LABoratorio della Bellezza • Farm+Lab & Match • incontro tra artisti | creativi e associazioni | progetti residenti per la comunicazione nel web • redazione giornalistica per lo storytelling professionale delle imprese residenti + INNOVAzione nelle @ttivit@’ di relAZIONE _ Rubrica di Idee e Progetti residenti in Città + Ritratti e Storie di eccellenze dell'Accoglienza e Ospitalità + quelle dei Talenti Creativo | Artistici Lagunari + collettivo per la tutela della Salute e Benessere della Laguna di Venezia
dal Centro della Civiltà Lagunare, Murano 6 giugno 2026
Oggi a Roma, nella prestigiosa cornice della Casa del Cinema a Villa Borghese, riflettori puntati sul cortometraggio naturalistico curato dal Centro della Civiltà Lagunare di Murano e firmato da Massimo Parravicini.
L’acqua che unisce le civiltà, l’acqua che unisce due capitali storiche della cultura liquida del Mediterraneo. L’undicesima edizione dell’Aqua Film Festival (in corso dal 4 al 7 giugno 2026) ha quest’anno un focus del tutto speciale, dedicato a due “Regine dell’Acqua”: Roma e Venezia. Ed è proprio in questa importante vetrina internazionale che la nostra Laguna trova oggi una voce e una rappresentazione straordinarie.
Tra le proiezioni più attese della giornata spicca infatti il filmato “Lagoon Refresh”, un’opera di forte impatto documentaristico fornita dal Centro della Civiltà Lagunare di Murano (VE).
Un viaggio guidato dalla passione e dalla tutela ambientale
Il progetto porta la firma del suo fondatore, Massimo Parravicini, figura di riferimento nel territorio veneziano e presidente dell’associazione “I Vagantivi”. Attraverso le immagini di “Lagoon Refresh”, lo spettatore viene letteralmente preso per mano e accompagnato in un viaggio sensoriale ed ecologico tra le acque, i colori unici e la fragile biodiversità dell’ecosistema lagunare.
Non si tratta, però, di una semplice contemplazione estetica. Il filmato nasce con un obiettivo etico e programmatico ben preciso: la tutela, il ripristino e la valorizzazione di un immenso patrimonio culturale e ambientale che rischia di perdersi senza una consapevolezza collettiva. La sapienza antica di chi vive la laguna “al terzo” si fonde con le moderne urgenze di salvaguardia scientifica e naturalistica.
Roma e Venezia: destini legati dall’acqua
La proiezione odierna si inserisce perfettamente nel filone tematico portante di questa edizione del festival diretto da Eleonora Vallone, intitolato significativamente “Roma et Venetiae Reginae Aquarum – L’acqua unisce le Civiltà”. Un percorso che vuole indagare non solo lo splendore storico, ma anche e soprattutto le grandi sfide contemporanee e climatiche che accomunano le due città.
La giuria del festival, presieduta dal produttore Pier Francesco Aiello, assegnerà quest’anno anche il premio speciale dedicato a questo gemellaggio ideale.
Per noi di AmoVenezia_ProjectLAB, vedere come le realtà di Murano e l’impegno civico di associazioni storiche come I Vagantivi riescano a portare la voce e la bellezza della nostra fragile Laguna Veneziana fuori dai confini regionali è motivo di grande orgoglio. “Lagoon Refresh” è la dimostrazione che la rinascita della Laguna passa prima di tutto attraverso la conoscenza e la condivisione della sua unicità.
L’Aqua Film Festival è visibile dal vivo a Roma e in streaming sulla piattaforma MyMovies fino a domani 7 giugno.
Licypriya Kangujam, l’urlo del nostro presente: i bambini, i nostri figli.
Venezia, 3 giugno 2026, in tarda serata.
