l’esperienza biologica ed esistenziale a pura informazione misurabile, suggerendo che l’identità autentica resiste a qualsiasi tentativo di classification tassonomica.

Note Biografiche degli Artisti

Elena Callegari (Elo)

Nata a Venezia nel 2000, lavora tra performance contemporanea, suono e pratiche collaborative. Ha studiato interior design e arti performative presso lo IUAV di Venezia. Membro della piattaforma Pulsating Forms, esplora la musica elettronica come spazio sensoriale, sociale e politico. Nel 2026 ha vinto il bando “ISOLE ISOLE ISOLE”, realizzando la sua prima mostra personale presso lo Spazio Spuma alla Giudecca dopo una residenza in Sicilia.

Dario Sevieri

Nato a Bormio nel 1977, vive e opera a Venezia. Laureato in Lingue e Letterature Orientali (Giapponese) a Ca’ Foscari, è traduttore e sound designer diplomato all’Accademia di Arti Cinematografiche di Bologna. Ha conseguito la laurea triennale e due bienni di specializzazione (Composizione/Nuove Tecnologie ed Elettronica) al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia. Attivo in diverse band locali e cultore di Aikido, unisce rigore analitico, armonia e ricerca tecnologica applicata al suono.

Fabio Scrivanti

Artista audiovisivo con base a Venezia, la sua ricerca si muove in modo trasversale tra installazione, suono, video e scrittura. Costruendo dispositivi multimediali e finzionali, Scrivanti indaga il rapporto tra experience umana e linguaggio tecnologico, concentrandosi sui processi di trasformazione, sulle memorie collettive e sulle tracce lasciate dal tempo.

Teodoro Bevilacqua (Doro Teo) & Davide Olivato (Da De)

Selezionatori e sound selector veneziani radicati nella cultura bass music, dub, reggae, jungle e clubbing. I loro set sono caratterizzati da groove profondi, basse frequenze e strutture ritmiche ipnotiche che alternano tensione ed elementi narrativi, qui espressi nel live set collaborativo “Soglie di Prossimità”.

Contesto Istituzionale

Durante tutta la stagione estiva 2026, lo spazio Bias: Isola d’Arte e Palazzo Donà dalle Rose ospiteranno la prestigiosa Biennale di Arte Contemporanea Sacra a Venezia, proponendo un percorso espositivo che unisce maestri storicizzati a una selezione internazionale di artisti emergenti tramite una Open Call, le cui tappe confluiranno successivamente nell’edizione 2026 del Padiglione in Guinea Equatoriale.

Per maggiori informazioni e aggiornamenti:
Siti web ufficiali: www.fondazionedonadallerose.org | www.bias.institute | www.equatorialguinealabiennale.org
Ufficio Stampa & Contatti: press@fondazionedonadallerose.org
61° Mostra d’arte internazionale della Biennale di Venezia – Eventi e Sedi Espositive Bias
📄 [Scarica il comunicato stampa ufficiale in formato PDF]

Il cielo sopra San Marco ha un solo Direttore| “l’omaggio di Venezia a Ennio Morricone”

Tra le nuvole di Piazza San Marco, un profilo di luce disegna la bacchetta del Maestro, dando il via alla musica immortale nel sesto anniversario della sua scomparsa.


Un attimo prima della magia in Piazza San Marco. Se guardate bene lassù, in quel profilo di luce accarezzato dal sole, sembra quasi di vedere la bacchetta del Maestro Ennio Morricone pronta a dare il levare.

A sei anni dalla sua scomparsa, il Teatro La Fenice lo omaggia a Venezia, e in cielo, tra le nuvole, mi piace pensare che ci fosse proprio Lui a dare l’inizio. ✨🎶

#EnnioMorricone#Venezia#PiazzaSanMarco#TeatroLaFenice#MusicaEterna

Ci sono sere in cui Venezia smette di essere semplicemente una città e diventa un palcoscenico sospeso tra la terra e l’infinito. Sere in cui la bellezza lagunare non si riflette solo sull’acqua dei canali, ma si scrive direttamente nel cielo, chiedendo a chi guarda di sollevare gli occhi e fermare il respiro.


Ieri sera, intorno alle 21:00, Piazza San Marco era un cuore pulsante, gremito in ogni ordine di posti. Un pubblico attento, vibrante, unito dal desiderio di ascoltare ed emozionarsi, ancora una volta, di fronte alla magia eterna della musica del Maestro Ennio Morricone. Sul palco, il Teatro La Fenice si preparava a dare vita a un tributo atteso, inserito nel cartellone dei grandi concerti ed eventi speciali a Venezia, una promessa di armonia nel luogo più suggestivo del mondo.


