a Venezia, in Campo Bandiera e Moro alla Bragora

🔴 DIARIO DELLA BELLEZZA LAGUNARE – 7 LUGLIO 2026
Venezia fluttuante: domani sera l’arte sonora ridisegna Campo della Bragora
Ci sono sere in cui Venezia non si limita a fare da sfondo, ma si fa materia viva, onda acustica, risonanza. Oggi, 7 luglio, il nostro sguardo si volge in avanti, per segnalarvi un appuntamento imperdibile che domani sera, mercoledì 8 luglio, dalle ore 19:00 alle 23:00, accenderà uno degli angoli più autentici e intimi del sestiere di Castello.[cite: 1]
Presso lo spazio Bias: Isola d’Arte, affacciato sul suggestivo Campo Bandiera e Moro (storicamente noto come Campo della Bragora), prenderà vita “SONAR: Liminal Fluctuating Sound Navigation”.[cite: 1] Non una semplice mostra, ma un’installazione sonora immersiva e performativa che si svilupperà su tre piani dell’antico edificio – un tempo sede della confraternita delle Arti e dei Mestieri e oggi avamposto culturale legato alla 61° Biennale d’Arte.[cite: 1]
Sarà un vero e proprio “Arcipelago Acustico”.[cite: 1] Al piano terra, le vibrazioni profonde del live set di Doro Teo e Da De, arricchite dalle incursioni di jungla, dialogheranno direttamente con la vita quotidiana e il brusio della piazza attraverso la veranda aperta sul campo.[cite: 1] Salendo, ci si lascerà catturare dalle Minor Dissonances in quadrifonia di Elo (Elena Callegari) e dal suggestivo sistema di sintesi di Dario Sevieri, che ricrea e spazializza lo spettro delle campane di Venezia reagendo in tempo reale ai movimenti e alle soglie di luce del pubblico (Lumen-Limen).[cite: 1] Al vertice dell’edificio, infine, l’opera audiovisiva Body Match di Fabio Scrivanti, con il contributo di Vertebra, interrogherà il crollo dei sistemi informatici di fronte all’irriducibile unicità del corpo umano.[cite: 1]
Un evento curato da Matteo Poletti, (M.)iss (P.)roduction Art Events, Rosa Mundi Art e BIAS 2026, sotto l’egida della Fondazione Donà dalle Rose, che unisce la ricerca tecnologica più avanzata alla tutela del patrimonio identitario e spirituale della nostra laguna.[cite: 1] Un invito a navigare tra suono, spazio e memoria.[cite: 1]
👇 Per tutti i dettagli logistici, il programma completo del percorso espositivo e le note biografiche dei singoli artisti coinvolti, leggete la scheda completa qui sotto:
Approfondimenti sull’evento dal sito ufficiale
L’appuntamento di domani sera si inserisce nel più ampio ciclo di iniziative promosse dalla Fondazione Donà dalle Rose per la diffusione del bando internazionale per artisti della BIAS 2026 (Biennale Internazionale di Arte Contemporanea Sacra delle religioni e credo dell’umanità). Una ricerca multidisciplinare volta a creare ponti spirituali ed espressivi tra i popoli che, partendo da Venezia, toccherà tappe cruciali in Senegal, Guinea Equatoriale, Nigeria e Camerun.
Ideatore, AmoVenezia_ProjectLAB | Laboratorio diffuso della Laguna di Venezia
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SONAR
Venezia – La Fondazione Donà dalle Rose presenta “SONAR: Liminal Fluctuating Sound Navigation”, un’installazione sonora immersiva concepita per interagire in modo osmotico e profondo con lo spazio espositivo di Bias: Isola d’Arte e l’antistante Campo della Bragora (Campo Bandiera e Moro) a Venezia. L’evento, inserito nella cornice delle attività collaterali e parallele legate alla 61° Mostra d’arte internazionale della Biennale di Venezia, si terrà mercoledì 8 luglio 2026, dalle ore 19.00 alle 23.00.
Il progetto curatoriale, affidato a Matteo Poletti, (M.)iss (P.)roduction Art Events, Rosa Mundi Art e BIAS 2026, si struttura su tre differenti livelli espositivi dell’antico edificio veneziano – un tempo storica sede della confraternita delle Arti e dei Mestieri. L’installazione si configura come una vera e propria costellazione di “Isole Sonore” autonome ma interconnesse tra loro. Attraversando le sale, i visitatori entrano in una relazione interattiva e dinamica con il Genius Loci dello spazio e con le opere d’arte esposte, in un costante e aperto dialogo con la vita quotidiana della piazza veneziana.