La Venice Climate Week si è aperta oggi sotto il segno di una promessa solenne, intitolata “Planet Aqua, Planet Peace”. Una giornata iniziata con la forza dell’arte partecipativa: il flash mob “Married to the Lagoon”, ispirato al celeberrimo simbolo del Terzo Paradiso del maestro Michelangelo Pistoletto. Cittadini, associazioni e studenti uniti in un cerchio ideale, una promessa di matrimonio pubblico e alleanza profonda con l’ecosistema e l’acqua di questa nostra città.
Cos’è la Venice Climate Week (VCW) Nata da un’idea del giornalista Riccardo Luna e curata insieme a Sara Roversi (Future Food Institute) e Cristiano Seganfreddo (FlashArt), la Venice Climate Week (VCW) è diventata un punto di riferimento globale per la rigenerazione ecologica e la diplomazia climatica. L’edizione VCW 2025 ha segnato una svolta, evolvendo da evento pionieristico a strumento operativo per la diplomazia climatica. La settimana è culminata con il lancio della Venice Water Declaration, un appello internazionale per proteggere le città d’acqua e promuovere modelli rigenerativi, giusti e cooperativi. Parallelamente è stata istituita la Blue Communities Task Force: un’alleanza di sindaci e territori costieri che lavorano insieme per progettare nuovi modelli di governance dell’acqua, radicati nella partecipazione, nell’innovazione e nella responsabilità intergenerazionale. Per una settimana, Venezia si trasforma in un laboratorio vivente per l’azione climatica, ospitando oltre 100 relatori internazionali — dagli scienziati ai decisori politici, dagli artisti agli investitori — per co-creare soluzioni per il “Pianeta dell’Acqua”. La VCW non è una semplice conferenza. È un catalizzatore per la trasformazione sistemica — un modello replicabile che connette conoscenze, territori e comunità per accelerare la transizione verso un futuro più giusto, resiliente e rigenerativo.
Poco dopo, lo scenario si è spostato nello splendido spazio delle Procuratie Vecchie in Piazza San Marco — Casa di The Home of The Human Safety Net, partner principale della manifestazione. A inaugurare formalmente i lavori della sessione Setting the Vision è stato l’intervento di Andrea Sironi, Chairman di Assicurazioni Generali, che ha posto con decisione l’accento sul ruolo strategico e sulla responsabilità del settore finanziario nella transizione sostenibile.
Su queste premesse istituzionali si è innestato il panel successivo, interamente dedicato ai temi di etica, arte e umanità. Sul palco, due illustri attori del nostro tempo: il maestroMichelangelo Pistoletto, che da decenni usa la creatività come motore di transizione responsabile, e il Cardinale Fabio Baggio, voce di una profonda visione spirituale che richiama l’ecologia integrale della Laudato si’, connettendo in modo lucido la crisi climatica ai flussi dei rifugiati ambientali.
Come AmoVenezia_ProjectLAB eravamo lì. Eravamo lì in qualità di uditori, di ascoltatori, ma soprattutto come laboratorio centrale alla Laguna di Venezia e PER la Laguna di Venezia. Come HUB diffuso delle “risorse residenti” — quelle persone che vivono, amano questo microcosmo d’acqua e, ogni singolo giorno, esercitano il rispetto e si danno da fare dal basso per il ripristino, la tutela e la sopravvivenza di ciò che ci circonda.
Tutto ciò che era stato detto fino a quel momento dagli autorevoli relatori era giusto, corretto, ineccepibile. La stessa Licypriya Kangujam, la giovanissima attivista indiana di 14 anni, seduta tra il pubblico, aveva già profondamente colpito e scosso gli animi dei presenti in sala con un suo personale intervento iniziale come climate activist, che aveva magistralmente centrato ed enfatizzato il cuore del tema di quest’anno.
Ma la vera rottura, il momento di massima verità, è arrivato subito dopo. Quando a Licypriya è stato ridato in mano il microfono affinché potesse porre delle domande conclusive, quelle che lei riteneva opportune e finali a sigillo del dialogo tra il Cardinale Fabio Baggio e il maestro Michelangelo Pistoletto, l’aria in sala si è fatta densa.
