Custodire il passato, educare al futuro: online la vetrina ufficiale del Centro della Civiltà Lagunare

Laguna di Venezia, Murano – 19 Giugno 2026 | Il patrimonio materiale e immateriale di Venezia non è un archivio polveroso da chiudere a chiave, ma un ecosistema vivo che necessita di essere vissuto, compreso e tramandato. Con questo spirito, ©AmoVenezia_ProjectLAB è orgoglioso di annunciare la pubblicazione online della nuova pagina progetto dedicata al Centro della Civiltà Lagunare, il polo culturale e didattico residente presso le storiche sale di Palazzo Da Mula a Murano.

Un’opera nata dalla comunità per la comunità, fortemente voluta e ideata da Massimo Parravicini, presidente dell’associazione I Vagantivi e instancabile custode del nostro territorio.

Un viaggio nel “genoma” della Laguna

La nuova pagina vetrina non è solo un contenitore di informazioni, ma un manifesto programmatico. Navigando all’interno della sezione dedicata del nostro magazine, potrete scoprire i dettagli delle esposizioni permanenti che raccontano le radici della sopravvivenza anfibia dei nostri avi: dagli antichi strumenti per la pesca e la navigazione, ai reperti della storica caccia in valle, fino alle testimonianze sui mestieri dei maestri vetrai e all’avifauna locale.

Il Centro si pone un triplice obiettivo: custodire il passato, valorizzare il fragile ecosistema lagunare ed educare le nuove generazioni attraverso laboratori interattivi e didattica esperienziale per le scuole.

🔴 EVENTO IN CORSO: La Mostra Internazionale “MEDITERRANEO”

Il Centro della Civiltà Lagunare non è solo memoria, ma un presidio attivo e dinamico che dialoga costantemente con l’arte contemporanea.

A testimonianza di questa vocazione, la pagina vetrina si inaugura arricchita da un evento di respiro internazionale attualmente in corso: fino al 24 giugno, il Piano Nobile di Palazzo Da Mula ospita la rassegna d’arte “MEDITERRANEO”. Coordinata dall’artista Stella Caviart e curata dalla Dott.ssa Elisa De Col, l’esposizione porta a Murano le opere di oltre trenta artisti provenienti dalla Grecia, dal Regno Unito, dagli Stati Uniti e dall’Italia. Un dialogo ipermediale tra pittura, scultura e design che celebra il profondo legame tra l’uomo, la natura e il patrimonio culturale del nostro bacino liquido.

Scopri il progetto e pianifica la tua visita

Vi invitiamo a esplorare la nuova pagina per conoscere da vicino la missione del Centro, approfondire il profilo istituzionale dei suoi promotori e trovare tutte le informazioni per visitare le collezioni permanenti e l’esposizione temporanea in corso.

🔗 Esplora la pagina ufficiale del progetto: Il Progetto del Centro della Civiltà Lagunare | ©AmoVenezia_ProjectLAB

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Podcast Episode: Venezia Tra Arte E Laguna

Alvise: AmoVenezia_ProjectLAB si definisce un laboratorio diffuso della laguna — e questa settimana lo dimostra sul serio, con occhi puntati sull’acqua e sulla luce.

Sara: Esatto. Mirco Basso firma una serie di pezzi che coprono due territori distinti: da un lato la fotografia d’autore come pratica di cura visiva, dall’altro la laguna stessa — la sua biodiversità, il clima che cambia, e chi lavora concretamente per salvarla.

Alvise: Cominciamo dallo sguardo, prima di immergerci nell’acqua.

Lo sguardo come atto di cura: un anno di fotografia a Venezia

Sara: Il pezzo su Ostello Fotografico parte da una premessa precisa: in un panorama in cui l’immagine rischia la banalizzazione, questo progetto fondato da Paolo della Corte e Federico Sutera si è affermato come presidio culturale residente.

Alvise: E il testo lo dice senza giri di parole: “la fotografia non è semplice consumo visivo, ma atto di cura.” Una frase che vale come manifesto.

Sara: Esattamente. Il che significa, in pratica, che ogni workshop e ogni sessione di analisi diventano momenti di crescita critica per la comunità — non vetrine, non intrattenimento.

Alvise: Fotografare Venezia senza banalizzarla è già di per sé un atto politico. I portfolio dei due fondatori arriveranno nella rubrica Accordi di Luci — vale tenerla d’occhio.

Alvise: Dalla fotografia come tutela dello sguardo, passiamo alla tutela fisica della laguna stessa.

La laguna che rischia: clima, barene e chi agisce

Alvise: Tre pezzi, una sola domanda urgente: cosa resta della laguna se non agiamo adesso?

Sara: Il punto di partenza è il post su Barena Association, che cita dati precisi: “Le barene e i ghebi della Laguna di Venezia sono ecosistemi vitali: assorbono CO2, purificano l’acqua e proteggono la città dall’erosione. Tuttavia, il traffico nautico e l’innalzamento dei mari li stanno rapidamente distruggendo — la loro estensione è crollata da 180 a soli 43 km².”

Alvise: Un crollo del 76 percento di superficie. Non è un trend graduale: è una perdita strutturale con conseguenze climatiche dirette, perché se le barene svaniscono, il carbonio che immagazzinano torna in atmosfera.