Ma la vera magia, quella che lascia un segno indelebile nell’anima di chi sa cogliere i dettagli invisibili, è iniziata un attimo prima che le note risuonassero nell’aria.


Se guardate bene lassù, in quel profilo di luce accarezzato dal sole ormai calante, la natura sembra aver voluto comporre un disegno preciso. Quella piccola parte di nuvola, tesa e splendidamente illuminata, non era solo un capriccio del vento. Era la bacchetta del Maestro Ennio Morricone, nitida e fiera, pronta a dare il levare.


A sei anni dalla sua scomparsa, mentre la sua Piazza si riempiva di sguardi e aspettative, mi piace pensare che ci fosse proprio Lui, lassù, a dare l’inizio. Non un’assenza, ma una presenza viva, impressa nel tramonto veneziano come a voler dire che la grande musica non muore mai, ma si trasforma in luce, in nuvola, in atmosfera.


Il concerto è cominciato così, sotto la direzione invisibile e poetica di un cielo che, ieri sera, ha voluto ricordare a tutta Venezia che la Bellezza, quella vera, unisce sempre la terra all’infinito. Potete rivivere l’atmosfera e le note del Maestro attraverso i contributi multimediali sul canale YouTube ufficiale della Fenice. ✨🎶


Il giorno seguente: l’eco di una notte magica

Il mattino seguente, tra le calli e i caffè di Venezia, non si parla d’altro. Il concerto “Morricone Night. Suite veneziana” tenutosi ieri sera, domenica 5 luglio 2026, in Piazza San Marco ha registrato un grandissimo successo da tutto esaurito, attirando tra i 4.000 e i 5.000 spettatori che hanno dedicato una straordinaria standing ovation agli artisti.


Chi ha suonato e chi c’era: Sul palco, l’Orchestra e il Coro della Fenice sono stati guidati dal celebre Direttore d’Orchestra Kevin Rhodes, affiancato dalla splendida voce del soprano Sara Cortolezzis e dalle intense interpretazioni degli attori Luca Barbareschi e Cesare Bocci. Tra il pubblico d’eccezione, in prima fila, erano presenti la vedova del compositore, Maria Travia Morricone, il figlio Giovanni Morricone e Caterina Caselli.


Il programma musicale: Le recensioni, come quella pubblicata da Il Giornale della Musica, elogiano la trasformazione della piazza in una sala sotto le stelle. La scaletta ha ripercorso i brani più celebri e alcune perle meno note del Maestro:

  • Nuovo Cinema Paradiso
  • Mission
  • La leggenda del pianista sull’oceano
  • The Hateful Eight
  • Il clan dei siciliani
  • Cantata per l’Europa

Dove recuperarlo (Radio e TV): Per chi non ha potuto partecipare, le testate segnalano due appuntamenti imminenti: in radio, proprio questa sera, lunedì 6 luglio alle ore 20:30 su Rai Radio3; in TV, l’evento sarà trasmesso in prima serata giovedì 9 luglio alle ore 21:20 su Rai5.


Puoi vedere un’anteprima ufficiale dell’evento nel video condiviso direttamente sulla pagina del Teatro La Fenice.


FOTOGRAFIE E TESTO A CURA DI MIRCO BASSO

Ideatore, AmoVenezia_ProjectLAB | Laboratorio diffuso della Laguna di Venezia


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Link utili ed eventi:

• Scopri i prossimi eventi sul sito ufficiale del Teatro La Fenice di Venezia
• Consulta il cartellone completo nella pagina Calendario della Fenice
• Ascolta i concerti e i contenuti multimediali sul Canale YouTube ufficiale della Fenice


Diario della bellezza lagunare | 5 luglio 2026

letture domenicali

Il volto di Corto: Hugo Pratt nello sguardo di Renzo Morucchio

Diario della bellezza lagunare

Il volto di Corto: Hugo Pratt nello sguardo di Renzo Morucchio

Ci sono immagini che non si limitano a documentare il passato, ma ne trattengono l’anima ferma nel tempo. Come si nota in ⁠image.png⁠, quel ritratto incorniciato custodisce un frammento di pura venezianità: l’intensità fiera e un po’ sorniona di Hugo Pratt. Oggi questa fotografia si trova appesa alle pareti del locale “da Mauretto” a Malamocco, un luogo che continua a custodire la memoria storica di quegli anni.