Non ho ascoltato il discorso di una semplice attivista; ho ascoltato l’urlo primordiale di una giovane vita che ha già visto da vicino la potenza distruttiva del cambiamento climatico, tra inondazioni e caldo torrido nel suo Paese d’origine. C’era un coraggio disarmante in quella voce, una decisione animata dal vissuto che ha superato e travolto persino le bellissime parole dette in precedenza.
Mentre parlava, ho avvertito dentro di me una scossa, una presa di coscienza ulteriore. Come se non bastasse già ciò che osservo ogni giorno con i miei occhi; come se non bastasse ciò che come tanti veneziani abbiamo vissuto sulla nostra pelle durante l’acqua granda. In quel preciso istante, la distanza tra il palco e la realtà si è azzerata. Ho capito, con una lucidità quasi dolorosa, che non c’è tempo nemmeno per le risposte: c’è soltanto il tempo per l’azione.
Girandosi verso i due illustri interlocutori, Licypriya ha posto le sue domande finali, pronunciando queste parole che vi riporto integralmente nella loro devastante e nuda verità:
«Agirete davvero? Lo farete davvero per noi? Per i bambini di tutto il mondo? Vi importa davvero delle generazioni future? E se è così, perché non state ancora agendo? Perché non vi state ancora attivando? Tutto questo è davvero ingiusto, perché noi non siamo responsabili di ciò che stiamo affrontando. Considero la protesta come la mia ultima spiaggia. Perché lo facciamo? È quando le persone al potere, il governo, i leader non ci ascoltano, è proprio in quel momento finale che diciamo: “Non ne possiamo più. Fatevi sotto, lotteremo per la nostra giustizia”. Lotteremo perché dobbiamo cambiare adesso, dato che siamo in prima linea a soffrire. Quindi, quando non ascoltano le nostre voci, la protesta resta la nostra ultima opzione. E noi attivisti di tutto il mondo non ci arrenderemo: alzeremo la nostra voce fino all’ultimo respiro.»
@licypriyakangujam
Il video dell’intervento completo è visibile sul profilo Instagram ufficiale al seguente link:
L’intera cronaca e gli aggiornamenti in tempo reale possono essere seguiti direttamente sul profilo ufficiale della @veniceclimateweek, monitorando le conversazioni globali tramite l’hashtag ufficiale #VCW26 e sul canale dell’attivista @licypriyakangujam.
Le sue domande non ammettono repliche diplomatiche o tavoli tecnici dilatori. Interrogano direttamente la nostra responsabilità di residenti e custodi. Di fronte a questa massima verità, la cultura non può essere solo testimonianza, e l’arte non può limitarsi alla performance, seppur straordinaria, del Terzo Paradiso.
Oggi più che mai, l’educazione di cui abbiamo bisogno passa attraverso l’ascolto di questa realtà cruda. Come AmoVenezia_ProjectLAB, raccogliamo questo grido d’allarme non come una semplice protesta, ma come un imperativo categorico per tutte le nostre risorse residenti. Perché l’acqua sta salendo, il pianeta soffre e il presente appartiene a loro. Non c’è più tempo per spiegare. Bisogna agire. Ora.
Mirco Basso
Ideatore, AmoVenezia_ProjectLAB | Laboratorio della Laguna di Venezia
Il silenzio degli ultimi tempi non è stato un’assenza, ma un tempo di ascolto, semina e costruzione di nuove relazioni. Oggi siamo felici di annunciare la ripresa effettiva delle nostre attività editoriali e della comunicazione su tutti i nostri canali, con una consapevolezza ancora più forte.
Ripartiamo con un’energia rinnovata e una visione pragmatica: il nostro obiettivo è essere uno strumento vivo di valorizzazione per il territorio, ma con uno sguardo attento alla sostenibilità economica dei progetti. Sappiamo che per proteggere e far fiorire la residenzialità di tanta bellezza, serve l’interesse e il supporto concreto di chi ha il potere e la volontà di investire nel capitale umano e sociale della Laguna.
