Il Cuore Blu di Venezia | “Quando la Salute della Laguna Custodisce Quella dell’Uomo”

Il Cuore Blu di Venezia: Quando la Salute della Laguna Custodisce Quella dell’Uomo

Domenica 12 Luglio 2026 — Des Bains 1900 Beach Club, Lido di Venezia

Venezia e la sua laguna non sono semplicemente un panorama da cartolina o una meta turistica globale; costituiscono un ecosistema vivo e simbiotico la cui integrità biologica è intimamente legata alla salute psicofisica della comunità che la abita. L’incontro culturale e scientifico inserito nella rassegna ond’art e promosso in collaborazione con Plastic Free Onlus esplora proprio questa delicata interconnessione.

L’appuntamento si propone come un’arena di confronto multidisciplinare volta a dimostrare che il contrasto all’inquinamento da plastica e la valorizzazione del patrimonio naturale veneziano non sono soltanto imperativi ecologici, ma veri e propri pilastri per la longevità e il benessere umano.

Il Panel dei Relatori: Scienza, Istituzioni e Attivismo

L’incontro, moderato da Margherita Maiani (Segretario Generale di Plastic Free, speaker e content creator), vede il confronto tra diverse anime del territorio e della ricerca:

  • Prof. Ennio Tasciotti (Direttore dello Human Longevity Program dell’IRCCS San Raffaele): un focus scientifico sui meccanismi biologici attraverso cui l’esposizione a un ambiente incontaminato influenzi positivamente i parametri della salute umana.
  • Avv. Paolo Romor (Assessore all’Ambiente e alla Cultura del Comune di Venezia): una panoramica sulle politiche cittadine a tutela della biosfera lagunare e sulla transizione ecologica locale.
  • Giovanna Bellazzi (Imprenditrice turistica e referente di Plastic Free Onlus per il Lido di Venezia): la testimonianza concreta di chi opera sul territorio per un’ospitalità sostenibile e priva di plastica monouso.

L’Arte come Sentinella della Natura: “Peschemo co L’Arte”

La rassegna ond’art conferma la sua vocazione espressiva integrando nel dibattito la dimensione artistiche come veicolo di sensibilizzazione. Durante il pomeriggio viene infatti presentata l’installazione intitolata “Peschemo co L’Arte”, curata da Allison Zurfluh, pittrice e presidente della Barena Association.

L’opera interpreta visivamente la fragilità e l’incanto delle barene, straordinari ecosistemi palustri tipici della laguna veneziana, minacciati dall’erosione e dall’inquinamento, ma tasselli fondamentali per la mitigazione climatica e la protezione della città d’acqua.

La nostra presenza sul posto documenta i lavori del panel e l’inaugurazione della mostra. In un’epoca segnata dalle sfide globali della crisis climatica e della contaminazione da microplastiche nei mari, raccontare iniziative come “Il Cuore Blu di Venezia” significa dare voce a un modello di rinascita territoriale che parte dalle radici stesse della sua identità acquatica, dove la salvaguardia dell’ambiente circostante diventa lo specchio della nostra stessa longevità.

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TESTO A CURA DI MIRCO BASSO
Ideatore, AmoVenezia_ProjectLAB | Laboratorio diffuso della Laguna di Venezia

L’Ostello che ospita lo sguardo: un anno di fotografia d’autore a Venezia

Venezia, 13 giugno 2026

Venezia possiede una bellezza che non ha bisogno di essere gridata, ma compresa. In un panorama in cui l’immagine rischia spesso la banalizzazione, la nascita di Ostello Fotografico ha segnato, esattamente un anno fa, un cambio di rotta necessario. Fondato dai fotografi professionisti Paolo della Corte e Federico Sutera, il progetto si è affermato come un autentico presidio culturale residente, lontano dalle logiche del turismo di massa e profondamente ancorato alla ricerca visiva.

Un presidio di consapevolezza

Ostello Fotografico non è solo uno spazio, ma un cantiere d’autore. Paolo della Corte e Federico Sutera hanno dato vita a un ecosistema dove la fotografia non è semplice consumo visivo, ma atto di cura. La loro attività si concentra sulla capacità di analizzare, discutere e vivere l’immagine, trasformando ogni workshop e ogni sessione di analisi in un momento di crescita critica per la comunità.

