Locandina della mostra fotografica personale di Angelo Rigoni intitolata "Le mie fotografie... le loro storie", ospitata a Palazzo da Mula a Murano dal 1 al 9 settembre.

Angelo Rigoni a Murano: l’arte del ritratto fotografico per raccontare il capitale umano della Laguna

• Nel Diario della Bellezza Lagunare, Patrizia Zamparo, insieme al Centro della Civiltà Lagunare e ad AmoVenezia_ProjectLAB, presenta la mostra personale di Angelo Rigoni a Murano. Attraverso 60 scatti in bianco e nero esposti a Palazzo da Mula, la narrazione rende omaggio al capitale umano residente in Venezia. La mostra celebra le storie di vita, il lavoro autentico e il valore inestimabile della nostra comunità tramite l’arte del ritratto fotografico.

Angelo Rigoni a Murano: il valore della memoria e la bellezza della Laguna

Angelo Rigoni Murano - Le mie fotografie... le loro storie

L’hub-lab di AmoVenezia_ProjectLAB e le pagine del nostro magazine digitale nascono con un proposito chiaro. Vogliamo essere una residenza aperta e una custodia operosa per le risorse artistiche della Laguna di Venezia. Narrare il territorio non significa soffermarsi soltanto sulle pietre o sugli scorci da cartolina. Significa dare voce alle persone che lo abitano e che fanno la vera differenza quotidiana. In questo tessuto umano risiede l’essenza più profonda e la bellezza della nostra comunità.

In questa visione di valore si inserisce la mostra personale di Angelo Rigoni a Murano. Si tratta di un tributo a un fotografo straordinario che ha saputo utilizzare il ritratto come linguaggio d’amore e strumento di restituzione per raccontare l’anima autentica di Venezia.

Patrizia Zamparo e il Centro della Civiltà Lagunare: il valore profondo di un tributo

Patrizia Zamparo racconta con emozione e gioia il motivo che l’ha spinta a volere fortemente la mostra di Angelo Rigoni a Murano al Centro della Civiltà Lagunare: un perché carico di significato e di valore.

È un vero piacere dare spazio nel Diario della Bellezza Lagunare all’interno di AmoVenezia_ProjectLAB a questa testimonianza. Non soltanto perché si tratta di buona fotografia. Soprattutto perché Angelo ha condotto per bene la narrazione attraverso i volti delle persone. Con il ritratto fotografico è riuscito a raccontare il capitale umano residente a Venezia, cuore del nostro giornale.

Il valore del ricordo e la nascita del progetto

Non è soltanto una mostra fotografica, ma un atto d’amore e di restituzione alla memoria collettiva. Il progetto nasce dalla volontà di Patrizia Zamparo, che ha scelto di aprire i cassetti dell’archivio digitale del marito Angelo per condividerne la preziosa eredità visiva.

Il gesto è nato originariamente dal desiderio di salutare i clienti della sua storica libreria ricordando l’opera di Angelo. Successivamente si è trasformato in un percorso espositivo più ampio. L’obiettivo è non lasciare chiuso in un computer un patrimonio d’arte e di sentimenti dedicato alla Laguna.

Il legame con Murano e il Centro della Civiltà Lagunare

Murano era l’isola di Angelo, il luogo in cui aveva scelto di tornare a vivere dopo trent’anni trascorsi a Venezia. La scelta di esporre queste immagini presso il Centro della Civiltà Lagunare risponde a una naturale sintonia di intenti. Da un lato vi è la missione del Centro di mantenere viva la memoria storica della laguna. Dall’altro spicca lo sguardo attento di Angelo, capace di immortalare con la macchina fotografica gli artigiani, i gesti e i saperi tradizionali che rischiano di scomparire.

