Podcast Episode: Venezia Tra Arte E Laguna

Alvise: AmoVenezia_ProjectLAB si definisce un laboratorio diffuso della laguna — e questa settimana lo dimostra sul serio, con occhi puntati sull’acqua e sulla luce.

Sara: Esatto. Mirco Basso firma una serie di pezzi che coprono due territori distinti: da un lato la fotografia d’autore come pratica di cura visiva, dall’altro la laguna stessa — la sua biodiversità, il clima che cambia, e chi lavora concretamente per salvarla.

Alvise: Cominciamo dallo sguardo, prima di immergerci nell’acqua.

Lo sguardo come atto di cura: un anno di fotografia a Venezia

Sara: Il pezzo su Ostello Fotografico parte da una premessa precisa: in un panorama in cui l’immagine rischia la banalizzazione, questo progetto fondato da Paolo della Corte e Federico Sutera si è affermato come presidio culturale residente.

Alvise: E il testo lo dice senza giri di parole: “la fotografia non è semplice consumo visivo, ma atto di cura.” Una frase che vale come manifesto.

Sara: Esattamente. Il che significa, in pratica, che ogni workshop e ogni sessione di analisi diventano momenti di crescita critica per la comunità — non vetrine, non intrattenimento.

Alvise: Fotografare Venezia senza banalizzarla è già di per sé un atto politico. I portfolio dei due fondatori arriveranno nella rubrica Accordi di Luci — vale tenerla d’occhio.

Alvise: Dalla fotografia come tutela dello sguardo, passiamo alla tutela fisica della laguna stessa.

La laguna che rischia: clima, barene e chi agisce

Alvise: Tre pezzi, una sola domanda urgente: cosa resta della laguna se non agiamo adesso?

Sara: Il punto di partenza è il post su Barena Association, che cita dati precisi: “Le barene e i ghebi della Laguna di Venezia sono ecosistemi vitali: assorbono CO2, purificano l’acqua e proteggono la città dall’erosione. Tuttavia, il traffico nautico e l’innalzamento dei mari li stanno rapidamente distruggendo — la loro estensione è crollata da 180 a soli 43 km².”

Alvise: Un crollo del 76 percento di superficie. Non è un trend graduale: è una perdita strutturale con conseguenze climatiche dirette, perché se le barene svaniscono, il carbonio che immagazzinano torna in atmosfera.

Alvise: Domenico Rossi e Allison Zurfluh di Barena Association non si limitano a documentare il problema — lavorano in laguna nord sul ripristino delle saline, la rimozione dei rifiuti dalle zone umide, e la protezione della fauna. La moeca, il granchio verde simbolo di Burano, è oggi minacciata dal granchio blu e dalla distruzione degli habitat: per l’associazione incarna un patrimonio culturale che non si può separare dall’ecosistema.

Sara: Questo filo — dalla crisi ecologica all’azione concreta — attraversa anche il pezzo sull’Aqua Film Festival. Il cortometraggio “Lagoon Refresh” del Centro della Civiltà Lagunare di Murano, concesso da Massimo Parravicini fondatore del progetto e presidente de “I Vagantivi” associazione pescatori amatoriali per la custodia e tutela della Laguna di Venezia, è stato proiettato a Roma nella cornice della Casa del Cinema a Villa Borghese, nell’edizione del festival dedicata a Roma e Venezia come “Regine dell’Acqua.”

Alvise: Un documentario che porta la biodiversità lagunare fuori dai confini regionali — e lo fa senza estetizzare il problema.

Sara: Il terzo pezzo chiude il cerchio: l’incontro alla Sala Alta di Palazzo Franchetti durante la Venice Climate Week 2026, promosso dal CSRCC con studenti, scienziati e cittadini. Il climatologo Piero Lionello ha illustrato le sfide dell’adattamento necessarie per salvaguardare la laguna nel medio e lungo termine, mentre il Venice Climate Assessment Report apre un percorso di ricerca inclusivo che invita residenti e ricercatori a contribuire attivamente.

Alvise: Le scuole come primo avamposto della cittadinanza ambientale — i video-progetti degli istituti comprensivi partner mostrano uno sguardo giovanile già consapevole della metamorfosi in corso.


Sara: Fotografia d’autore e tutela della laguna sembrano mondi separati, ma questa settimana si toccano: entrambi chiedono uno sguardo consapevole come premessa all’azione.

Alvise: E la prossima volta, vedremo se le parole si traducono in fatti. La laguna non aspetta.

Crisi Climatica a Venezia: Insieme per Salvare la Laguna

Crisi climatica a Venezia: un viaggio partecipativo per il territorio

I giovani e la laguna che cambia: il cuore del cambiamento

dalla Laguna di Venezia – Affrontare la crisi climatica a Venezia significa, oggi più che mai, dover immaginare il futuro di un ecosistema fragile e sotto pressione. Significa, prima di tutto, rimettere la nostra Laguna al centro del dibattito internazionale, incrociando lo sguardo delle nuove generazioni, l’evidenza della scienza e la partecipazione attiva della cittadinanza. È questo lo spirito profondo che ha animato l’incontro svoltosi lo scorso 8 Giugno 2026 nella suggestiva cornice della Sala Alta di Palazzo Franchetti.

L’evento, inserito nel contesto della Venice Climate Week 2026 e nato per affrontare concretamente la crisi climatica a Venezia, è stato promosso dal CSRCC (Centro di Studio e di Ricerca Internazionale sui Cambiamenti Climatici). Per questa importante occasione di riflessione collettiva, interamente focalizzata sulla resilienza del nostro ecosistema idrografico, il Centro ha operato in stretta collaborazione con una solida rete di partner che vivono e difendono il territorio: la Rete Dialogues for Futures, l’associazione Sottomarina Sud, l’Istituto Comprensivo Statale “E. Mattei” (Meolo) e l’Istituto Comprensivo Statale “Francesco Morosini” (Venezia).