La missione che Ostello Fotografico porta avanti è quella di tutelare l’essenza di Venezia attraverso uno sguardo consapevole. Per i suoi fondatori, la fotografia è uno strumento per documentare la dignità di una città che chiede di essere preservata non solo nella sua estetica, ma nella sua identità profonda.

Esplorare l’autorialità

Invitiamo la nostra community a conoscere più da vicino questa realtà all’interno della vetrina dedicata nel nostro LAB_oratorio: Progetti & Racconti.

Allo stesso modo, vi invitiamo a esplorare i percorsi intrapresi dai suoi fondatori. La qualità tecnica e artistica che li contraddistingue è frutto di una dedizione costante, una volontà di cura che traspare in ogni scatto. I loro portfolio saranno presto pubblicati nelle rispettive sezioni dedicate all’interno della nostra rubrica Accordi di Luci, dove potrete toccare con mano la profondità della loro ricerca e l’eccellenza dei loro linguaggi fotografici.

Mirco Basso

Ideatore, AmoVenezia_ProjectLAB | Laboratorio diffuso della Laguna di Venezia

P.S.: Questa rubrica è parte integrante dell’impegno curatoriale di ©AmoVenezia_ProjectLAB. Crediamo che sostenere le eccellenze residenti sia la via maestra per una narrazione consapevole della nostra città. Ostello Fotografico continuerà ad essere un punto fermo della nostra vetrina editoriale: racconteremo con costanza e dedizione i prossimi passi di questa ricerca, convinti che la loro sia una visione necessaria per il futuro visivo di Venezia.

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Da Murano a Roma: la biodiversità della Laguna conquista l’Aqua Film Festival con “Lagoon Refresh”

dal Centro della Civiltà Lagunare, Murano 6 giugno 2026

Oggi a Roma, nella prestigiosa cornice della Casa del Cinema a Villa Borghese, riflettori puntati sul cortometraggio naturalistico curato dal Centro della Civiltà Lagunare di Murano e firmato da Massimo Parravicini.

L’acqua che unisce le civiltà, l’acqua che unisce due capitali storiche della cultura liquida del Mediterraneo. L’undicesima edizione dell’Aqua Film Festival (in corso dal 4 al 7 giugno 2026) ha quest’anno un focus del tutto speciale, dedicato a due “Regine dell’Acqua”: Roma e Venezia. Ed è proprio in questa importante vetrina internazionale che la nostra Laguna trova oggi una voce e una rappresentazione straordinarie.

Tra le proiezioni più attese della giornata spicca infatti il filmato “Lagoon Refresh”, un’opera di forte impatto documentaristico fornita dal Centro della Civiltà Lagunare di Murano (VE).

Un viaggio guidato dalla passione e dalla tutela ambientale

Il progetto porta la firma del suo fondatore, Massimo Parravicini, figura di riferimento nel territorio veneziano e presidente dell’associazione “I Vagantivi”. Attraverso le immagini di “Lagoon Refresh”, lo spettatore viene letteralmente preso per mano e accompagnato in un viaggio sensoriale ed ecologico tra le acque, i colori unici e la fragile biodiversità dell’ecosistema lagunare.

Non si tratta, però, di una semplice contemplazione estetica. Il filmato nasce con un obiettivo etico e programmatico ben preciso: la tutela, il ripristino e la valorizzazione di un immenso patrimonio culturale e ambientale che rischia di perdersi senza una consapevolezza collettiva. La sapienza antica di chi vive la laguna “al terzo” si fonde con le moderne urgenze di salvaguardia scientifica e naturalistica.

Roma e Venezia: destini legati dall’acqua

La proiezione odierna si inserisce perfettamente nel filone tematico portante di questa edizione del festival diretto da Eleonora Vallone, intitolato significativamente “Roma et Venetiae Reginae Aquarum – L’acqua unisce le Civiltà”. Un percorso che vuole indagare non solo lo splendore storico, ma anche e soprattutto le grandi sfide contemporanee e climatiche che accomunano le due città.

La giuria del festival, presieduta dal produttore Pier Francesco Aiello, assegnerà quest’anno anche il premio speciale dedicato a questo gemellaggio ideale.