Siamo nel 1976. A firmare lo scatto è il fotografo e fotoreporter veneziano Lorenzo “Renzo” Morucchio, capace di cogliere l’essenza più autentica dell’autore proprio negli anni in cui la sua mente stava dando vita a un capolavoro assoluto: Favola di Venezia.

Non è solo il ritratto di un genio; è il racconto di un’epoca e di una complicità invisibile. In quel periodo, fotografo e disegnatore frequentavano gli stessi ambienti creativi e fumosi della laguna, incrociando i passi proprio a Malamocco, sul Lido, dove Pratt visse a lungo e strinse legami profondi con i circoli intellettuali e i ritrovi del posto.

Guardando oggi questa fotografia, tra i tavoli e i ricordi di Malamocco, sembra quasi di sentire il profumo di salsedine e inchiostro, la stessa magica atmosfera sospesa in cui Corto Maltese amava perdersi.

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Il presidio della bellezza residente: il Centro della Civiltà Lagunare presenta “NEVERLAND”

Al Centro della Civiltà Lagunare inaugura “NEVERLAND”, la doppia personale di Carla Benedetti ed Elena Clelia Budai. Un ponte visivo tra pittura e materia nel cuore di Palazzo Da Mula.

Murano, Venerdì 26 Giugno 2026 — C’è un momento preciso in cui l’arte cessa di essere semplice esposizione e diventa presidio, dialogo vivo con lo spazio che la ospita. Succede da domani tra le volte storiche di Palazzo Da Mula, lo storico avamposto medievale adagiato lungo il Canal Grande di Murano, dove il Centro della Civiltà Lagunare apre le porte a “NEVERLAND”.

La mostra, curata da Art Studio 62 e attiva dal 26 giugno al 8 luglio 2026, non è solo un appuntamento culturale: è un tassello fondamentale di quella narrazione autoriale che vede la Laguna non come uno scenario immobile, ma come un ecosistema fluttuante capace di accogliere e decodificare i linguaggi della contemporaneità.

Due identità, un unico bacino visivo

La forza di “NEVERLAND” risiede nell’antitesi armonica delle sue protagoniste, due amiche artiste che scelgono la delicatezza di Murano per far convergere ricerche formali profondamente distinte.

La sospensione intima di Carla Benedetti

Nata a Gonars (Udine) e svezzata artisticamente da un fecondo periodo trascorso in Francia, Carla Benedetti (docente e pittrice già presente nei cataloghi Mondadori) porta in Laguna una pittura figurativa rigorosa ma profondamente emotiva. Attraverso la tecnica dell’olio su tela, l’artista tesse atmosfere dense di dettagli e silenzi, catturando attimi di intimità e connessione. La sua ricerca di bellezza ed armonia nella realtà circostante si traduce in una cura cromatica che invita lo spettatore a un ascolto visivo lento, speculare alla marea esterna.

La materia antitetica di Elena Clelia Budai

Al polo opposto della percezione, la scultrice Elena Clelia Budai indaga la frizione tra leggerezza e pesantezza. Le sue opere vivono nell’uso di materiali antitetici e coraggiosi: da un lato la guaina bituminosa d’ardesia, ruvida, densa, fortemente radicata al terreno, capace di rivestire l’invisibile e definire forme quasi ancestrali; dall’altro la trasparenza eterea dei fogli di plastica P.E.T., soffici strutture che lasciano intravedere movenze e flussi di luce. Una trasformazione plastica che si fa narrazione pura.

L’esperienza ipermediale del LAB: Questa alternanza sensoriale tra la trasparenza del P.E.T. e la porosità della tela ad olio riflette perfettamente i contrasti del nostro approccio Visual Jazz. Le opere si muovono nello spazio di Palazzo Da Mula come improvvisazioni sonore, unendo passato e futuro in un unico spartito contemporaneo.

Un invito alla cittadinanza anfibia

Il Centro della Civiltà Lagunare e la redazione invitano tutti i residenti, i viaggiatori consapevoli e gli amanti dell’arte a immergersi in questa straordinaria esperienza internazionale, volta a celebrare la bellezza e l’identità del bacino comune del Mediterraneo. L’ingresso alla mostra rappresenta un modo per sostenere attivamente le realtà che mantengono viva e pulsante la cultura residente all’interno dei palazzi storici di Venezia.

