L’Urlo di Licypriya alla Venice Climate Week: Non c’è più tempo per le risposte, è l’ora dell’Azione

Licypriya Kangujam, l’urlo del nostro presente: i bambini, i nostri figli.

Venezia, 3 giugno 2026, in tarda serata.

La Venice Climate Week si è aperta oggi sotto il segno di una promessa solenne, intitolata “Planet Aqua, Planet Peace”. Una giornata iniziata con la forza dell’arte partecipativa: il flash mob “Married to the Lagoon”, ispirato al celeberrimo simbolo del Terzo Paradiso del maestro Michelangelo Pistoletto. Cittadini, associazioni e studenti uniti in un cerchio ideale, una promessa di matrimonio pubblico e alleanza profonda con l’ecosistema e l’acqua di questa nostra città.

Cos’è la Venice Climate Week (VCW) Nata da un’idea del giornalista Riccardo Luna e curata insieme a Sara Roversi (Future Food Institute) e Cristiano Seganfreddo (FlashArt), la Venice Climate Week (VCW) è diventata un punto di riferimento globale per la rigenerazione ecologica e la diplomazia climatica.
L’edizione VCW 2025 ha segnato una svolta, evolvendo da evento pionieristico a strumento operativo per la diplomazia climatica. La settimana è culminata con il lancio della Venice Water Declaration, un appello internazionale per proteggere le città d’acqua e promuovere modelli rigenerativi, giusti e cooperativi. Parallelamente è stata istituita la Blue Communities Task Force: un’alleanza di sindaci e territori costieri che lavorano insieme per progettare nuovi modelli di governance dell’acqua, radicati nella partecipazione, nell’innovazione e nella responsabilità intergenerazionale.
Per una settimana, Venezia si trasforma in un laboratorio vivente per l’azione climatica, ospitando oltre 100 relatori internazionali — dagli scienziati ai decisori politici, dagli artisti agli investitori — per co-creare soluzioni per il “Pianeta dell’Acqua”. La VCW non è una semplice conferenza. È un catalizzatore per la trasformazione sistemica — un modello replicabile che connette conoscenze, territori e comunità per accelerare la transizione verso un futuro più giusto, resiliente e rigenerativo.

Poco dopo, lo scenario si è spostato nello splendido spazio delle Procuratie Vecchie in Piazza San Marco — Casa di The Home of The Human Safety Net, partner principale della manifestazione. A inaugurare formalmente i lavori della sessione Setting the Vision è stato l’intervento di Andrea Sironi, Chairman di Assicurazioni Generali, che ha posto con decisione l’accento sul ruolo strategico e sulla responsabilità del settore finanziario nella transizione sostenibile.

Su queste premesse istituzionali si è innestato il panel successivo, interamente dedicato ai temi di etica, arte e umanità. Sul palco, due illustri attori del nostro tempo: il maestro Michelangelo Pistoletto, che da decenni usa la creatività come motore di transizione responsabile, e il Cardinale Fabio Baggio, voce di una profonda visione spirituale che richiama l’ecologia integrale della Laudato si’, connettendo in modo lucido la crisi climatica ai flussi dei rifugiati ambientali.

Come AmoVenezia_ProjectLAB eravamo lì. Eravamo lì in qualità di uditori, di ascoltatori, ma soprattutto come laboratorio centrale alla Laguna di Venezia e PER la Laguna di Venezia. Come HUB diffuso delle “risorse residenti” — quelle persone che vivono, amano questo microcosmo d’acqua e, ogni singolo giorno, esercitano il rispetto e si danno da fare dal basso per il ripristino, la tutela e la sopravvivenza di ciò che ci circonda.

Tutto ciò che era stato detto fino a quel momento dagli autorevoli relatori era giusto, corretto, ineccepibile. La stessa Licypriya Kangujam, la giovanissima attivista indiana di 14 anni, seduta tra il pubblico, aveva già profondamente colpito e scosso gli animi dei presenti in sala con un suo personale intervento iniziale come climate activist, che aveva magistralmente centrato ed enfatizzato il cuore del tema di quest’anno.

Ma la vera rottura, il momento di massima verità, è arrivato subito dopo. Quando a Licypriya è stato ridato in mano il microfono affinché potesse porre delle domande conclusive, quelle che lei riteneva opportune e finali a sigillo del dialogo tra il Cardinale Fabio Baggio e il maestro Michelangelo Pistoletto, l’aria in sala si è fatta densa.

Non ho ascoltato il discorso di una semplice attivista; ho ascoltato l’urlo primordiale di una giovane vita che ha già visto da vicino la potenza distruttiva del cambiamento climatico, tra inondazioni e caldo torrido nel suo Paese d’origine. C’era un coraggio disarmante in quella voce, una decisione animata dal vissuto che ha superato e travolto persino le bellissime parole dette in precedenza.

Mentre parlava, ho avvertito dentro di me una scossa, una presa di coscienza ulteriore. Come se non bastasse già ciò che osservo ogni giorno con i miei occhi; come se non bastasse ciò che come tanti veneziani abbiamo vissuto sulla nostra pelle durante l’acqua granda. In quel preciso istante, la distanza tra il palco e la realtà si è azzerata. Ho capito, con una lucidità quasi dolorosa, che non c’è tempo nemmeno per le risposte: c’è soltanto il tempo per l’azione.

Girandosi verso i due illustri interlocutori, Licypriya ha posto le sue domande finali, pronunciando queste parole che vi riporto integralmente nella loro devastante e nuda verità:

«Agirete davvero?
Lo farete davvero per noi? Per i bambini di tutto il mondo?
Vi importa davvero delle generazioni future? E se è così, perché non state ancora agendo? Perché non vi state ancora attivando? Tutto questo è davvero ingiusto, perché noi non siamo responsabili di ciò che stiamo affrontando. Considero la protesta come la mia ultima spiaggia. Perché lo facciamo? È quando le persone al potere, il governo, i leader non ci ascoltano, è proprio in quel momento finale che diciamo: “Non ne possiamo più. Fatevi sotto, lotteremo per la nostra giustizia”. Lotteremo perché dobbiamo cambiare adesso, dato che siamo in prima linea a soffrire. Quindi, quando non ascoltano le nostre voci, la protesta resta la nostra ultima opzione. E noi attivisti di tutto il mondo non ci arrenderemo: alzeremo la nostra voce fino all’ultimo respiro.»

@licypriyakangujam

Il video dell’intervento completo è visibile sul profilo Instagram ufficiale al seguente link:

L’intera cronaca e gli aggiornamenti in tempo reale possono essere seguiti direttamente sul profilo ufficiale della @veniceclimateweek, monitorando le conversazioni globali tramite l’hashtag ufficiale #VCW26 e sul canale dell’attivista @licypriyakangujam.

Le sue domande non ammettono repliche diplomatiche o tavoli tecnici dilatori. Interrogano direttamente la nostra responsabilità di residenti e custodi. Di fronte a questa massima verità, la cultura non può essere solo testimonianza, e l’arte non può limitarsi alla performance, seppur straordinaria, del Terzo Paradiso.

Oggi più che mai, l’educazione di cui abbiamo bisogno passa attraverso l’ascolto di questa realtà cruda. Come AmoVenezia_ProjectLAB, raccogliamo questo grido d’allarme non come una semplice protesta, ma come un imperativo categorico per tutte le nostre risorse residenti. Perché l’acqua sta salendo, il pianeta soffre e il presente appartiene a loro. Non c’è più tempo per spiegare. Bisogna agire. Ora.

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