Per noi di AmoVenezia_ProjectLAB, vedere come le realtà di Murano e l’impegno civico di associazioni storiche come I Vagantivi riescano a portare la voce e la bellezza della nostra fragile Laguna Veneziana fuori dai confini regionali è motivo di grande orgoglio. “Lagoon Refresh” è la dimostrazione che la rinascita della Laguna passa prima di tutto attraverso la conoscenza e la condivisione della sua unicità.

L’Aqua Film Festival è visibile dal vivo a Roma e in streaming sulla piattaforma MyMovies fino a domani 7 giugno.

Per approfondire i progetti video e i monitoraggi scientifici curati dall’associazione, è possibile visitare il Canale YouTube ufficiale de I Vagantivi.

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L’Urlo di Licypriya alla Venice Climate Week: Non c’è più tempo per le risposte, è l’ora dell’Azione

Licypriya Kangujam, l’urlo del nostro presente: i bambini, i nostri figli.

Venezia, 3 giugno 2026, in tarda serata.

La Venice Climate Week si è aperta oggi sotto il segno di una promessa solenne, intitolata “Planet Aqua, Planet Peace”. Una giornata iniziata con la forza dell’arte partecipativa: il flash mob “Married to the Lagoon”, ispirato al celeberrimo simbolo del Terzo Paradiso del maestro Michelangelo Pistoletto. Cittadini, associazioni e studenti uniti in un cerchio ideale, una promessa di matrimonio pubblico e alleanza profonda con l’ecosistema e l’acqua di questa nostra città.

Cos’è la Venice Climate Week (VCW) Nata da un’idea del giornalista Riccardo Luna e curata insieme a Sara Roversi (Future Food Institute) e Cristiano Seganfreddo (FlashArt), la Venice Climate Week (VCW) è diventata un punto di riferimento globale per la rigenerazione ecologica e la diplomazia climatica.
L’edizione VCW 2025 ha segnato una svolta, evolvendo da evento pionieristico a strumento operativo per la diplomazia climatica. La settimana è culminata con il lancio della Venice Water Declaration, un appello internazionale per proteggere le città d’acqua e promuovere modelli rigenerativi, giusti e cooperativi. Parallelamente è stata istituita la Blue Communities Task Force: un’alleanza di sindaci e territori costieri che lavorano insieme per progettare nuovi modelli di governance dell’acqua, radicati nella partecipazione, nell’innovazione e nella responsabilità intergenerazionale.
Per una settimana, Venezia si trasforma in un laboratorio vivente per l’azione climatica, ospitando oltre 100 relatori internazionali — dagli scienziati ai decisori politici, dagli artisti agli investitori — per co-creare soluzioni per il “Pianeta dell’Acqua”. La VCW non è una semplice conferenza. È un catalizzatore per la trasformazione sistemica — un modello replicabile che connette conoscenze, territori e comunità per accelerare la transizione verso un futuro più giusto, resiliente e rigenerativo.

Poco dopo, lo scenario si è spostato nello splendido spazio delle Procuratie Vecchie in Piazza San Marco — Casa di The Home of The Human Safety Net, partner principale della manifestazione. A inaugurare formalmente i lavori della sessione Setting the Vision è stato l’intervento di Andrea Sironi, Chairman di Assicurazioni Generali, che ha posto con decisione l’accento sul ruolo strategico e sulla responsabilità del settore finanziario nella transizione sostenibile.

Su queste premesse istituzionali si è innestato il panel successivo, interamente dedicato ai temi di etica, arte e umanità. Sul palco, due illustri attori del nostro tempo: il maestro Michelangelo Pistoletto, che da decenni usa la creatività come motore di transizione responsabile, e il Cardinale Fabio Baggio, voce di una profonda visione spirituale che richiama l’ecologia integrale della Laudato si’, connettendo in modo lucido la crisi climatica ai flussi dei rifugiati ambientali.

Come AmoVenezia_ProjectLAB eravamo lì. Eravamo lì in qualità di uditori, di ascoltatori, ma soprattutto come laboratorio centrale alla Laguna di Venezia e PER la Laguna di Venezia. Come HUB diffuso delle “risorse residenti” — quelle persone che vivono, amano questo microcosmo d’acqua e, ogni singolo giorno, esercitano il rispetto e si danno da fare dal basso per il ripristino, la tutela e la sopravvivenza di ciò che ci circonda.