Vogliamo dare voce a progetti associativi che generano un impatto reale, creando un ponte tra le idee inclusive e le risorse necessarie per renderle durature.
Operatività e Ricerca: Non solo narrazione, ma ricerca attiva di sostenibilità per le iniziative locali.
Sostegno alla Residenzialità: Focus su progetti che permettano ai residenti di abitare e vivere il territorio con dignità e innovazione.
Inclusione Sociale: Uno spazio dedicato a chi trasforma la bellezza in opportunità per tutti.
Restate sintonizzati: questo è il primo passo di un cammino dove l’ideale si fa operativo. Nei prossimi giorni vi presenteremo nel dettaglio un nuovo progetto di laboratorio in fase di lancio, che incarna perfettamente questa visione di rinascita e concretezza.
AmoVenezia_ProjectLAB riparte. Con pragmatismo, cuore e nuova linfa, nel battito della Laguna.
“Caìgo”, in dialetto veneziano, significa nebbia. Deriva dall’espressione “ca me ligo”, ovvero qui mi lego, frase pronunciata dai barcaioli costretti a fermarsi quando la nebbia fitta impediva loro di navigare in laguna.
Per Serena, “ca me ligo” è una scelta consapevole: dopo molti viaggi, decide di ormeggiare nel suo primo studio a Venezia, un luogo di creazione personale e collettiva, aperto ad accogliere progetti e collaborazioni con artisti locali e internazionali.
Un ponte tra Oriente e Occidente
Poletti Serena, laureata all’Accademia di Belle Arti di Venezia, prosegue la sua formazione in calligrafia con il Maestro Norio Nagayama, figura di riferimento della calligrafia giapponese.
Lo Studio Caigo riflette questa doppia anima estetica: una filosofia ispirata al Sol Levante, che si fonde con la sensibilità artistica veneziana, dando vita a un ponte culturale tra Oriente e Occidente.
Art Night 2025 – Mostra collettiva
RERUM NATURA
In occasione della 14ª edizione di Art Night, Studio Caigo presenta la mostra collettiva:
RERUM NATURA
Una collettiva in cui la Natura è musa, guida e materia, raccontata attraverso i gesti, i segni e le forme di nove artisti.
Il manifesto della mostra
Viviamo in un mondo profondamente antropizzato, dove l’artificiale occupa uno spazio crescente. In questo scenario, l’artista diventa custode di un legame primordiale: quello con la natura.
“L’immagine della natura fresca e viva si imprime, lasciando una memoria che diventa ornamento e si compone in decori.”
Con tratti di china e acquerello, si disegnano profili di esistenza. Segni riconoscibili e al tempo stesso lontani, suggestioni che trattengono l’istante presente, in un dialogo costante tra il visibile e l’etereo.
Rerum Natura è un poema contemporaneo, una ricerca, una soglia da attraversare per riscoprire l’origine, filtrata dalla sensibilità del nostro tempo.
“Come uomini sviluppiamo intelligenza per creare il nuovo. Come animali, portiamo dentro di noi la radice dell’esistenza: il cambiamento e la caducità.”
Un viaggio nell’invisibile nel cuore del Carnevale di Venezia
Venezia, 14 febbraio 2025 – Castello Gallery
Mentre la città si copre di maschere e gli echi della storia si intrecciano con il presente, Whispered Realms: Hidden Spaces & Beings si presenta come un’affascinante esplorazione dell’invisibile. Inaugurata il 14 febbraio 2025 presso Castello Gallery, questa mostra invita i visitatori a percorrere il sottile confine tra realtà e illusione, paura e fiducia, ciò che è celato e ciò che viene rivelato.