Il percorso espositivo

La mostra raccoglie un nucleo selezionato di 60 fotografie, parte di un corpus di scatti pronti per la stampa ideato originariamente nel 2016. Dopo un’anteprima di due giorni a San Francesco della Vigna e una prima esposizione parziale in libreria, il lavoro di Angelo trova oggi una compiuta dimensione espositiva. Ogni scatto racconta con delicatezza l’anima manifatturiera dell’isola e il profondo legame tra la comunità muranese e il suo ambiente naturale.

Scheda dell’evento

  • Dove: Palazzo da Mula, Fondamenta da Mula 153 – Murano (VE)
  • Quando: Da martedì 1 settembre a mercoledì 9 settembre | Ore 10.00 – 18.00
  • Inaugurazione: Martedì 1 settembre alle ore 17.00
  • Promotori: Centro della Civiltà Lagunare, con il sostegno di Città Metropolitana di Venezia, Le Città in Festa, il Comitato Risorse Vitali, Associazione pescatori “I Vagantivi”, Laguna Venexiana Onlus e la collaborazione editoriale di AmoVenezia_ProjectLAB.

Dalla Libreria Cluva alla fotografia: la biografia di Angelo Rigoni

Nato a Murano nel 1961, Angelo Rigoni ha vissuto nell’isola per 28 anni prima di trasferirsi a Venezia e fare infine ritorno alla sua Murano nel 2019. Fin da giovane ha coltivato la passione per il disegno e la lavorazione del vetro in fornace e in officina, esperienze che gli hanno insegnato il delicato equilibrio delle proporzioni.

Nel 1992 acquisisce con la moglie la storica Libreria Cluva all’interno dell’Università IUAV di Venezia, punto di riferimento per generazioni di studenti, docenti e architetti.

La svolta fotografica avviene negli anni Settanta e si rinnova nei primi anni Duemila con il passaggio al digitale. Rigoni comprende che la fotografia permette di superare la realtà oggettiva per raccontare la complessità dell’animo umano. Nel corso della sua carriera ottiene importanti riconoscimenti (tra cui il premio Banca degli Occhi 2016 e pubblicazioni su volumi internazionali come Dream of Venice in black and white di JoAnn Locktov, con la celebre foto del “Noè ubriaco” di Palazzo Ducale, ribattezzato “Il guardiano del tempo”).

Il ricordo: il racconto del Professor Angelo Maggi

Particolarmente toccante è la testimonianza del Professor Angelo Maggi (docente IUAV), amico storico di Rigoni, che così ricorda il fotografo muranese:

“Ho conosciuto Angelo Rigoni molti anni fa, ai tempi dei miei studi allo Iuav. La sua presenza discreta e gentile accompagnava le nostre giornate universitarie, ma il nostro legame si è consolidato soprattutto quando ha iniziato a dirigere la libreria Cluva. Da allora Angelo non è stato soltanto un libraio competente e appassionato: è stato un amico sincero, con cui condividevo un interesse profondo per l’immagine e la memoria visiva.

Angelo non cercava la denuncia sterile, né lo scatto spettacolare ad uso e consumo del turismo di massa. La sua Fotografia era un atto d’amore e di restituzione verso le persone che fanno vivere Venezia ogni giorno. Questa mostra è il giusto merito a chi ha saputo trasformare l’amicizia e il rispetto per la propria terra in un racconto di luce e speranza.”

Un impegno collettivo per le risorse della Laguna

L’esposizione di Angelo Rigoni a Palazzo da Mula rappresenta un passaggio fondamentale nell’azione culturale del Centro della Civiltà Lagunare e di AmoVenezia_ProjectLAB. Rendere omaggio a chi non c’è più, ma ha lasciato traccia del proprio passaggio con generosità e talento, significa alimentare la memoria storica e identitaria della nostra Laguna.

Vi invitiamo a visitare la mostra e a lasciarvi guidare dai volti e dalle storie di chi, ieri come oggi, continua a fare la differenza per Venezia.

Note di Regia & Crediti

Testo: Patrizia Zamparo con Mirco Basso
Ideatore, AmoVenezia_ProjectLAB | Laboratorio diffuso della Laguna di Venezia

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