L’incontro è stato brillantemente condotto da Silvia Rova, responsabile del progetto, e ha visto la prestigiosa presenza del Presidente del CSRCC, il Prof. Carlo Barbante – una figura autorevole che noi di ©AmoVenezia_ProjectLAB abbiamo già avuto il piacere di incontrare e ascoltare durante questa intensa edizione della Venice Climate Week 2026, sempre in prima linea per la salvaguardia delle nostre acque.

I giovani e la laguna che cambia: il cuore del cambiamento

Il fulcro dei lavori ha visto la Laguna di Venezia interpretata e raccontata attraverso gli occhi delle nuove generazioni. Dopo i saluti istituzionali e l’introduzione, la sessione ha dato immediatamente voce agli studenti del territorio. Attraverso la proiezione dei video-progetti “Ciak, si ambienta!” e “Che Clima che Fa”, realizzati dagli istituti comprensivi partner (IC Morosini di Venezia, ICS Chioggia 4 di Sottomarina e IC Enrico Mattei di Meolo), è emerso uno sguardo straordinariamente consapevole e preoccupato sulla metamorfosi e sulla fragilità dell’ambiente lagunare.

Il dibattito, arricchito dai preziosi contributi di Simonetta Boscolo Nale (dirigente scolastica dell’ICS Chioggia 4) e di Giovanna Barzanò (coordinatrice scientifica della Rete Dialogues for Futures), ha evidenziato come il mondo della scuola sia il primo, fondamentale avamposto per la costruzione di una cittadinanza ambientale attiva e legata alle sorti della propria terra e della propria acqua.

Subito dopo, lo spazio è stato dedicato alla concretezza delle idee con la presentazione dei progetti nati durante la Climathon Venezia 2025. Tra le proposte più innovative sviluppate dai laboratori giovanili, concepite specificamente per proteggere l’idrografia e il tessuto urbano veneziano, spiccano i piani di rigenerazione e adattamento per contesti chiave della vita lagunare:

  • CAE Vignole
  • GAIA
  • Santa Marta El Zardin in Pie

La scienza e il Venice Climate Assessment Report

La Laguna di Venezia ha poi richiamato l’attenzione della comunità scientifica con l’autorevole intervento del climatologo Piero Lionello (Professore di Fisica dell’Atmosfera e Oceanografia dell’Università del Salento). Basandosi su un recente e dettagliato studio dedicato alle possibili strategie per salvare Venezia dall’inevitabile aumento del livello del mare, Lionello ha illustrato in modo chiaro e stringente le urgenti sfide dell’adattamento climatico necessarie per salvaguardare l’equilibrio morfologico e ambientale della laguna nel medio e lungo termine.

A seguire, il CSRCC ha presentato le linee guida e gli obiettivi del Venice Climate Assessment Report (VAR). Si tratta di un percorso di ricerca aperto e inclusivo che mette nuovamente la comunità locale al centro: il progetto punta infatti a raccogliere manifestazioni di interesse da parte di tutta la cittadinanza, invitando i residenti, i ricercatori e gli attori locali a contribuire attivamente alla stesura e alla preparazione del rapporto finale per la tutela della laguna. L’incontro si è poi concluso con una fitta conversazione e uno stimolante scambio di riflessioni e proposte concrete tra il pubblico in sala e i relatori.

📢 Nota di ©AmoVenezia_ProjectLAB

Seguirà nei prossimi giorni un report dettagliato di tutte le faccende importanti di questo incontro che ©AmoVenezia_ProjectLAB ha ascoltato e che ritiene scientificamente e socialmente prioritario divulgare con ogni possibilità e con ogni modalità creativo-laboratoriale.

Crediamo fermamente che queste informazioni debbano essere diffuse capillarmente per il bene della comunità internazionale, favorendo la massima condivisione e contaminazione anche presso gli HUB già esistenti in Laguna di Venezia che quotidianamente custodiscono, vivono, respirano e tutelano questo straordinario, unico e delicatissimo ambiente. Restate sintonizzati.

Mirco Basso

Ideatore, AmoVenezia_ProjectLAB | Laboratorio diffuso della Laguna di Venezia

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Grazie per la risposta. ✨

P.S. Le barene rischiano di svanire, eppure sono il nostro scudo vitale contro l’erosione e per l’assorbimento di CO2. Con questo spirito sosteniamo concretamente le associazioni che difendono l’ambiente lagunare: un impegno necessario nel presente e per il presente, per i nostri figli e per i nostri bambini. Ce lo chiede il mondo intero e ce lo chiedono i piccoli attivisti internazionali, come abbiamo ricordato ripercorrendo l’urlo di Licypriya alla Venice Climate Week.

Noi veneziani dobbiamo educare a partire da noi stessi, trasformandoci in residenti attivi capaci di guidare anche il turista verso il rispetto di questo ecosistema, mantenendo sempre saldo il rapporto simbiotico con la scienza. Dobbiamo farlo dando voce e diritti alle nostre acque, un percorso che abbiamo iniziato a tracciare chiedendoci cosa accadrebbe se la Laguna potesse parlare e che oggi trova linfa vitale nell’unione tra il respiro fragile delle zone umide e la missione di Barena Association, inaugurando ufficialmente il “Ponte Editoriale” de Il Lab_Oratorio.

L’azione del nostro LAB si sviluppa attraverso ogni attività possibile, a partire da quelle laboratoriali nelle scuole e presso il Centro della Civiltà Lagunare di Murano, dove è già nato lo straordinario progetto A scuola di Barena. Proteggere il domani significa agire adesso. — ©AmoVenezia_ProjectLAB