Alvise: Domenico Rossi e Allison Zurfluh di Barena Association non si limitano a documentare il problema — lavorano in laguna nord sul ripristino delle saline, la rimozione dei rifiuti dalle zone umide, e la protezione della fauna. La moeca, il granchio verde simbolo di Burano, è oggi minacciata dal granchio blu e dalla distruzione degli habitat: per l’associazione incarna un patrimonio culturale che non si può separare dall’ecosistema.

Sara: Questo filo — dalla crisi ecologica all’azione concreta — attraversa anche il pezzo sull’Aqua Film Festival. Il cortometraggio “Lagoon Refresh” del Centro della Civiltà Lagunare di Murano, concesso da Massimo Parravicini fondatore del progetto e presidente de “I Vagantivi” associazione pescatori amatoriali per la custodia e tutela della Laguna di Venezia, è stato proiettato a Roma nella cornice della Casa del Cinema a Villa Borghese, nell’edizione del festival dedicata a Roma e Venezia come “Regine dell’Acqua.”

Alvise: Un documentario che porta la biodiversità lagunare fuori dai confini regionali — e lo fa senza estetizzare il problema.

Sara: Il terzo pezzo chiude il cerchio: l’incontro alla Sala Alta di Palazzo Franchetti durante la Venice Climate Week 2026, promosso dal CSRCC con studenti, scienziati e cittadini. Il climatologo Piero Lionello ha illustrato le sfide dell’adattamento necessarie per salvaguardare la laguna nel medio e lungo termine, mentre il Venice Climate Assessment Report apre un percorso di ricerca inclusivo che invita residenti e ricercatori a contribuire attivamente.

Alvise: Le scuole come primo avamposto della cittadinanza ambientale — i video-progetti degli istituti comprensivi partner mostrano uno sguardo giovanile già consapevole della metamorfosi in corso.


Sara: Fotografia d’autore e tutela della laguna sembrano mondi separati, ma questa settimana si toccano: entrambi chiedono uno sguardo consapevole come premessa all’azione.

Alvise: E la prossima volta, vedremo se le parole si traducono in fatti. La laguna non aspetta.

Da Murano a Roma: la biodiversità della Laguna conquista l’Aqua Film Festival con “Lagoon Refresh”

dal Centro della Civiltà Lagunare, Murano 6 giugno 2026

Oggi a Roma, nella prestigiosa cornice della Casa del Cinema a Villa Borghese, riflettori puntati sul cortometraggio naturalistico curato dal Centro della Civiltà Lagunare di Murano e firmato da Massimo Parravicini.

L’acqua che unisce le civiltà, l’acqua che unisce due capitali storiche della cultura liquida del Mediterraneo. L’undicesima edizione dell’Aqua Film Festival (in corso dal 4 al 7 giugno 2026) ha quest’anno un focus del tutto speciale, dedicato a due “Regine dell’Acqua”: Roma e Venezia. Ed è proprio in questa importante vetrina internazionale che la nostra Laguna trova oggi una voce e una rappresentazione straordinarie.

Tra le proiezioni più attese della giornata spicca infatti il filmato “Lagoon Refresh”, un’opera di forte impatto documentaristico fornita dal Centro della Civiltà Lagunare di Murano (VE).

Un viaggio guidato dalla passione e dalla tutela ambientale

Il progetto porta la firma del suo fondatore, Massimo Parravicini, figura di riferimento nel territorio veneziano e presidente dell’associazione “I Vagantivi”. Attraverso le immagini di “Lagoon Refresh”, lo spettatore viene letteralmente preso per mano e accompagnato in un viaggio sensoriale ed ecologico tra le acque, i colori unici e la fragile biodiversità dell’ecosistema lagunare.

Non si tratta, però, di una semplice contemplazione estetica. Il filmato nasce con un obiettivo etico e programmatico ben preciso: la tutela, il ripristino e la valorizzazione di un immenso patrimonio culturale e ambientale che rischia di perdersi senza una consapevolezza collettiva. La sapienza antica di chi vive la laguna “al terzo” si fonde con le moderne urgenze di salvaguardia scientifica e naturalistica.

Roma e Venezia: destini legati dall’acqua

La proiezione odierna si inserisce perfettamente nel filone tematico portante di questa edizione del festival diretto da Eleonora Vallone, intitolato significativamente “Roma et Venetiae Reginae Aquarum – L’acqua unisce le Civiltà”. Un percorso che vuole indagare non solo lo splendore storico, ma anche e soprattutto le grandi sfide contemporanee e climatiche che accomunano le due città.

La giuria del festival, presieduta dal produttore Pier Francesco Aiello, assegnerà quest’anno anche il premio speciale dedicato a questo gemellaggio ideale.

Per noi di AmoVenezia_ProjectLAB, vedere come le realtà di Murano e l’impegno civico di associazioni storiche come I Vagantivi riescano a portare la voce e la bellezza della nostra fragile Laguna Veneziana fuori dai confini regionali è motivo di grande orgoglio. “Lagoon Refresh” è la dimostrazione che la rinascita della Laguna passa prima di tutto attraverso la conoscenza e la condivisione della sua unicità.

L’Aqua Film Festival è visibile dal vivo a Roma e in streaming sulla piattaforma MyMovies fino a domani 7 giugno.

Per approfondire i progetti video e i monitoraggi scientifici curati dall’associazione, è possibile visitare il Canale YouTube ufficiale de I Vagantivi.

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