📍 Coordinate dell’Evento

  • Mostra: “NEVERLAND” – Doppia personale di pittura e scultura
  • Artiste: Carla Benedetti & Elena Clelia Budai
  • Curatela: Art Studio 62
  • Sede: Centro della Civiltà Lagunare – Palazzo Da Mula (Fondamenta Da Mula 153, Murano, Venezia)
  • Date della mostra: Dal 26 giugno al 8 luglio 2026
  • Opening Speciale: Domani, Sabato 27 Giugno, dalle ore 13:00 alle 18:00

📊 Nota del LAB per i Lettori: Questo racconto fa parte integrante de Il Ponte Editoriale di ©AmoVenezia_ProjectLAB, il nostro impegno costante per la valorizzazione autoriale della Laguna di Venezia. Per approfondire la visione e sostenere le attività istituzionali del presidio residente di Murano, visita la pagina ufficiale del progetto: Il Progetto del Centro della Civiltà Lagunare.

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Progetti Lagunari

Hai un progetto, un’attività o un’idea che merita di attraversare questo ponte? La nostra redazione è alla ricerca costante della “Grande Bellezza” custodita da chi vive e opera a Venezia e nella sua Laguna.
 

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Manifesto: Identità e Tutela della Laguna

✨ AmoVenezia_ProjectLAB opera nella ferma convinzione che la Laguna non sia un mero scenario estetico, ma un Patrimonio Mondiale UNESCO intrinsecamente fragile: un organismo vivente che va ascoltato prima di tutto, e che esige di essere abitato e visitato con consapevolezza e profonda responsabilità.

In quanto soggetto giuridico e culturale, la Laguna richiede un cambio di paradigma: ci poniamo come un ponte editoriale tra le realtà residenti e il mondo, trasformando la comunicazione in un percorso di educazione alla fragilità e alla bellezza.

Il nostro impegno è rivolto tanto al residente, custode della residenzialità effettiva, quanto all’ospite che sceglie il turismo esperienziale. Attraverso il sostegno a progetti inclusivi e artistici che generano valore sociale, promuoviamo un legame con il territorio che non sia di consumo, ma di appartenenza e tutela, affinché ogni azione individuale diventi un atto di salvaguardia per questo ecosistema unico.


L’ARCIPELAGO DEI PROGETTI LAGUNARI

Centro della Civiltà Lagunare

Custodire il passato, valorizzare l’ecosistema, educare al futuro. Promuoviamo la cultura tipica veneziana attraverso la conservazione della memoria e attivi progetti di laboratorio con didattica educativa rivolta ai bambini delle scuole.

Barena Association

Rigenerare l’ecosistema, proteggere la biodiversità e sostenere la comunità: la nostra missione attiva per il futuro e la tutela della Laguna di Venezia.

Neural Temple Venezia

di prossima presentazione

Ostello Fotografico

Un collettivo dedicato alla fotografia autoriale come espressione di vera identità lagunare veneziana: un crocevia di sguardi dove la ricerca visiva contemporanea racconta l’anima più profonda e autentica del territorio.

Policy LAB

di prossima presentazione

Eolo | Cruising in Venice

Custode dell’antica navigazione veneziana: crociere esclusive sul bragozzo Eolo per vivere la Laguna attraverso i ritmi, la natura e le vere tradizioni di chi la abita da sempre.


Connessioni e Talento: Riflessioni da AmoVenezia_ProjectLAB

Ieri abbiamo parlato di “connessioni”, un termine che ci ricorda quanto sia fondamentale coltivare legami autentici. Nella nostra Venezia, ogni ponte è simbolo di un incontro, ogni calle una traccia di vite che si incrociano. È questo il cuore delle connessioni: il dialogo reale, il contatto umano.

Oggi, invece, riflettiamo sul talento. Spesso nascosto come un gioiello tra le pieghe della quotidianità, il talento merita di essere scoperto e valorizzato. Venezia ci insegna che l’arte e la creatività, frutto di talento, possono cambiare il mondo. Che sia una pennellata su una tela o un gesto di gentilezza, il talento ci invita a lasciare il nostro segno unico nel grande quadro della vita.

E tu, hai chiaro il tuo talento oggi?
Hai piacere a condividerlo?

oh quanto talento e quanti giovani ci sono con una energia pazzesca! .. prossimamente in un articolo, il tema sarà approfondito e magari anche corredato da video intervista.


AmoVenezia_ProjectLAB — LAB_oratorio di progetti e idee dalla comunità residente per la tutela e la narrazione della Laguna di Venezia.

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