Ambientata nell’atmosfera suggestiva di Il Tempo di Casanova, tema del Carnevale di Venezia 2024, Whispered Realmstrasforma l’intrigo, il mistero e la seduzione dell’epoca di Casanova in un dialogo artistico contemporaneo. Con un eccezionale collettivo di 31 artisti internazionali provenienti da 19 paesi, l’esposizione trasforma lo spazio in un paesaggio mutevole di narrazioni nascoste e presenze spettrali.
Attraverso installazioni evocative, la mostra dissolve i confini del tempo e dell’identità, riflettendo le danze in maschera del passato e interrogandosi sulle maschere che indossiamo oggi. I visitatori incontreranno spazi che sussurrano, opere che rispondono al movimento e presenze nascoste che abitano il liminale.
Uno dei temi più suggestivi esplorati è la fragile natura della fiducia. Proprio come Casanova si muoveva in un’epoca di inganni e desideri, le opere invitano a riflettere sulle nostre barriere interiori—paura, dubbio e le maschere che adottiamo. Whispered Realms non è solo un viaggio visivo, ma un’esperienza emotiva profonda, in cui addentrarsi nell’ignoto diventa un atto di coraggio.
Un momento speciale della mostra è rappresentato dalla personale dell’artista azero Kamran Mamadov, Perspective, che approfondisce i temi dell’identità e della memoria, creando un dialogo intimo tra storia personale ed esperienza collettiva. Le sue opere su larga scala evocano un senso di passaggio inquietante, in sintonia con l’esplorazione degli spazi nascosti e dell’evoluzione del sé proposta dalla mostra.
Questa esposizione segna anche il primo anniversario di Kuun Art, lanciato lo scorso anno durante la Milano Fashion Week. Piattaforma dedicata alla promozione dell’innovazione artistica, Kuun Art rafforza con Whispered Realms il proprio impegno nel supportare voci creative contemporanee.
Inoltre, Whispered Realms introduce una collaborazione esclusiva con scan.art, una funzionalità innovativa che permette ai visitatori di accedere a contenuti dietro le quinte, interviste agli artisti e approfondimenti speciali semplicemente scansionando le opere in mostra. Questa integrazione digitale arricchisce l’esperienza del pubblico, offrendo un’interazione unica e coinvolgente.
Per celebrare l’occasione, il giorno successivo all’apertura si terrà un esclusivo Artist Talk & Brunch, un incontro che riunirà artisti, professionisti dell’arte e studenti in una dinamica discussione sull’interazione tra segretezza, identità e trasformazione nell’arte. Un’opportunità preziosa per dialogare con le menti creative dietro la mostra ed esplorare la profondità delle loro filosofie artistiche.
Curata per risuonare con l’incantevole mistero del Carnevale di Venezia, Whispered Realms invita il suo pubblico a perdersi in un mondo dove l’arte respira, sussurra e si trasforma.
Rubrica: “SAI CHE C’è? C’é che oggi, oggi inizia!”
Gli ambienti dell’Associazione Culturale Spiazzi si trasformano in affollati saloni da bar pronti ad accogliere la più variegata fauna veneziana con il Festival Culturale Macchiato. Curato da Alfredo Martorelli e Adele Spinelli, l’evento si propone di risvegliare la città dal torpore invernale proponendo al pubblico un momento di aggregazione, dove riscoprire l’arte come strumento privilegiato di condivisione e dialogo. Tra i protagonisti della mostra permanente, lo stesso curatore Alfredo Martorelli, che con la serie fotografica Caffèmacchiato immortala i mille volti della Venezia più autentica. Al suo fianco, i mirabolanti collage di Leone Solia, l’intima fotografia di Angela Benedetti, le nostalgiche tele di Nonno Burro, i contrasti fotografici e umani di Pietro Vettore, i delicati dipinti di Ugne Gelgotaite e le provocazioni scultoree di Daniel Whitehead, ma anche un’inedita installazione corale: il Muro ondoso, una parete che raccoglie opere ..