Il Percorso Espositivo e le Opere
Al Piano Terra: “Soglie di Prossimità” (2026) di Doroteo & Da-De (B2B) con le incursioni di jungla. Dalla veranda dello spazio espositivo che si apre direttamente sul Campo della Bragora, il live set di Teodoro Bevilacqua e Davide Olivato genera un tessuto sonoro liminale che invita i passanti a varcare la soglia, arricchito dalle contaminazioni ritmiche di jungla. Frammenti vocali, echi lontani, bassi profondi e rumori di sottofondo si mescolano organicamente al brusio quotidiano della piazza. Il risultato è un paesaggio sonoro fragile, un “Arcipelago Acustico” in continua oscillazione tra prossimità e distanza che unifica gli opposti.
Al Primo Piano: “Minor Dissonances” (2026) di Elena Callegari (Elo) & “The Bell rings for Thee…” (2023) di Dario Sevieri. Il primo piano accoglie due distinte ma integrate ricerche sonore in quadrifonia. L’opera di Elena Callegari evoca un ecosistema instabile e in perenne fermento, composto da interferenze interstiziali, echi di silenzi e leggere dissonanze, metafora della diaspora, dell’esilio e della complessa negoziazione identitaria. Ad intervalli irregolari si innesta il lavoro di Dario Sevieri, un sistema di sintesi additiva a 32 voci ricavato dall’analisi spettrale delle campane di Venezia. Attraverso un dispositivo di Motion Detection, l’opera reagisce in tempo reale alla luminanza e ai movimenti del pubblico (Lumen-Limen), modificando i parametri di spazializzazione e sintesi sonora.
Al Secondo Piano: “Body Match” di Fabio Scrivanti con il contributo di Vertebra. Il vertice dell’edificio ospita un’installazione audiovisiva che assume la forma e il linguaggio di un software diagnostico e di riconoscimento automatico, dialogando con la dimensione organica e strutturale evocata dalle sonorità e dalle installazioni di Vertebra. La macchina osserva, misura e confronta le immagini del corpo umano nel tentativo di catalogarle. Tuttavia, l’accumulo di dati non produce reale conoscenza ma amplifica le incongruenze, fino al collasso del sistema stesso. L’opera interroga criticamente il desiderio umano di ridurre l’esperienza biologica ed esistenziale a pura informazione misurabile, suggerendo che l’identità autentica resiste a qualsiasi tentativo di classification tassonomica.
Note Biografiche degli Artisti
Nata a Venezia nel 2000, lavora tra performance contemporanea, suono e pratiche collaborative. Ha studiato interior design e arti performative presso lo IUAV di Venezia. Membro della piattaforma Pulsating Forms, esplora la musica elettronica come spazio sensoriale, sociale e politico. Nel 2026 ha vinto il bando “ISOLE ISOLE ISOLE”, realizzando la sua prima mostra personale presso lo Spazio Spuma alla Giudecca dopo una residenza in Sicilia.
Nato a Bormio nel 1977, vive e opera a Venezia. Laureato in Lingue e Letterature Orientali (Giapponese) a Ca’ Foscari, è traduttore e sound designer diplomato all’Accademia di Arti Cinematografiche di Bologna. Ha conseguito la laurea triennale e due bienni di specializzazione (Composizione/Nuove Tecnologie ed Elettronica) al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia. Attivo in diverse band locali e cultore di Aikido, unisce rigore analitico, armonia e ricerca tecnologica applicata al suono.
Artista audiovisivo con base a Venezia, la sua ricerca si muove in modo trasversale tra installazione, suono, video e scrittura. Costruendo dispositivi multimediali e finzionali, Scrivanti indaga il rapporto tra experience umana e linguaggio tecnologico, concentrandosi sui processi di trasformazione, sulle memorie collettive e sulle tracce lasciate dal tempo.
Selezionatori e sound selector veneziani radicati nella cultura bass music, dub, reggae, jungle e clubbing. I loro set sono caratterizzati da groove profondi, basse frequenze e strutture ritmiche ipnotiche che alternano tensione ed elementi narrativi, qui espressi nel live set collaborativo “Soglie di Prossimità”.
Contesto Istituzionale
Durante tutta la stagione estiva 2026, lo spazio Bias: Isola d’Arte e Palazzo Donà dalle Rose ospiteranno la prestigiosa Biennale di Arte Contemporanea Sacra a Venezia, proponendo un percorso espositivo che unisce maestri storicizzati a una selezione internazionale di artisti emergenti tramite una Open Call, le cui tappe confluiranno successivamente nell’edizione 2026 del Padiglione in Guinea Equatoriale.
Siti web ufficiali: www.fondazionedonadallerose.org | www.bias.institute | www.equatorialguinealabiennale.org
Ufficio Stampa & Contatti: press@fondazionedonadallerose.org
61° Mostra d’arte internazionale della Biennale di Venezia – Eventi e Sedi Espositive Bias
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