Tutto ciò che era stato detto fino a quel momento dagli autorevoli relatori era giusto, corretto, ineccepibile. La stessa Licypriya Kangujam, la giovanissima attivista indiana di 14 anni, seduta tra il pubblico, aveva già profondamente colpito e scosso gli animi dei presenti in sala con un suo personale intervento iniziale come climate activist, che aveva magistralmente centrato ed enfatizzato il cuore del tema di quest’anno.

Ma la vera rottura, il momento di massima verità, è arrivato subito dopo. Quando a Licypriya è stato ridato in mano il microfono affinché potesse porre delle domande conclusive, quelle che lei riteneva opportune e finali a sigillo del dialogo tra il Cardinale Fabio Baggio e il maestro Michelangelo Pistoletto, l’aria in sala si è fatta densa.

Non ho ascoltato il discorso di una semplice attivista; ho ascoltato l’urlo primordiale di una giovane vita che ha già visto da vicino la potenza distruttiva del cambiamento climatico, tra inondazioni e caldo torrido nel suo Paese d’origine. C’era un coraggio disarmante in quella voce, una decisione animata dal vissuto che ha superato e travolto persino le bellissime parole dette in precedenza.

Mentre parlava, ho avvertito dentro di me una scossa, una presa di coscienza ulteriore. Come se non bastasse già ciò che osservo ogni giorno con i miei occhi; come se non bastasse ciò che come tanti veneziani abbiamo vissuto sulla nostra pelle durante l’acqua granda. In quel preciso istante, la distanza tra il palco e la realtà si è azzerata. Ho capito, con una lucidità quasi dolorosa, che non c’è tempo nemmeno per le risposte: c’è soltanto il tempo per l’azione.

Girandosi verso i due illustri interlocutori, Licypriya ha posto le sue domande finali, pronunciando queste parole che vi riporto integralmente nella loro devastante e nuda verità:

«Agirete davvero?
Lo farete davvero per noi? Per i bambini di tutto il mondo?
Vi importa davvero delle generazioni future? E se è così, perché non state ancora agendo? Perché non vi state ancora attivando? Tutto questo è davvero ingiusto, perché noi non siamo responsabili di ciò che stiamo affrontando. Considero la protesta come la mia ultima spiaggia. Perché lo facciamo? È quando le persone al potere, il governo, i leader non ci ascoltano, è proprio in quel momento finale che diciamo: “Non ne possiamo più. Fatevi sotto, lotteremo per la nostra giustizia”. Lotteremo perché dobbiamo cambiare adesso, dato che siamo in prima linea a soffrire. Quindi, quando non ascoltano le nostre voci, la protesta resta la nostra ultima opzione. E noi attivisti di tutto il mondo non ci arrenderemo: alzeremo la nostra voce fino all’ultimo respiro.»

@licypriyakangujam

Il video dell’intervento completo è visibile sul profilo Instagram ufficiale al seguente link:

L’intera cronaca e gli aggiornamenti in tempo reale possono essere seguiti direttamente sul profilo ufficiale della @veniceclimateweek, monitorando le conversazioni globali tramite l’hashtag ufficiale #VCW26 e sul canale dell’attivista @licypriyakangujam.

Le sue domande non ammettono repliche diplomatiche o tavoli tecnici dilatori. Interrogano direttamente la nostra responsabilità di residenti e custodi. Di fronte a questa massima verità, la cultura non può essere solo testimonianza, e l’arte non può limitarsi alla performance, seppur straordinaria, del Terzo Paradiso.

Oggi più che mai, l’educazione di cui abbiamo bisogno passa attraverso l’ascolto di questa realtà cruda. Come AmoVenezia_ProjectLAB, raccogliamo questo grido d’allarme non come una semplice protesta, ma come un imperativo categorico per tutte le nostre risorse residenti. Perché l’acqua sta salendo, il pianeta soffre e il presente appartiene a loro. Non c’è più tempo per spiegare. Bisogna agire. Ora.